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INCENERITORI e TERMOVALORIZZATORI
Attualità Salute e Scienze

INCENERITORI e TERMOVALORIZZATORI: gioco unicamente semantico

INCENERITORI e TERMOVALORIZZATORI – L’emergenza ormai atavica presente in Campania (ma  ormai anche altrove) soprattutto in quella che ormai è conosciuta come “la Terra dei fuochi” ha portato all’ennesimo scontro tra M5S e Lega e al discutere su una differenza che esisterebbe tra INCENERITORI e TERMOVALORIZZATORI.

Del problema “smaltimento rifiuti” si proverà a discutere oggi nel vertice straordinario del Governo convocato a Caserta e si vedrà se e cosa ne verrà fuori ma, intanto, per noi profani e tanto per provare a ben chiarire e puntualizzare i termini del discutere e del contendere, proviamo a vedere e chiarire se e quali siano le differenze che esisterebbero tra gli INCENERITORI ed i TERMOVALORIZZATORI e quindi se c’è qualcosa di realmente e concretamente diversa o se è solo questione (furbizia, secondo alcuni) semantica.

Allora, partiamo con gli INCENERITORI: cosa sono? Come funzionano? Che “danni” all’ambiente e all’uomo producono?

Gli INCENERITORI sono impianti principalmente utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti mediante un processo di combustione ad alta temperatura (incenerimento) che dà come prodotti finali un effluente gassoso, ceneri e polveri, ed il problema (il danno) risiede tutto in queste perché diffondono nell’aria, liberamente ed in quantità, gas e polveri di ogni tipo ovvero dà, come prodotti finali, un effluente gassoso composto da diossine, furani, pm10, pm2.5, particolato ultrafine, ceneri e polveri per cui, dopo battaglie infinite, si è finalmente arivati a recepire questa incontestabile verità e a provare ad almeno ridurre e contenere alcuni effetti agendo su una più seria (talvolta anche adozione mai prima prevista) adozione di filtri atti a filtrare, ma non bloccare, l’emissione dei gas dannosi di cui sopra.

Questa presa d’atto ha quindi portato ai nuovi INCENERITORI così come presentati e definiti in tutto il mondo, tranne che in Italia dove, con il nostro solito disquisire sulle virgole e fare di semantica comodo lasciapassare, si è cominciato a parlare di TERMOVALORIZZATORI spesso poi facendo riferimento, come “referenza” di riferimento, a quello di Brescia che, per inciso, è gestito dalla A2A, azienda regionale lombarda della quale, tanto per dire, Salvini detiene 3.500 azioni ordinarie e che – sempre tanto per dire – gestisce anche il termovalorizzatore di Acerra (Napoli) ed inoltre, da molti anni, ha dichiarato l’intenzione di realizzare un nuovo termovalorizzatore a Napoli.

ORBENE, guarda caso, io sono a Brescia sin dal lontano (ahimé) 1971 per cui ben conosco l’evoluzione (talvolta l’involuzione) della Città e tantopiù la conosco perché, ancora guarda caso, VIVICENTRO ebbe a nascere, proprio qui a Brescia, quasi 12 anni fa come Associazione cittadina molto attiva e battagliera (ne troverete facilmente tracce nel web) tesa a valutare ed evidenziare, anche con denunce civiche e penali, alcuni problemi cittadini tra i quali, sempre guarda caso, proprio quelli Ambientali nel cui ambito si è sempre agito in simbiosi con la locale, attivissima ed egregia, associazione di Lega Ambiente.

Ciò premesso, che a seguire ci tornerà utile per alcune puntualizzazioni, arriviamo al TERMOVALORIZZATORE precisando, ancor più chiaramente di quanto alluso sopra, che il termine TERMOVALORIZZATORE è e resta, appunto, una furbizia tutta italiana. Furbizia che verte a giocare sulla semnatica delle espressioni ma di fatto è, e resta, fuorviante dal momento che l’unica vera VALORIZZAZIONE dei rifiuti la si ha SOLO con il RIUSO e quindi il RICICLO (cosa a cui, però, tende ed è preposta la Raccolta Differenziata) dell’ormai da tutti napoletanamente definita “munnezza”, per cui NON BASTA aver annesso il termine VALORIZZATORE nell’identificazione degli INCENERITORI per avere, in parallelo, una vera valorizzazione anche in temini di SALUTE ed AMBIENTE. Economica sì (per l’uso del calore prodotto) ma non per altro. Ed anche questo sarà evidenziato a seguire.

Tornando quindi agli impianti che, comunque li si chiami, sono dediti all’incenerimento (anche se con recupero energetico) e quindi allo smaltimento dei rifiuti, sistema comunque da preferirsi alla sola discarica di rifiuti indifferenziati, resta chiaro che sempre inceneritori restano come, del resto, sono classificati nelle normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di “inceneritori”.

