La Juve Stabia prosegue nella striscia positiva grazie al pareggio sul campo della Reggiana. Rammarico per gli uomini di Abate che, passati subito in vantaggio con Mosti, lasciano il pari agli emiliani a causa dell’errore in disimpegno di Confente.
PODIO
Punti Chiave Articolo
Medaglia d’oro: a Fabio Maistro, ancora in versione magic. Altra prova importante del fantasista gialloblu, che mette a referto il sesto assist del suo campionato; ad approfittarne è Mosti, che si fa trovare pronto col mancino chirurgico che mette in discesa la gara. Non solo il servizio vincente ma anche una presenza costante in gara mai vista nella scorsa stagione, con Maistro che appare profondamente cambiato anche nell’indole dal lavoro di Abate. La trattativa per il suo rinnovo di contratto è un’ottima notizia.
Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, baluardo del pacchetto arretrato. Provvidenziali gli interventi difensivi del 33, che tiene a galla la Juve Stabia dopo il pari di Gondo. Fisicità e precisione difensiva per Giorgini. Con l’addio di Ruggero, il suo apporto e le sue responsabilità, non potranno che crescere.
Medaglia di bronzo: a Nicola Mosti, che timbra il cartellino dopo sessantacinque secondi. È la stagione del definitivo salto di qualità per il centrocampista ex Modena, notevolmente cresciuto soprattutto in termini di equilibrio tattico e quantità. Arrivato a gennaio 2024 come calciatore prettamente offensivo, il 98 è sulla strada per diventare un centrocampista completo, che riesce a mischiare le due fasi di gioco. Rete meritata ed importante per lui e per la squadra.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: ad Alessandro Confente, che offre il pari a Gondo quando la Juve Stabia è in pieno controllo del match. La costruzione dal basso, ventata che da anni ha travolto il calcio moderno, presenta rischi e benefici. A Reggio Emilia la Juve Stabia ne ha pagato i rischi, non ben calcolati.
Medaglia d’argento: ad Alessandro Gabrielloni, lontano dal cuore del gioco offensivo ed evitabilmente insofferente verso i compagni. Poco incisivo anche lontano dalla porta, comprensibilmente, l’ex Como si mostra però troppo spazientito verso alcune scelte di passaggio del resto della squadra.
Medaglia di bronzo: a Mattia Mannini, che non riesce a carburare come la scorsa settimana. Corsa ma poca incisività per il 76, che deve ancora, come normale che sia, trovare confidenza con la copertura dell’intera fascia.





