Un mix di amarezza, orgoglio e ferocia agonistica. È un Ignazio Abate a 360 gradi quello che si presenta nella sala stampa del “Menti” alla vigilia della ventunesima giornata del campionato di Serie BKT. Il tecnico delle Vespe non usa giri di parole per commentare la decisione del Prefetto di chiudere le porte dello stadio per la sfida contro la Virtus Entella e il contestuale divieto di trasferta per i tifosi per i prossimi tre mesi.
“Siamo incazzati: punita un’intera città”
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L’esordio della conferenza è un fiume in piena. Abate non nasconde il sentimento che regna nello spogliatoio: “Siamo delusi, amareggiati e arrabbiati pesantemente. Viene colpita una città intera, la società e un gruppo che fa sacrifici da luglio”. Il tecnico sottolinea la disparità di trattamento percepita rispetto ad altri contesti: “Accettiamo le decisioni, ma altrove ho visto metri diversi, con ammende e Daspo. Chiudere lo stadio è un provvedimento esagerato che complica notevolmente il nostro cammino verso la salvezza”.
Giocare senza il “dodicesimo uomo” per i prossimi tre mesi, sia in casa che fuori, è un handicap che Abate vuole trasformare in benzina: “Ai tifosi onesti dico che noi sappiamo dove viviamo, in un posto bellissimo dove è meraviglioso fare calcio. Ai miei giocatori chiedo di stringersi ancora di più: domani sarà una sconfitta per il calcio, giocheremo in un clima surreale, ma non voglio alibi”.
L’avversario: “L’Entella non è più una matricola”
Passando al campo, il tecnico analizza la sfida contro i liguri, squadra profondamente cambiata rispetto al match estivo. “L’Entella è cresciuta molto, si vede la mano dell’allenatore. Sanno alternare fasi di aggressione alta a momenti in cui si compattano. Sono pericolosi nelle ripartenze e sulle palle inattive”.
Per Abate la chiave sarà la gestione mentale: “Dovremo avere pazienza se si chiuderanno, ma anche lucidità nei momenti di sofferenza. Senza pubblico, la testa fa la differenza: bisogna sapere quando forzare e quando restare ordinati”.
Mercato e Spogliatoio: il caso Leone e il “nuovo” acquisto
In un periodo turbolento come quello del mercato di gennaio, Abate lancia segnali chiari. Il primo riguarda Leone, oggetto di numerose voci di mercato: “Leone resta qui. Ha manifestato la voglia di finire il percorso con questa maglia. È un ragazzo intelligente, dai valori importanti, e sono felice della sua scelta”.
Il tecnico ritrova anche pedine fondamentali, definendo il rientro di Gabrielloni come il vero colpaccio dell’inverno: “È il nostro vero acquisto di gennaio. Ha scelto Castellammare con voglia di mettersi in gioco, ha stretto i denti nonostante un infortunio fastidioso al collo del piede. Ora l’ho visto con il ‘veleno’ giusto”.
Guai a guardare la classifica
Nonostante l’ottavo posto con 30 punti, Abate resta con i piedi ben saldi a terra, fissando l’asticella della salvezza a quota 46. “Guardare la classifica oggi è pericolosissimo. Il campionato è livellato, bastano poche sconfitte per scivolare nella zona rossa. Noi non possiamo adagiarci. Dobbiamo martellare con umiltà, creare alchimia con i nuovi e raggiungere i punti necessari il prima possibile. Solo a fine marzo capiremo chi siamo davvero”.
La chiusura è un appello all’anima del gruppo: “Non siamo gente che cerca scuse. Avere responsabilità verso una città intera deve gasarci, non spaventarci. Domani mi aspetto una partita d’orgoglio: ogni metro di campo va conquistato con le unghie e con i denti”.