Poi, inventiva e furbizia tutta italiana, come già detto, ha “inventato” il termine TERMOVALORIZZATORE vuoi per dirottare i fondi destinati alle energie alternative, talvolta anche vergognosamente e fraudolentemente perchè affibbiati anche agli impianti inceneritori del passato, che per rendere più digeribile, ai cittadini, l’installazione, o il permanere, di “inceneritori” come anche permane che le categorie principali e quantitativamente predominanti di rifiuti inceneribili sono:

– Rifiuti Solidi Urbani (RSU);
– Rifiuti speciali.

Ciò chiarito, ribadisco ancora che l’idea che si possa filtrare quello che esce dal camino di un inceneritore (o termovalorizzatore che dir si voglia) è specchio per allodole perchè, anche i quelli moderni, i filtri comunque vanno ad agire unicamente laddove chiede la legge, e la legge pretende la limitazione (non il blocco totale) delle polveri da PM10 in su; quelle con dimensioni inferiori a PM10 – e su abbiamo indicato subito che il processo di combistione dei rifiuti produce un effluente gassoso composto da diossine, furani, pm10, pm2.5, particolato ultrafine, ceneri e polveri – non sono contemplate (troppo oneroso a bloccare su una ciminiera). Purtroppo però, quelle trascurate e non ancora bloccate (o addirittura non bloccabili, almento in termini economici), sono proprio quelle che attraverso i polmini finiscono direttamente nel sangue e nelle cellule per cui, in perfetto gattopardismo, ecco che tutto cambia affinché nulla cambi, ed anche in questo caso Tomasi di Lampedusa fa scuola.

Per onestà non si può certo dire che nulla sia cammbiato perché è vero il fatto che gli impianti di ultima generazione sono ben diversi e “più sicuri” dei precedenti ma, appunto, “più sicuri” non “sicuri” al 100% come si tende a far capire anche richiamando, come referenza, l’INCENERITORE di Brescia che, pur essendo un fiore all’occhiello ECONOMICO della Città visto il contributo che dà alla produzione di energia elettrica come anche alla produzione, distribuzione, di acqua calda e riscaldamento (riduzione dei costi, per il cittadino, stimato nell’ordine del 35%: dati da loro indicati), resta comunque ancora fonte di inquinamento per la Città, soprattutto nel territorio immediatamente adiacente allo stesso, tanto che non tanto tempo fa (2 mesi circa), nel bresciano, ben 8 stalle sono state trovate con latte ricco di diossina e i tumori al fegato, sempre nel bresciano, sono e restano elevati e sempre maggiori in chi abita in prossimità dell’impianto dato come referente.

In conclusione, e tanto per chiarire e capire con i dati di cui sopra, il decantare che un inceneritore, o termovalorizzatore che dir si voglia, possa termodistruggere ogni cosa senza apportare, rilasciare, effetti collaterali per la salute dei cittadini è, e resta, una pura e semplice bufala. Bufala molto cornuta se, oltretutto, il discorso – ed i lavori – restano limitati solo all’installazione di un INCENERITORE di nuova generazione senza corrdearlo con amche quant’altro può effettivamente dare almeno una parvenza di VALORIZZATORE allo stesso in termini di produzione e distribuzione, ai Cittadini del luogo, di Energia Elettrica, Acqua Calda corrente, Riscaldamento: unico vero beneficio che si ha, in realtà, a Brescia.

Se si toglie tutto questo, resta solo e comunque un INCENERITORE che abbatte meglio le PM10 ma nulla fa su tutte le altre. Altre che poi, alla fin fine, sono proprio quelle che risultano maggiromente dannose per la salute: e qui torniamo ai tumori bresciani e al latte con diosssina.

Questo per chiarezza del quanto in discussione.

Sulla DISCARICA nulla dico visto che proprio nulla credo che sia necessario dire visto che ormai, anche le pietre ed i più italioti, ben sanno (o dovrebbero sapere) che la discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non selezionato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane (detriti di costruzioni, scarti industriali, eccetera) che non si è voluto o potuto riciclare, con tutti i danni ambientali e di salute – ben noti a tutti, soprattutto a chi ha la sventura di vivere a ridosso delle stesse.

Stanislao Barretta / INCENERITORI e TERMOVALORIZZATORI

DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA DA ATTI IN SENATO:

AUDIZIONE SEDUTA DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI DELLA TREDICESIMA COMMISSIONE DEL SENATO IN MERITO ALL’ATTO COMUNITARIO N. 316 (TERMOVALORIZZAZIONE ED ECONOMIA CIRCOLARE): Associazione Medici per l’Ambiente ISDE – Italia – isde@isde.it – Delegato: dott. Ferdinando Laghi (pdf)

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