Mentre Castellammare attende il fischio d’inizio di sabato pomeriggio (ore 15:00), l’avversario di turno si presenta al “Romeo Menti” con l’acqua alla gola ma con grande rispetto per la rivelazione del campionato. Il Calcio Padova, ferito da tre sconfitte consecutive, cerca il riscatto in quella che Marco Andreoletti definisce senza mezzi termini una delle trasferte più insidiose della stagione.
L’elogio alle Vespe Dalla sala stampa dell’Euganeo, l’allenatore biancoscudato ha usato parole al miele per i gialloblù, riconoscendo il valore del lavoro svolto fin qui: «Andiamo ad affrontare quella che, per me, è la squadra che esprime il gioco più bello dell’intera Serie B». Andreoletti ha snocciolato i numeri impressionanti della Juve Stabia – sette risultati utili in fila e un bunker difensivo tra le mura amiche – avvisando i suoi sulle difficoltà ambientali: «Il sintetico del Menti impone ritmi furiosi. Se dovesse piovere, la palla viaggerà ancora più veloce. Loro sono aggressivi e sanno gestire il possesso, noi dovremo essere bravi a ribattere colpo su colpo».
Il momento del Padova «Le chiacchiere stanno a zero, contano solo i fatti», ha tuonato il tecnico dei veneti, riportando quanto chiesto dalla piazza dopo la delusione col Monza: grinta e sudore. Nonostante la crisi di risultati, Andreoletti vede un gruppo che non molla: «C’è amarezza, ma ci siamo allenati con la testa giusta. Dobbiamo allontanarci dalla zona playout e abbiamo le carte in regola per fare una prestazione gagliarda».
Le scelte di formazione Il Padova arriverà in Campania con qualche defezione pesante: restano ai box Papu (caviglia) e Caprari (ginocchio), mentre Pastina non figura tra i convocati per scelta tecnica. C’è però curiosità per il nuovo acquisto Giunti, arrivato dal Perugia: «Un giocatore di livello, mi ha sorpreso positivamente e sarà con noi», ha confermato il mister. Per l’undici titolare, Andreoletti ha blindato le carte ma ha garantito una maglia per Di Maggio, elogiandone l’entusiasmo, mentre l’esperto Buonaiuto dovrebbe partire dalla panchina come arma tattica a gara in corso.





