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Juve Stabia, Filippo Polcino: L’architetto silenzioso delle Vespe. Tra numeri, scrivania e profumo d’erba

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Nel calcio moderno, spesso polarizzato tra presidenti mecenati e direttori sportivi sotto i riflettori, esiste una “terza via” fondamentale per il successo: quella del manager capace di unire la freddezza dei bilanci al calore dello spogliatoio. Filippo Polcino incarna esattamente questa figura. Rappresenta, senza dubbio, uno dei pilastri su cui poggia la recente rinascita delle Vespe, un dirigente capace di navigare le acque agitate della Serie C fino all’approdo sicuro e prestigioso della Serie B.

L’Uomo dei Numeri: La Vittoria della Sostenibilità

La base del successo recente della Juve Stabia non risiede solo nei gol o nelle parate, ma in un ufficio dove Polcino ha saputo far quadrare i conti. In un ecosistema calcistico italiano dove molte società di Lega Pro e cadetteria faticano a sopravvivere, soffocate dai debiti, la visione da “uomo di scrivania” di Polcino è stata vitale.

Ha portato un rigore gestionale quasi scientifico, risanando il bilancio e restituendo al club una credibilità istituzionale indispensabile. Polcino è stato l’uomo che ha reso possibile indirizzarsi verso il così detto “calcio sostenibile” perchè si sa che non si vince in campo se la società non è solida fuori. Il suo modo di gestire i conti della società ha trasformato la Juve Stabia in un modello virtuoso, una “macchina” che funziona perfettamente anche quando le luci dello stadio si spengono.

Dai Bocconi Amari alla “Spilla” dei Playoff

Il percorso, tuttavia, non è stato privo di ostacoli. La storia recente racconta di “bocconi amari” ingoiati con dignità e silenzio. Ci sono stati momenti turbolenti, stagioni di transizione e difficoltà che avrebbero potuto abbattere chiunque non avesse avuto una visione a lungo termine.

Ma è proprio qui che emerge l’uomo di campo. Polcino non si è limitato a guardare i fogli Excel; ha vissuto la squadra, proteggendola nei momenti critici e garantendo serenità tecnica di concerto con il grande lavoro del D.S. Matteo Lovisa, con cui si è instaurato un rapporto che va oltre la professione.

La vittoria del campionato di Serie C 2023/2024 non è stata un miracolo, ma la logica conseguenza di questa programmazione. Polcino ha messo dirigenti, allenatori e giocatori nelle condizioni ideali per rendere al massimo, togliendo loro il peso delle preoccupazioni societarie.

I playoff raggiunti pochi mesi fa rappresentano quella “spilla sulla giacca” che ogni dirigente sogna, la certificazione che il lavoro sporco paga. E la sensazione, netta, è che non sia ancora finita.

Il Grande Collante: Da Langella a Brera

Una delle doti più rare di Polcino è la capacità di mediazione. Il suo rapporto con l’ex presidente Andrea Langella è stato il motore immobile del progetto: una sinergia che ha permesso al club di crescere strutturalmente. Oggi, con l’ingresso di realtà come la Solmate (ex Brera Holdings), Polcino si conferma l’anello di congiunzione indispensabile, il garante della continuità aziendale e sportiva in una fase di evoluzione internazionale del brand.

Mentre molti cercano la luce dei riflettori per vanità, Filippo Polcino preferisce il profilo istituzionale. Parla quando serve fare chiarezza, interviene per difendere il gruppo, lavora nell’ombra per garantire il futuro.

È raro trovare dirigenti che riescano a bilanciare l’aspetto finanziario con la passione viscerale che una piazza come Castellammare di Stabia richiede. Polcino ci è riuscito, dimostrando che si può essere rigorosi senza perdere il cuore, e che dietro ogni grande squadra c’è sempre un grande uomo dei numeri che sa sentire il profumo dell’erba.

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