Juve Stabia, gli interrogativi dopo la gara del “Martelli” di Mantova: La necessità di trovare nuove energie

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Nel calcio, si sa, i “se” e i “ma” non fanno classifica, ma restano strumenti fondamentali per capire cosa non ha funzionato quando la macchina si inceppa. La battuta d’arresto della Juve Stabia al “Martelli” lascia in eredità non soltanto uno zero alla casella dei punti conquistati, ma anche una serie di fisiologici interrogativi sulle scelte iniziali e sulla gestione generale delle energie in un momento di palese affanno fisico della squadra.

L’ombra di Dos Santos e l’alibi dell’inferiorità

C’era grande curiosità nell’ambiente per il debutto dal primo minuto di Dos Santos. Schierato per garantire imprevedibilità e velocità al reparto offensivo, il brasiliano non è però riuscito a brillare, finendo per naufragare nel grigiore generale di una prestazione opaca.

Tuttavia, il giudizio sulla sua gara deve essere obbligatoriamente sospeso. La sua prestazione è stata la prima, vera vittima degli eventi: il cartellino rosso sventolato in faccia a Pierobon dopo appena 25 minuti ha letteralmente stravolto il piano tattico di mister Abate. Rimasta in dieci uomini, la Juve Stabia ha spento la luce, smettendo di produrre gioco e costringendo le punte a un lavoro di estremo sacrificio. In un contesto di cronica mancanza di rifornimenti, Dos Santos è rimasto desolatamente isolato ai margini della manovra, impossibilitato a incidere.

La luce di Ricciardi: l’uomo in più della ripresa

Di segno diametralmente opposto è stato l’ingresso in campo di Ricciardi nel secondo tempo. L’ex esterno dell’Avellino ha approcciato la gara con il piglio del leader, mettendo in mostra una condizione atletica in questo momento nettamente superiore a quella di molti suoi compagni. In soli 45 minuti, il numero 2 ha fatto vedere molte più cose positive di quante la squadra ne avesse prodotte nell’intera prima frazione.

Il suo impatto è stato totale su entrambi i lati del campo: Al 69′ si è reso protagonista di un salvataggio provvidenziale su Buso, evitando un 3-0 che avrebbe assunto i contorni pesanti dell’umiliazione. Ha suonato la carica firmando l’unico vero squillo gialloblù della ripresa, impegnando severamente il portiere Bardi con una velenosa conclusione dalla distanza.

Il dilemma tattico e lo sguardo alla Carrarese

La brillantezza di Ricciardi solleva un quesito tanto spontaneo quanto inevitabile: avrebbe dovuto giocare titolare? Considerando un Carissoni apparso spento e appannato fin dalle prime battute, la spinta e la freschezza del laterale subentrato avrebbero forse potuto offrire uno sbocco diverso alla manovra stabiese, alleggerendo la pressione del Mantova nei minuti iniziali e cruciali del match.

La dura lezione del “Martelli” impone ora riflessioni rapide. Mister Abate si troverà a dover fare i conti con le pesanti squalifiche di Pierobon e Cacciamani, e non potrà più prescindere da chi ha dimostrato di avere ancora “benzina” nel serbatoio. Ricciardi, in questo senso, si candida prepotentemente per una maglia da titolare in vista della delicata sfida contro la Carrarese.

Sarà un match in cui corsa, intensità e lucidità sotto porta diventeranno fattori fondamentali per scardinare il muro toscano. Il tempo degli esperimenti, complice l’assottigliarsi del margine d’errore, è finito: ora serve ritrovare la Juve Stabia più solida, cinica e reattiva, per difendere con i denti quanto di straordinario è stato costruito finora.


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