Sembrava fatta per un riscatto atteso, cercato e meritato, ed invece lo stadio “Romeo Menti” si è trasformato ancora una volta nel teatro di una beffa atroce per la Juve Stabia. Il pareggio per 1-1 contro la Sampdoria non è solo un risultato che muove la classifica, ma rappresenta il sintomo evidente di una ferita aperta che la squadra di casa non riesce, in alcun modo, a rimarginare.
La gara, rimasta bloccata tatticamente per lunghi tratti, si era accesa improvvisamente nel finale. Il gol di Correia, arrivato a pochi minuti dal novantesimo, aveva illuso il pubblico stabiese di aver finalmente domato i blucerchiati. Ma la gioia è durata lo spazio di un sospiro: in pieno recupero, la squadra guidata da Foti ha trovato la zampata fatale del pareggio, gelando uno stadio che già pregustava i tre punti.
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Un preoccupante trend casalingo
Il dato che allarma l’ambiente non è tanto il singolo pareggio contro una squadra blasonata come la Sampdoria, quanto la spietata ripetitività degli eventi. La Juve Stabia sembra aver smarrito la lucidità e la capacità di gestire il vantaggio nei momenti cruciali. Il “Menti” sta diventando il palcoscenico di blackout incomprensibili:
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Juve Stabia – Padova 3-3: Due gol di vantaggio sprecati clamorosamente negli ultimi minuti.
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Juve Stabia – Pescara 2-2: Altra rimonta subita a ridosso del triplice fischio.
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Juve Stabia – Sampdoria 1-1: Il gol del pari incassato in pieno recupero.
La matematica è impietosa: sono ben 6 i punti persi negli ultimi giri di orologio nelle recenti uscite casalinghe. Una dote pesantissima che avrebbe proiettato le “Vespe” in una posizione di classifica ben più nobile e serena.
Manca il “cinismo difensivo”
Ora, la palla passa all’allenatore, che dovrà lavorare duramente, soprattutto sulla tenuta mentale dei suoi ragazzi. La base di partenza c’è: la proposta di gioco resta valida e la squadra ha dimostrato di poter pungere anche le grandi di questo campionato.
Tuttavia, i veri punti deboli emergono quando la pressione sale. Alla Juve Stabia manca oggi quel “cinismo difensivo” fondamentale per sporcare la partita, spezzare il ritmo avversario e gestire il possesso con malizia quando il cronometro corre veloce verso il novantesimo.
La classifica del campionato resta corta e lascia margine di manovra, ma per evitare che il “Menti” diventi terra di conquista nel finale, serve un cambio di rotta immediato. Domenica sarà in programma un nuovo test verità: i gialloblù dovranno dimostrare di aver assimilato una volta per tutte la lezione. Perché nel calcio, come insegna la spietata cronaca recente, non è mai finita finché l’arbitro non fischia tre volte.





