Cala il silenzio sul “Romeo Menti”. La decisione del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, è arrivata come una doccia fredda ma inevitabile: la sfida tra Juve Stabia e Virtus Entella, valida per la 21ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, si disputerà rigorosamente a porte chiuse.
Il provvedimento scaturisce dai gravi disordini registrati al termine del match contro il Pescara, culminati con un’aggressione alle forze dell’ordine. Una misura drastica che ha scatenato la dura reazione del sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, il quale non ha usato mezzi termini per condannare i responsabili di tali gesti, definendoli senza appello “criminali”.
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“Non sono tifosi, ma teppisti”
In una nota ufficiale, il Primo Cittadino ha tracciato una linea netta tra la passione sportiva e la delinquenza.
“Chi si rende protagonista di episodi di violenza non può essere definito tifoso, ma rappresenta quanto di più lontano esista dal calcio sano” ha tuonato Vicinanza.
Il sindaco ha espresso piena solidarietà agli agenti aggrediti nel post-partita contro il Pescara, sottolineando come l’azione “violenta e ingiustificata” di un gruppo ristretto di facinorosi abbia gettato “un’ombra ingiusta sull’intera Castellammare di Stabia”.
Un danno duplice: sportivo ed economico
L’aspetto più amaro della vicenda, secondo il sindaco, è la punizione collettiva che ne deriva. La chiusura dello stadio colpisce, infatti, la stragrande maggioranza del pubblico stabiese, costretto a pagare per le colpe di pochi.
“La decisione di disputare Juve Stabia – Virtus Entella a porte chiuse rappresenta una sconfitta per migliaia di tifosi” ha spiegato Vicinanza. Il danno non è solo emotivo, ma concreto: Per i sostenitori privati della possibilità di spingere la squadra in un momento cruciale e per la società che perde un incasso fondamentale in una fase in cui le “Vespe” stanno “dimostrando carattere e qualità, disputando un campionato di alto livello”.
L’appello: “Isolare i violenti”
La chiosa del sindaco è un appello alla responsabilità collettiva per il futuro. Non basta condannare, bisogna agire per estirpare la violenza dal contesto sportivo cittadino. “Dobbiamo continuare a impegnarci tutti insieme per tenere lontani questi criminali dagli stadi e isolarli”, ha concluso Vicinanza, ribadendo la necessità di tutelare “il tifo sano, la società e l’immagine della città”.
Sabato, dunque, il calcio d’inizio fischierà in uno stadio vuoto, monito pesante di come la violenza resti l’unico vero avversario capace di sconfiggere la passione di un’intera città.





