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Padova – Juve Stabia (3-3): Il podio e il contropodio gialloblù

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Ancora una rimonta subita per la Juve Stabia, che lascia per strada punti importanti anche col Padova. In vantaggio di due gol a pochi minuti dalla fine del match, la squadra di Abate si fa rimontare da un Padova mai domo.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Gabrielloni, nella versione che tutta la Juve Stabia attendeva da tempo di ammirare.

Il 9 ex Como guida il reparto offensivo da centravanti operaio che non dimentica come si fa gol quando ne ha l’occasione. Suo il filtrante che manda in area Mosti per il calcio di rigore, perfettamente insaccato dallo stesso attaccante gialloblu. Sempre Gabrielloni allunga poi la rimessa laterale di Bellich quanto basta per mandarla sui piedi di Zeroli per il raddoppio.

Sulla distanza cala vistosamente palesando probabilmente la necessità di un cambio che non arriva (da non dimenticare il cambio obbligo speso dalla Juve Stabia nel primo tempo per lo stop di Correia).

Medaglia d’argento: a Christian Pierobon, onnipresente dopo il suo ingresso in campo. La sfortuna dell’infortunio occorso a Correia diventa una variabile positiva grazie alla verve del 10 stabiese, per la prima volta in stagione visto sui livelli dello scorso campionato. Pierobon pressa all’impazzata, fa da elastico tra fase difensiva ed offensiva e offre il contributo che solo lui, per peculiarità, può garantire nell’intera rosa dei centrocampisti delle vespe. Se la condizione fisica glielo consentirà, sarà determinante nella seconda parte di stagione.

Medaglia di bronzo: a Rares Burnete, finalmente affamato e feroce ma non confusionario. Il giovane attaccante scuola Lecce entra in campo dopo aver spostato il proprio interruttore personale sulla versione bomber anziché quella da punta spaesata troppo spesso vista nei mesi scorsi.

Il gol è da centravanti vero, potente e con ottima tecnica individuale: controllo di destro e staffilata di sinistro. Nella sua prima volta ci può essere la svolta anche della stagione offensiva della Juve Stabia, ancora in attesa di un animale d’area capace di graffiare con continuità.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Sheriff Kassama, che butta via nel finale una prova che lo aveva visto protagonista in positivo. Anticipi, coraggio e sortite offensive nei primi sessanta minuti dell’ex Bari che, tuttavia, spegne i radar in fase di marcatura proprio nel finale. Prima si perde Sgarbi su calcio d’angolo e poi, al fotofinish, si fa anticipare da Bortolussi, che approfitta della pigrizia del suo avversario. Pare ancora acerbo per essere già elemento su cui puntare stabilmente.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Confente, spaesato ed insicuro dopo l’errore di Reggio Emilia. A distanza di una settimana le scorie della frittata su Gondo non sono ancora state smaltire e la conferma arriva dalla prestazione del numero 1, incerto sia con i piedi che nelle uscite da “un po’ dentro e un po’ fuori”.

Tempismo e riflessi da ritrovare in fretta per l’ex Vicenza, la cui titolarità non può essere messa in discussione per 180 minuti non impeccabili, ma che deve ritornare quello freddo e gagliardo che ben conosciamo.

Medaglia di bronzo: a Fabio Maistro, che non si accende nei 45 minuti che gli concede Abate. Parte iniziale di gara in controluce per il 37 delle vespe, che non riesce a ritagliarsi la giusta posizione per fare male al Padova.

Poco dopo il vantaggio di Gabrielloni, gli stendono il tappeto rosso verso la porta del Padova ma mastica la conclusione di destro mandandola a lato. La ripresa di Zeroli dà ragione alla scelta di Abate di preservarlo in vista della gara di mercoledì.


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