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Facebook e Instagram hanno bloccato le pagine di Casa Pound e Fiore parla di censura
Attualità Politica

Fiore, dopo Salvini e Meloni, si fa calimero ma… nero lo è quindi?

Facebook e Instagram si sono accorte (finalmente) che, sulle loro pagine, c’era una certa Casa Pound, hanno bloccato le pagine e Fiore parla di censura.

Fiore, dopo Salvini e Meloni, si fa calimero ma… nero lo è, quindi?

Con notevole ritardo e disattenzione (visto che spesso Facebook ha chiuso pagine di utenti per, magari, “intemperanze” nei commenti) finalmente Facebook e Instagram si sono accorte che, sulle loro pagine, c’era una certa Casa Pound che espressione d’oratorio certo non è mai stata, e le ha chiuse come a suo tempo furono chiuse “certe case” visto che, alla fin fine, ad esse si possono tranquillamente equiparare.

Casa Pound oscurata sui social 1 (Luc Garcon)La cosa, ovviamente, non è andata giù a Fiore e suoi accoliti per cui sono subito volati alti strilli ed alte proteste con inviti rivolti, al pari di Salvini e Meloni, a scendere “In piazza col Tricolore a difesa delle nostre e vostre libertà. È un invito alla mobilitazione che rivolgo a tutti, le libertà sono in pericolo e non solo sui social” – ed aggiunge, arrivando appunto al blocco dei loro social, – “Il blitz liberticida messo in atto da Zuckerberg nel giorno della manifestazione antigovernativa di Montecitorio è stato realizzato in sintonia con gli interessi del nuovo governo di estrema sinistra Conte-Fiano”, e giù a millantare complotti vari facendo tesoro di quella che è stata la loro storia per cui, alla fin fine, è cosa espressa da esperti sul tema visto che dice:

“Non si tratta di un’azione finalizzata solamente a silenziare i movimenti nazionalisti, la storia ci insegna che simili atti tirannici cominciano così per poi proseguire con attacchi rivolti a tappare la bocca e reprimere chiunque – singoli, voci di stampa libera, associazioni e partiti – non si adegui al pensiero unico, tornato al governo nel modo osceno che tutti abbiamo visto. Chi non esprime posizioni pro Ue, Bce, FMI, chi non si piega alle ideologie pro gender e pro invasione immigratoria sarà progressivamente ridotto al silenzio”

ecco, appunto, gran conoscenza della materia e del percorso.

Errato il voler affibbiare a Conte, ad altri, loro stile e costume ma del resto, anche qusta è loro usanza largamente praticata, ad esempio, anche ieri dalla Meloni e da Salvini che hanno provato a far passare l’idea di esser boicottati “da tutti gli altri” visto che, ad esempio, le forze dell’ordine, in ottemperanza (e qui l’assurdo e la gran faccia tosto dei due) alla normativa in corso, contenevano le piazze seguendo quanto da loro stessi voluto ed emanato dall’allora Caporale Salvini. Ma chiaramente quelle regole dovevano valere per “gli altri”, e non gli garba se li si costringe ad assaggiare la loro stessa medicina tant’è che poi, sempre per non smentire la propria improntitudine e il loro essere adusi a parlare in modo che si intenda come esistenti, e in atto, cose inesistente e quindi assolutamente false, sempre ieri, il Caporale, in uno dei suoi discorsi ha buttato lì che gli usrupatori di libertà se ne stavano nel palazzo e dietro (mostrandolo) un PORTONE CHIUSO. Falso, bugiardo, arrogante e mistificatore “anche in questo” visto che, a chi frequenta il Palazzo Montecitorio, sa benissimo che QUEL PORTONE è CHIUSO DA ALMENO DUE MESI per lavori di manutenzione.

Questi sono gli italici salvisciti, melonari e poundisti con i quali ci ritroviamo a dover convivere per cui, ogni qualvolta, finalmente, se ne prende atto e si da loro pan per focaccia non cedendo all’italico lassismo e buonismo perché questi approfittano ampiamente e dell’uno e dell’alto, è cosa buona, santa e giusta.

Intanto, in merito alle lacrimucce di Fiore sulla chiusura delle pagine di Casa Pound, risponde subito il portavoce di Facebook chiarendo che:

“Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose, che vieta a coloro che sono impegnati nell'”odio organizzato” di utilizzare i nostri servizi. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram”.

E questo è!

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Stanislao Barretta

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