Se il calcio è lo sport più amato al mondo, partite come quella andata in scena all’Euganeo ne spiegano perfettamente il motivo. La sfida tra i padroni di casa e i gialloblù non è stata una semplice gara di campionato, ma un concentrato di adrenalina, giocate d’alta scuola e continui ribaltamenti di fronte che hanno tenuto il pubblico incollato ai seggiolini fino al triplice fischio.
Un match vibrante, terminato con un pareggio che, seppur giusto per quanto visto in campo, lascia dietro di sé una scia di storie e “what if” destinati a durare nel tempo.
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La prima luce di Cacciamani e l’addio (con gol) di De Pieri
Per i tifosi delle Vespe, questa trasferta resterà impressa nella memoria come il giorno del “battesimo di fuoco” di Cacciamani. È stato il momento in cui l’esterno stabiese ha deciso di prendersi la scena: la sua prima vera magia in maglia gialloblù è stata una prodezza balistica che ha confermato tutto il suo talento. Un gol capace di accendere la luce in un momento complicato, il primo capitolo di una storia d’amore calcistica che da quel giorno ha iniziato a scrivere le sue pagine più importanti.
A fargli eco, in un tandem di pura qualità, è stato De Pieri. Il suo gol è stato un lampo di classe purissima, un acuto che aveva illuso gli ospiti di poter sbancare il prato dell’Euganeo. Rivederlo oggi fa un certo effetto: quella giocata resterà, col senno di poi, l’unica vera perla della sua stagione prima del trasferimento al Bari. Un regalo d’addio che aveva fatto sognare il colpaccio esterno.
Bortolussi: l’assicurazione sulla vita di Andreoletti
Dall’altra parte della barricata, però, il calcio ha ricordato a tutti che le partite non finiscono finché non lo decidono i bomber di razza. In una giornata che sembrava stregata per la retroguardia di casa, Matteo Andreoletti ha potuto contare su un leader mai domo.
Quando la nave sembrava imbarcare acqua sotto i colpi del duo Cacciamani-De Pieri, è salito in cattedra Bortolussi. L’attaccante ha sfoderato una prestazione “top”, caricandosi letteralmente il peso dell’attacco sulle spalle. Le sue reti non sono state solo gol, ma atti di ribellione contro una sconfitta che sembrava scritta, evitando un ko interno che sarebbe stato pesantissimo per il morale dei biancoscudati.
Un pareggio che sa di spettacolo
Il segno X finale è stato il giusto premio per due squadre che hanno deciso di affrontarsi a viso aperto, senza tatticismi esasperati, privilegiando lo spettacolo e il gioco offensivo.
Restano i contenuti tecnici di altissimo livello. Per Andreoletti, la conferma di avere in Bortolussi un’assicurazione sulla vita nei momenti di tempesta. Per i gialloblù, resta forse un pizzico di rammarico per non aver capitalizzato al massimo tanta bellezza offensiva, ma anche la certezza di quella giornata in cui Cacciamani spiegò a tutti che le Vespe avevano trovato un nuovo mago.





