La Juve Stabia si ritrova oggi con la classica “testa tra le nuvole”. Non è un segno di distrazione, tutt’altro: è l’ebbrezza di chi vede i propri obiettivi farsi finalmente nitidi all’orizzonte mentre la stagione regolare corre verso il sipario. In un campionato che non fa sconti tra promozioni dirette, play-off, play-out e l’incubo retrocessione, la squadra di Ignazio Abate ha lo sguardo fisso sulla seconda opzione.
Il Peso del Presente: Cesena e Catanzaro
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Inutile girare intorno al nocciolo della questione: la prossima sfida contro il Cesena sarà maledettamente indicativa. Fare punti non significherebbe chiudere i giochi, ma equivarrebbe a indirizzare con forza questo rush finale verso la direzione desiderata. Tuttavia, per il verdetto definitivo — quello che permette di stappare lo spumante o fare i calcoli finali — dovremo probabilmente attendere il successivo sabato, quando al Menti arriverà il Catanzaro.
Il Ricordo di una Notte Leggendaria
Mentre il campo richiede cinismo, il cuore di Castellammare di Stabia oggi batte a un ritmo diverso. La città si è svegliata con gli occhi lucidi nel ricordo della meravigliosa notte di Benevento. Era il periodo tra lunedì 8 e martedì 9 aprile quando andò in scena uno dei pareggi più dolci della storia gialloblù.
Fu una notte di sana pazzia sportiva:
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Una “Notte Bianca” improvvisata: I sogni dei tifosi si colorarono di giallo e blu mentre le strade si riempivano di gente.
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Eroi al Menti: Uno stadio gremito per celebrare un gruppo che aveva gettato il cuore oltre l’ostacolo.
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Furore e Amore: Poco importava se il giorno dopo il lavoro o la scuola chiamassero; nessuno voleva dormire. Era la dolce sofferenza di chi ama incondizionatamente la propria maglia.
Quello era il gruppo di Mister Guido Pagliuca, una corazzata capace di unire un’intera città sotto un unico grido di battaglia.
Passaggio di Testimone
Di quella squadra fantastica sono rimasti pochi interpreti, ma il DNA del successo non è andato perduto. Oggi tocca ai veterani di quella “vecchia guardia”, gente come Bellich, Mosti e Leone (in attesa di Candellone e Pierobon), di prendere per mano il gruppo di Abate.
Spetta a loro trascinare i compagni e spiegare cosa significhi vestire questi colori, con l’obiettivo di scrivere, ancora una volta, un nuovo capitolo di una storia che a Castellammare è, e rimarrà per sempre, semplicemente leggendaria.





