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Castellammare di Stabia

L’ex Onorato: “Castellammare ha una grande passione. Calcio moderno? Io, Musella e Lunerti faremmo 50 gol”

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L’ex attaccante della Juve Stabia, Vincenzo Onorato, affettuosamente chiamato “Bomber”, è intervenuto a Juve Stabia Live talk show offrendo un’analisi appassionata che intreccia il suo legame storico con la piazza stabiese, aneddoti personali e una critica severa all’evoluzione del calcio attuale.

Il legame con la famiglia Abate e lo spirito stabiese
Onorato ha rivelato un curioso aneddoto personale legato all’attuale tecnico delle Vespe: ha giocato a Messina insieme al padre di Ignazio Abate, Beniamino, e l’attuale allenatore frequentava la scuola insieme alla figlia del “Bomber”, Laura. Riguardo alla piazza di Castellammare, l’ex attaccante l’ha definita come un ambiente caloroso che ha “fame di calcio”, sottolineando che chi scende in campo al Romeo Menti deve farlo con i “coltelli tra i denti”, sudando la maglia e ricordando che l’attaccante deve essere sempre il primo difensore.

L’era di Roberto Fiore vs. il calcio dei social
Ricordando la sua esperienza sotto la presidenza di Roberto Fiore, Onorato ha descritto un calcio d’altri tempi, fatto di uomini umili e passionali.
• Gestione Fiore: Il presidente curava ogni minimo dettaglio, dai calzini alla contabilità, permettendo ai calciatori di pensare solo ad allenarsi.
• Critica al presente: Onorato lamenta le troppe distrazioni moderne, come i social media e i telefonini, che allontanano i calciatori dalla “fame” e dalla concentrazione necessaria nello spogliatoio.

“Oggi segneremmo 50 gol”: l’analisi tattica e le regole
Uno dei passaggi più forti dell’intervista ha riguardato il confronto tra le generazioni di attaccanti. Onorato ha affermato che il trio composto da lui, Musella e Lunerti, con le regole attuali che proteggono maggiormente le punte, potrebbe segnare dai 40 ai 50 gol a testa. Ha aspramente criticato il sistema del VAR e l’eccesso di burocrazia in campo, definendolo a tratti una “vergogna” che soffoca la passione vera del calcio.

Il coraggio di puntare sui giovani
Onorato ha espresso il suo disappunto per la gestione dei talenti in Italia, citando l’esempio di Yamal all’estero come prova che i diciottenni di valore devono giocare. Secondo il “Bomber”, in Italia manca il coraggio di investire nelle strutture e nei settori giovanili locali, preferendo spesso spendere cifre esorbitanti per stranieri che non sempre fanno la differenza. Attualmente, Onorato si dedica proprio all’insegnamento della tecnica ai ragazzi, convinto che si lavori troppo poco sui fondamentali.

I ricordi della promozione e la ferita del 1994
Ripercorrendo la sua carriera, ha ricordato la scelta di scendere dalla Serie B alla C per rispetto di Fiore e la gioia del campionato vinto a Ischia con 20 gol. Non è mancato un riferimento doloroso alla finale persa contro la Salernitana al San Paolo (oggi stadio Maradona), ricordando il nervosismo di quella partita, le espulsioni (tra cui la sua) e la sensazione di aver affrontato una squadra avversaria agevolata da alcune squalifiche sospette tra le fila stabiesi.

In chiusura, Onorato ha ribadito che la Curva Sud rimarrà sempre nel suo cuore, promettendo di tornare presto al Menti per riabbracciare il popolo stabiese.


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