Nel corso della decima puntata della sedicesima stagione del programma televisivo Il Pungiglione Stabiese, trasmesso su ViViCentro Network, l’ex allenatore di Juve Stabia, Arezzo ed Empoli Guido Carboni ha rilasciato un’ampia intervista in cui ha analizzato i temi caldi del campionato di Serie B, la situazione tattica delle sue ex squadre e lo stato generale del calcio italiano.
Doppio ex d’eccezione in vista del match tra Juve Stabia ed Arezzo, Carboni ha offerto una lettura approfondita ed equilibrata, affrontando argomenti che spaziano dalla gestione della classifica e della penalizzazione alle dinamiche di marcatura sulle palle inattive, fino a una netta critica alla dipendenza tattica dalla costruzione dal basso.
1. Juve Stabia e Serie B: Identità, Penalizzazione e Reale Valore Tecnico
Analizzando il percorso della Juve Stabia guidata dal tecnico Pietro De Giorgio, Carboni ha evidenziato come la piazza di Castellammare di Stabia rappresenti ormai una realtà consolidata e rispettata del calcio professionistico, ben lontana dall’essere considerata una meteora.
L’ex allenatore ha invitato a valutare l’andamento della squadra non attraverso l’ansiosa fotografia della classifica al 1° novembre — appesantita dai 4 punti di penalizzazione che collocano temporaneamente le Vespe in zona playout — bensì considerando il rendimento e i punti effettivi conquistati sul campo.
“Punti alla mano, credo che la Juve Stabia stia facendo un buonissimo campionato. Sul campo sono 13 punti conquistati, ne ha messe un bel po’ dietro fino adesso. È una squadra che corre, una squadra tecnica che fa un buon calcio.”
Carboni ha sottolineato la personalità dimostrata dalla Juve Stabia nel pareggio per 2-2 ottenuto al Castellani contro l’Empoli, arrivato subito dopo la sconfitta casalinga contro il Verona al 90° minuto. Secondo il mister, la prestazione in terra toscana dimostra che la squadra è viva, competitiva e dotata dei mezzi tecnici e morali per centrare la salvezza.
2. Dalla Zolla di Campo alla Tattica: Palle Inattive e la Critica alla Costruzione dal Basso
Sollecitato sulle dinamiche difensive adottate dalle squadre moderne, Carboni ha approfondito due nodi tattici centrali: la gestione dei calci di punizione e d’angolo e l’imposizione del possesso palla arretrato.
Marcatura a Zona vs Marcatura a Uomo sui Calci d’Angolo
In merito alla scelta di difendere a zona o a uomo sui calci piazzati — tema emerso dopo alcuni gol subiti dalla Juve Stabia — Carboni ha spiegato che non esiste un sistema perfetto in assoluto, ma che la tattica deve adattarsi alla struttura fisica dei propri calciatori:
- Sistemi a Zona o Misti: Indicati per rose con poca struttura fisica e pochi saltatori di ruolo. Creando densità nell’area piccola si protegge lo specchio di porta, anche se si concede agli avversari di staccare in corsa (“terzo tempo”).
- Marcatura a Uomo: Efficace quando si dispone di difensori fisicamente dominanti nei duelli aerei individuali.
- Pragmatismo dei Grandi Tecnici: Carboni ha ricordato come allenatori come Allegri, Sarri e Conte utilizzino approcci differenti, e di come anche realtà internazionali come Real Madrid e Barcellona alternino zona e uomo a seconda delle caratteristiche della rosa.
Il Limite della Costruzione dal Basso Esasperata
L’affondo più deciso di Carboni riguarda la tendenza a voler palleggiare a tutti i costi nella propria area di rigore:
“Mi fa male vedere che abbiamo perso un po’ la nostra identità in Italia. Si vedono gol assurdi in Serie A per questo voler per forza continuare a giocare dal basso. Se hai 6-7 giocatori avversari che ti vengono ad attaccare negli ultimi venti metri, devi cercare la profondità degli attaccanti: palla sull’esterno o palla lunga sulla punta e tutti sulla seconda palla, come insegnava Arrigo Sacchi.”
Carboni ha ribadito che i moduli numerici (4-3-3, 4-5-1 o 4-2-1) contano meno dell’atteggiamento propositivo e del coraggio. L’allenatore incide soprattutto sull’organizzazione difensiva e sul mantenere la squadra corta, mentre nell’ultimo terzo di campo sono l’ispirazione e la qualità dei singoli a fare la differenza.
3. Lo Snaturamento del Calcio Italiano e la Valorizzazione dei Giovani
Durante il suo intervento, Carboni ha espresso forte rammarico per l’evoluzione del calcio italiano negli ultimi due decenni, individuando due problemi strutturali:
- La Perdita della Scuola Difensiva: L’inseguimento di modelli tattici esteri ha portato i difensori ad acquisire abilità nel palleggio ma a smarrire l’arte della marcatura e del duello individuale, peculiarità di campioni del passato come Fabio Cannavaro, Giorgio Chiellini e Marco Materazzi.
- Eccesso di Stranieri e Vivai Inutilizzati: Il tecnico ha criticato la presenza massiccia di calciatori stranieri anche in Serie B a discapito dei giovani italiani provenienti dalla Serie C o dalle giovanili, indicando l’esempio del Frosinone come modello di valorizzazione dei vivai nazionali.
4. I Consigli a Pietro De Giorgio e le Motivazioni Personali di Carboni
Interpellato sulla piazza di Castellammare di Stabia, Carboni l’ha definita un ambiente passionale, competente e ideale per la crescita di un giovane allenatore.
Al tecnico Pietro De Giorgio, Carboni suggerisce di mantenere la massima serenità:
“De Giorgio deve stare sereno ed essere se stesso, portando avanti le proprie idee. Castellammare è una piazza fantastica che ti dà la possibilità di lavorare e crescere senza l’ansia immediata del risultato ad ogni costo, come dimostrato negli ultimi anni dal lavoro di allenatori come Pagliuca ed Abate.”
Il Futuro di Guido Carboni: La Ricerca dell’Emozione
In chiusura, Carboni ha spiegato i motivi della sua lontananza dalle panchine professionistiche, nonostante diverse chiamate ricevute in B e in C: insieme al fratello Amedeo gestisce un centro sportivo e intende rientrare solo a fronte di un progetto capace di trasmettere forti emozioni e motivazioni al 200%.


