La sfida di domenica tra Reggiana e Juve Stabia non è solo un crocevia fondamentale per la lotta salvezza, ma rappresenta un suggestivo “sliding doors” tra due allenatori che hanno fatto la storia del calcio italiano in campo. Davide Dionigi e Ignazio Abate si ritrovano oggi l’uno di fronte all’altro, legati da un filo rosso (anzi, a volte rossonero o azzurro) che attraversa le piazze più prestigiose d’Italia.
Sebbene non abbiano mai condiviso lo spogliatoio nello stesso momento, i due tecnici sono stati protagonisti negli stessi stadi, vivendo epoche diverse ma lasciando tracce indelebili negli stessi cuori dei tifosi.
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Il Cordone Ombelicale di Milanello
Tutto sembra riportare a Milanello. Per Ignazio Abate, il Milan è casa: una carriera da bandiera con la maglia rossonera cucita addosso e i primi passi da allenatore mossi proprio nel settore giovanile del Diavolo. Ma Milanello è un terreno che anche Davide Dionigi conosce bene: correva l’anno 1992 quando i rossoneri lo prelevarono dal Modena per aggregarlo a una Primavera che sognava in grande. Un battesimo di fuoco nel calcio che conta per entrambi.
Da Modena a Piacenza: Terre di Confine
Il viaggio parallelo continua in Emilia. Modena è stata la rampa di lancio per il Dionigi calciatore, ma ha visto protagonista anche un giovane Abate nella stagione 2006-2007. E se Modena è stata la culla, la vicina Piacenza è stata la conferma: entrambi hanno indossato la maglia dei “Lupi”, lottando in un’altra piazza storica che oggi li osserva con curiosità in questa nuova veste da strateghi della panchina.
L’Ombra del Vesuvio: Il Napoli di Naldi e quello di De Laurentiis
Il capitolo più romantico di questo incrocio riguarda però Napoli. Davide Dionigi fu il trascinatore di un Napoli difficile, quello della presidenza Naldi in Serie B; un attaccante di razza che gonfiava la rete del “San Paolo” nonostante le tempeste societarie.
Dopo il fallimento e la rinascita firmata Aurelio De Laurentiis, il destino ha voluto che nel primo Napoli Soccer della nuova era ci fosse proprio un giovanissimo Ignazio Abate. In Serie C si vedeva chiaramente che il terzino era un “lusso” per la categoria, il preludio di una carriera che lo avrebbe portato stabilmente nell’Olimpo del calcio e della Nazionale.
Una Sfida per il Futuro
Domenica i ricordi lasceranno spazio al presente. Se per Dionigi la Ternana è stata una tappa da calciatore (2005-2006), per Abate è stata la rampa di lancio in panchina prima di approdare alle “Vespe”.
Ora, al “Mapei Stadium – Città del Tricolore”, non ci sono più maglie storiche da onorare ma una corsia salvezza da imboccare in piena accelerazione. Iniziare il mese di febbraio con i tre punti significherebbe dare una sterzata decisiva alla stagione.





