Una gara dai due volti, un “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” che non basta per ritrovare i tre punti. Al “Romeo Menti”, la Juve Stabia non va oltre l’1-1 contro la Carrarese. Un pareggio che certamente smuove la classifica, ma che lascia l’amaro in bocca per come si era messa la partita, rinviando ancora una volta l’appuntamento con una vittoria che, all’ombra del Faito, manca ormai da troppo tempo.
Un primo tempo da manuale nel segno di Mosti
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L’avvio delle Vespe è stato semplicemente perfetto. Nel primo tempo i padroni di casa hanno messo in mostra qualità tecnica, trame di gioco fluide e una ferocia agonistica encomiabile. Al centro di tutto, ancora una volta, c’è Nicola Mosti. Il numero 98 si conferma l’anima e il cervello di questa squadra: gioca con una personalità straripante, quasi volesse riscrivere da solo il copione di questo momento difficile.
La sua prestazione viene coronata al 33′ con la rete del meritato vantaggio: l’azione è corale e letale, innescata da un’ottima iniziativa di Diakité, rifinita con lucidità da Burnete e chiusa in rete proprio dal trequartista gialloblù.
Il blackout della ripresa e il pari su rigore
Se i primi 45 minuti avevano strappato applausi, la ripresa ha fatto suonare più di un campanello d’allarme. Il motore della Juve Stabia ha subito un calo drastico e improvviso. La squadra ha smesso di manovrare, abbassando pericolosamente il proprio baricentro e arroccandosi a protezione di un vantaggio troppo risicato per poter stare tranquilli.
A tenere a galla le Vespe ci ha pensato un monumentale Confente, rientrato alla grande e autore di una “paratissima” su Zuelli, coadiuvato da un salvataggio provvidenziale di Leone. Ma il fortino ha ceduto al 76′: un tocco di mano in area di Ricciardi ha regalato alla Carrarese il calcio di rigore, trasformato con freddezza dall’esperto Torregrossa.
Come ammesso dallo stesso tecnico nel post-gara, alla squadra è mancato quel “pizzico di veleno” fondamentale per chiudere i conti prima del ritorno avversario.
L’analisi: una flessione fisica preoccupante
A mente fredda, il dato che balza all’occhio è il netto calo atletico della ripresa. La Juve Stabia non è riuscita a mantenere i ritmi alti per l’intero arco dei novanta minuti, concedendo alla Carrarese di stazionare con troppa facilità nella propria trequarti. Se è vero che il peso delle assenze si fa sentire nelle rotazioni, è altrettanto innegabile che la condizione di alcuni singoli sia parsa deficitaria nel momento clou del match.
Verso il “Barbera”: scontro tra ferite contro il Palermo
Non c’è però tempo per piangersi addosso o per i processi. Il calendario della Serie B impone ritmi serrati e il turno infrasettimanale bussa già alle porte, mettendo la Juve Stabia di fronte a un bivio tanto affascinante quanto complicato: il “Renzo Barbera”.
Ad attendere le Vespe ci sarà il Palermo di Filippo Inzaghi. Anche i rosanero arriveranno al match leccandosi le ferite, reduci da una bruciante sconfitta esterna contro il Monza di Paolo Bianco. Sarà un vero e proprio scontro tra squadre in cerca di riscatto. Da un lato Inzaghi vorrà rimettere subito in carreggiata il treno promozione, dall’altro la Juve Stabia ha la disperata necessità di ritrovare continuità e cinismo.
Per uscire indenni dal catino siciliano ci vorrà la miglior versione delle Vespe. Servirà replicare a tutto tondo la squadra ammirata nel primo tempo del “Menti”: corta, coraggiosa, aggressiva e trascinata dal talento puro di Nicola Mosti. La Serie B non aspetta.





