Doccia gelata per la Juve Stabia, trafitta a Chiavari a tempo scaduto, con la vittoria ormai in mano. La Virtus Entella pareggia con la rete di Corona ma è evidente la responsabilità di Boer sul gol dei liguri.
Questa la nostra analisi della gara attraverso il podio e il contropodio:
PODIO
Medaglia d’oro: ad Antonio Di Nardo, il super eroe della Juve Stabia. Quarta rete in campionato per il 9, àncora di salvezza della squadra, totalmente aggrappata al suo attaccante. Delle cinque reti in campionato delle vespe, ben quattro portano la firma di Di Nardo (unica eccezione quella del pari con la Sampdoria, di Bellich). Primo tempo difficile, con servizi imprecisi e lontani dalla porta ma secondo tempo scoppiettante. Di Nardo ha infatti la freddezza dell’attaccante consumato quando non si lascia prendere dalla frenesia per scaraventare in rete l’assist di Sibilli e, poco dopo, ancora col mancino, trova un arcobaleno annullato per fuorigioco di Piscopo.
Medaglia d’argento: a Giuseppe Sibilli, alla prima da titolare e ancora determinate. Partenza dal primo minuto insieme al partner Maistro, più ispirato dell’ex Bari nel primo tempo. Nel secondo tempo Sibilli mette subito a referto il servizio vincente per Di Nardo, mostrando altri sprazzi di qualità superiore. La doppia uscita contemporanea sua e di Maistro lascia ad oltre mezz’ora dalla fine la Juve Stabia a secco di idee, malizia e fantasia.
Medaglia di bronzo: a Justin Kumi, il cui dinamismo mette il turbo al centrocampo. Non sono da chiedere a lui le giocate di fino ma è chiaro, speriamo, che una squadra che deve salvarsi ha bisogno prima di muscoli e poi di geometrie. Così il 24 tiene bene il campo, morde le caviglie degli avversari ed è presente con strappi ed inserimenti. Kumi ha solo il demerito di fallire lo 0-2 da ottima posizione; errore che si farebbe perdonare col penalty finale se la quaterna arbitrale non ribaltasse una valutazione che pareva chiara sanzionando il gialloblù con un beffardo giallo per simulazione.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Pietro Boer, purtroppo protagonista negativo della gara. Prestazione senza infamia e senza lode fino al 95′, con il portiere sicuro nelle uscite e mai seriamente chiamato un causa dai liguri. Nell’ultimo cross della gara ecco la frittata, difficile da giustificare perché arrivata su un cross pigro, senza che la sfera fosse bagnata o insidiosa e con il portiere stabiese libero di intervenire. Nessun processo, nessuna irruzione nelle scelte tecniche ma si valuti attentamente se il calciatore è sereno, tanto da giocare con la dovuta lucidità, altrimenti si cerchino altre soluzioni.
Medaglia d’argento: a Kevin Piscopo, per cui continuano a fioccare occasioni non sfruttate. Il numero 11 viene scelto nel momento più delicato del match ma, come in una replica vista e rivista, si dedica quasi esclusivamente a virtuosismi fini a se stessi, che si concludono con palloni persi e nulla di utile dato alla squadra. Con Patanè, giustamente schierato e lodato in ogni gara prima della sosta, e Sandrucci, di cui si parla sempre benissimo ma a cui vengono riservate solo panchine e mancate convocazioni, risulta difficile capire l’insistenza nello schierare un calciatore che non ha compreso lo spirito con cui va rincorsa la salvezza.
Medaglia di bronzo: a Saná Fernandes, entrato per spaccare la gara ma ingolfatosi subito. La velocità c’è, i numeri anche ma se non contestualizzati nel match servono a poco. Il 77 anziché gestire palla e cronometro, accelera e prova numeri, incaponendosi e perdendo sfera e azione. Anche lui cestina il possibile raddoppio che avrebbe chiuso la gara.