In vista dell’atteso match tra Vicenza e Juve Stabia, Corrado Ferretto ha offerto una panoramica dettagliata dello stato di forma dei biancorossi e delle insidie della prossima gara.
Il momento del Vicenza: alti e bassi
Il Vicenza arriva a questa sfida dopo un avvio di campionato altalenante. Ferretto ha ricordato la vittoria in rimonta contro il Catanzaro in un “Menti” ribollente di tifo, seguita però da una brutta sconfitta ad Avellino. Nell’ultimo turno a Chiavari, la squadra ha “buttato via due punti” pareggiando 2-2 a causa di un errore del portiere Gagno, nonostante la vittoria sembrasse a portata di mano. C’è dunque grande attesa tra la tifoseria per vedere la risposta della squadra tra le mura amiche.
Il fattore Merkaj e le scelte tattiche
L’uomo più atteso è senza dubbio Merkaj, definito da Ferretto come il vero “botto” del mercato vicentino, arrivato in extremis dal Sudtirol. Ferretto lo descrive come un giocatore fondamentale per il gioco di mister Gallo: un lottatore abile nei sedici metri che non molla mai.
Dal punto di vista tattico, il Vicenza dovrebbe schierarsi con un 3-5-2.
La polemica sugli orari e il “fattore umano”
Ferretto non ha risparmiato critiche alla decisione di giocare alle ore 15:00, definendo le temperature di questo periodo “inaccettabili” per calciatori e tifosi. Ha sottolineato come queste scelte siano dettate esclusivamente da esigenze televisive, senza alcun rispetto per chi gioca o lavora allo stadio, ricordando le fatiche estreme provate durante le radiocronache a causa del caldo torrido.
Il passato che ritorna: Bellich e De Giorgio
Un passaggio significativo è stato dedicato a Marco Bellich, attuale pilastro della Juve Stabia ma ex Vicenza. Ferretto ha ammesso con onestà che il difensore è stato sottostimato e “regalato” prematuramente dalla dirigenza biancorossa, sottolineando il rammarico per non averne compreso il reale valore all’epoca.
Infine, Ferretto ha speso parole di grande stima per l’attuale tecnico delle Vespe, Pietro De Giorgio, ricordandolo con affetto per il suo passato da calciatore a Vicenza durante l’anno del fallimento. Lo ha descritto come un “grande uomo” che fu fondamentale per tenere unito lo spogliatoio in un momento societario drammatico.