È una vigilia carica di tensione agonistica e consapevolezza quella che vive la Juve Stabia. Mister Ignazio Abate ha incontrato la stampa prima della partenza per Reggio Emilia, dove domenica le Vespe affronteranno una Reggiana ferita, reduce da sei sconfitte consecutive, in quello che il tecnico definisce senza mezzi termini “uno scontro salvezza”. Tra le insidie del mercato di gennaio, una “mini-rivoluzione” tecnica e l’assenza pesante del capitano Candellone, Abate traccia la rotta: servono rabbia, equilibrio e spirito di gruppo.
Il peso delle assenze e il tabù storico
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Il primo pensiero del Mister va all’assenza più rumorosa, quella di Leonardo Candellone: “Un’assenza pesante sia per le qualità tecniche che per lo spessore umano e carismatico”, ammette Abate. Nonostante ciò, la squadra è rimasta concentrata, evitando le distrazioni del calciomercato. La sfida contro la Reggiana nasconde insidie storiche e tattiche. “È un avversario che non battiamo dal 1952, con tre sconfitte e un pareggio in 74 anni. I numeri nella storia contano, dobbiamo raddrizzare le antenne”, avverte l’allenatore. La Reggiana, pur in crisi di risultati, è una squadra che “ci affronterà col coltello tra i denti”. Abate sottolinea la pericolosità degli emiliani: “Sono primi in classifica per gol fatti in contropiede e secondi per contrasti vinti. Difendono bene in blocco basso e ripartono con qualità grazie a giocatori come Girma, Gondo e Portanova”.
Mercato e addii: “Scelte incontrollabili”
Inevitabile un passaggio sul mercato, che ha visto le partenze di Ruggero ed Piscopo. Abate mostra pragmatismo: “È un mercato di riparazione strano, non puoi scegliere profili perfetti come a luglio. La cessione di Ruggero? Ci sono dinamiche incontrollabili, la società ha fatto la sua scelta e la capisco. Non dobbiamo piangerci addosso, ma fare di necessità virtù e lavorare ancora più duramente”. Sui nuovi arrivi, il tecnico chiede tempo per Torrasi, definito “un ragazzo intelligente e molto valido tecnicamente, ma ancora un po’ indietro fisicamente”, mentre elogia l’impatto immediato di Dalle Mura.
Tattica e Mentalità
Con Candellone out, Leone squalificato e Varnier da valutare, Abate ha studiato diverse soluzioni in settimana. “Ho dei dubbi, abbiamo provato due assetti diversi. Potremmo cambiare qualcosa, ma i principi non cambiano: equilibrio e pulizia tecnica saranno fondamentali”. L’allenatore apre anche alla possibilità futura di una difesa a quattro, ma ribadisce che in questa fase delicata la continuità è un valore aggiunto per l’integrazione dei nuovi.
Al di là della tattica, però, per Abate la chiave per il girone di ritorno sarà mentale: “Sono malato di tattica, ma credo molto di più nell’unione del gruppo e nell’empatia. Nei momenti di difficoltà è il gruppo che ti tiene in piedi. Ci aspettano battaglie calcistiche vere, partite sporche, e l’aspetto mentale sarà determinante”.
L’obiettivo è chiaro: andare a Reggio Emilia con l’ambizione di fare punti, sapendo di dover soffrire, ma pronti a cogliere una grande occasione per la classifica.





