È stato un finale di girone d’andata al cardiopalma quello andato in scena al “Romeo Menti”. Il 2-2 finale tra Juve Stabia e Pescara fotografa una partita ricca di colpi di scena: l’iniziale vantaggio degli abruzzesi, la veemente rimonta delle “Vespe” (che girano la boa a quota 27 punti) e il definitivo pareggio del Pescara agguantato con le unghie nei minuti finali.
Al termine della gara, mister Giorgio Gorgone si è presentato ai microfoni con la lucidità di chi sa di aver raccolto un risultato importante su un campo ostico, senza però nascondere un pizzico di amarezza per alcuni episodi.
La polemica composta: “Vogliamo parità di trattamento”
Il primo tema toccato dal tecnico riguarda l’episodio dubbio in occasione del gol della Juve Stabia. Gorgone non cerca scuse, ma chiede attenzione:
“Noi non vogliamo alibi, vorremmo solo che guardassero il VAR anche per noi. Abbiamo fatto una bella partita contro una squadra forte, che mi piace da anni. Fanno calcio quando oggi è difficile farlo, qui la Juve Stabia non perde da marzo.”
L’analisi tattica: intensità e sacrificio
Gorgone riconosce il valore dell’avversario e la difficoltà del match, sottolineando l’atteggiamento dei suoi ragazzi: “A tratti abbiamo fatto bene, a tratti ci hanno messo sotto, ma guardiamo avanti. È una squadra intensa, fatta di ragazzi che fanno la doppia fase, esattamente come la Juve Stabia. Abbiamo mostrato cose importanti, pur commettendo degli errori, ma bisogna considerare che abbiamo di fronte avversari di qualità e tecnici.”
Il tecnico utilizza un’immagine forte per descrivere il momento fisico e mentale della squadra: “Stiamo raschiando il fondo del barile, ma credo che alla fine le cose gireranno”.
Capitolo Mercato: servono “rabbia” e qualità
Con l’apertura della finestra invernale, le domande sul calciomercato sono inevitabili. Gorgone è chiaro: porte aperte ai rinforzi, ma solo se portano il giusto atteggiamento, proteggendo al contempo il gruppo attuale. “Io oggi ho avuto in panchina ragazzi straordinari. Questa squadra ha sicuramente bisogno di migliorie: se arrivano giocatori che alzano la qualità con la stessa rabbia, saremo pronti ad accoglierli. Ma io alleno questi e mi concentro su loro.”
C’è rammarico per la classifica, che forse non rispecchia la produzione offensiva del Delfino: “Ci mancano sicuramente i 3 punti. Tiriamo in porta come le squadre che lottano per la Serie A. Cercheremo di giocarcela con tutti, siamo fiduciosi”.
La filosofia della B e la sfida personale
In chiusura, una riflessione sulla natura del campionato cadetto e sul suo percorso personale, con un riferimento all’esperienza passata alla Lucchese. “La Serie B è sempre stato un campionato imprevedibile, fatto di energia e tecnica: ci vogliono entrambe, non basta avere un bel curriculum,” spiega Gorgone.
E sul suo arrivo in Abruzzo: “La Lucchese è stata un’esperienza importante, mi dispiace per come sia finita. Sono venuto a Pescara sapendo ciò che devo fare. So benissimo che vuol dire sudarsi tutto ciò che si ottiene. Non ho paura dei pregiudizi, le risposte me le danno i tifosi e i ragazzi”.
Il Pescara chiude l’andata con la consapevolezza di essere una squadra viva, capace di soffrire e di reagire, pronta a giocarsi le sue carte salvezza in un girone di ritorno che si preannuncia di fuoco.





