Una Juve Stabia troppo brutta per essere vera soccombe contro il Mantova, a cui il 2-0 va ampiamente stretto. Per i gialloblu gara subito in salita per la rapida espulsione di Pierobon, che facilita il compito dei lombardi.
PODIO
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Questa rubrica cerca sempre di essere realista ed obiettiva, anche oltre il risultato che spesso non dice tutto su una prestazione. Come in passato, spesso, a rimanere senza occupanti è stato il contropodio, stavolta è il podio dei “buoni” a restare vuoto. Pochissimi gli aspetti positivi come l’impegno di Leone e Diakitè oppure la prestazione incolpevole di Boer che subisce due gol all’incrocio dei pali; per il resto nessun altro aspetto così degno di nota da poter essere elencato.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Christian Pierobon, che stende il tappeto rosso al successo del Mantova. Inaccettabile la doppia ingenuità del numero 10, che si becca due cartellini gialli in 25 minuti di gioco. Se nel primo intervento a farla da padrone è l’irruenza, nel secondo scontro di gioco il piede a martello di Pierobon è quasi una provocazione che l’arbitro, comprensibilmente, non si fa sfuggire. Al di là del doppio giallo, la sua testardaggine nel non scaricare palla durante una sgroppata innescata da Leone, porta al recupero palla del Mantova e alla rete del vantaggio, su cui lo stesso 10 arriva a chiudere tardi su Bragantini.
Va bene non performare al meglio a causa dei costanti problemi fisici di una stagione sfortunata, ma questi atteggiamenti non sono ammissibili, soprattutto da chi fa parte della vecchia guardia e sa quanto sudore e fatica ci sono state dietro la conquista della Serie B. Una categoria che ora più che mai va preservata.
Medaglia d’argento: a Lorenzo Carissoni, le cui prestazioni da tempo sbandierano la necessità di rifiatare. Da qualche settimana, ormai, il 24 delle vespe palesa di essere sulle gambe ed a corto di fiato, dopo una prima parte di stagione vissuta al massimo (4 gol e rendimento super). Nonostante le alternative nel ruolo non manchino, sia di esperienza (Ricciardi) che giovani (Mannini), a Carissoni toccano ancora straordinari. Turn over da considerare anche alla luce dei 45 minuti incoraggianti che Ricciardi ha mostrato una volta inserito in campo ma a partita già indirizzata. Sono innegabili le difficoltà dovute all’emergenza infortuni ma, proprio in una fase così delicata, attingere appieno dall’organico disponibile aiuterebbe a gestire meglio le poche energie residue. Come sottolineato da Lovisa al termine della gara c’erano 16 giocatori di movimento da cui attingere per mantenere una prestazione decente ma bisogna cambiare atteggiamento nelle prossime gare.
Medaglia di bronzo: a Matheus Luz Dos Santos, scelto come titolare nel momento più spigoloso della stagione. Il brasiliano è stato una scommessa, la classica moneta che si lancia sul tavolo verde quando non si ha nulla da perdere. Per questo, dopo pochissimi minuti concessigli dal suo arrivo, vederlo dal primo minuto in una gara in cui la palla scotta è stata una scelta coraggiosa che, però, non ha pagato. Ancora troppo breve, evidentemente, l’apprendistato per poter essere incisivo in una gara in trasferta, con tanti compagni indisponibili e contro una squadra rocciosa come il Mantova. Tra l’altro, giocando in un ruolo a lui non perfettamente congeniale. Per il brasiliano il doppio salto di categoria non è stato ancora metabolizzato. Da rivedere in spezzoni di gara più “comodi”, altrimenti c’è il rischio che finisca travolto dalla Serie B. Le qualità ci sono e si sono viste con le punizioni insidiose battute con il suo piede educato ma la Serie B impone anche tanta esperienza e fisicità.





