Nel post-partita dell’U-Power Stadium, l’atmosfera in sala stampa è quella di chi è consapevole di aver offerto una prova di spessore, pur con qualche rimpianto. Ignazio Abate, allenatore della Juve Stabia, analizza con estrema lucidità la prestazione delle sue “Vespe” contro il Monza, tessendo le lodi del gruppo ma richiamando tutti, indistintamente, al pragmatismo necessario per chi ha come unico credo la permanenza in categoria.
La Prestazione: Coraggio contro la Stanchezza
Punti Chiave Articolo
Il tecnico gialloblù non si nasconde dietro frasi di circostanza quando parla del valore dell’avversario. Affrontare una corazzata come il Monza, dotata di individualità di categoria superiore, richiedeva un approccio quasi perfetto.
“Siamo scesi in campo consapevoli della caratura tecnica di chi avevamo di fronte,” ha esordito Abate. “Nonostante ciò, la squadra non si è snaturata, mettendo in mostra quel coraggio e quella personalità che avevo chiesto. Non va dimenticato che eravamo alla terza fatica in soli sette giorni, su un terreno di gioco ostico e pesante che non favoriva certo il recupero energie.”
I Rimpianti: Cinismo e Pulizia Tecnica
Se da un lato c’è l’orgoglio per la tenuta mentale, dall’altro emerge un pizzico di rammarico per la gestione dei momenti chiave, i cosiddetti “episodi” che spesso determinano il risultato finale. Secondo l’allenatore, le Vespe avrebbero potuto essere più letali. “Ci è mancato il guizzo finale per chiudere i conti quando ne abbiamo avuto l’occasione,” ammette il mister. “Contro formazioni di questo livello, la ricerca della perfezione è quasi un obbligo, anche se sappiamo che la perfezione non esiste. Avremmo dovuto gestire meglio il possesso palla in alcune fasi; la loro pressione era costante, specialmente con le uscite di Birindelli sulle nostre mezzali, e lì dovevamo essere tecnicamente più puliti.”
Il Progetto Giovani e il Talento di Zeroli
Uno dei passaggi più significativi della conferenza ha riguardato la filosofia del club e la crescita dei singoli. La Juve Stabia si conferma un laboratorio di talenti, una squadra “verde” che deve accettare i propri limiti per poterli superare. “Non siamo ancora un collettivo totalmente maturo per puntare a traguardi di vertice, ed è normale sia così,” spiega Abate. “La strada è quella del lavoro quotidiano, step by step.”
L’allenatore si è poi soffermato su Kevin Zeroli, spendendo parole al miele per il giovane centrocampista:
“Conosco Kevin fin da quando era un bambino e vederlo oggi mi conforta. Sta compiendo passi da gigante sia nella struttura fisica che nell’intelligenza tattica. Nel ruolo di mezzala ha margini di miglioramento esponenziali; sono certo che davanti a sé ha una carriera luminosa.”
L’Obiettivo: Piedi per Terra e Quota 46
Nonostante la classifica possa indurre a sogni di gloria, Abate tira il freno a mano e riporta l’attenzione sulla realtà nuda e cruda della Serie B. Il traguardo resta uno solo: la salvezza matematica. “Mancano tredici giornate, che nel calcio equivalgono a un’eternità,” avverte il tecnico. “Ho abbastanza esperienza per sapere che le cose possono cambiare in fretta. Non abbiamo ancora toccato la soglia della tranquillità, quei famosi 46 punti che sanciscono la salvezza. Fino ad allora, umiltà assoluta. Siamo stati bravi a tenerci lontani dalle sabbie mobili della bassa classifica, ma questo è un campionato traditore. Solo dopo aver raggiunto l’obiettivo primario potremo, forse, pensare di alzare l’asticella.”
In chiusura, un attestato di stima per il gruppo: “Sono fiero di come i ragazzi hanno interpretato la gara, difendendo con ordine e proponendo le nostre idee in uno stadio difficile. È stata una grandissima partita.”





