Dopo le parole di Alberto Gerbo, i riflettori si sono spostati sui protagonisti del campo. A prendere la parola per primo è stato Emanuele Torrasi, centrocampista classe ’99, cresciuto nel vivaio del Milan e arrivato a titolo definitivo per rinforzare la mediana di mister Abate.
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Torrasi non ha nascosto l’entusiasmo per questa nuova avventura, sottolineando come l’accoglienza dello spogliatoio sia stata fondamentale per il suo inserimento lampo.
“È una grossissima opportunità e ringrazio la società per avermi portato qui,” ha dichiarato Torrasi. “Ho trovato un gruppo veramente unito, sia dentro che fuori dal campo. Questo rende tutto più semplice per chi, come me, è appena arrivato. Ho già fatto i primi allenamenti e il livello è molto alto: c’è un’intensità incredibile, si gioca un calcio propositivo dove si cercano sempre soluzioni.”
Regista moderno: tra qualità e intelligenza tattica
Interpellato sulle sue caratteristiche, il centrocampista ha delineato il suo profilo tecnico, citando un modello d’eccellenza che milita in Serie A: “Amo il palleggio e dare un apporto di qualità. Credo che la mia forza sia l’intelligenza tattica. Non ho un modello unico di calciatore a cui mi ispiro, ma guardo molto a Hakan Çalhanoğlu. È il centrocampista moderno per eccellenza: copre il ruolo, si interscambia con i compagni e si muove tanto. Cerco di ispirarmi a lui per essere il più completo possibile.“
Il legame con Abate: “Una scuola di vita”
Uno dei fattori chiave del suo arrivo a Castellammare è certamente la presenza di Ignazio Abate in panchina. I due si erano già incrociati ai tempi del Milan, quando Torrasi era una giovane promessa della Primavera e Abate un pilastro della prima squadra.
“Per me è un onore ritrovarlo. Il Milan è stata una scuola importante di vita e di crescita. Conoscere già il mister è un vantaggio: sto scoprendo la filosofia di calcio del mister. Già da ieri ho capito che questo tipo di gioco può valorizzare al massimo le mie caratteristiche.”
La sfida della Serie B: “Non guardiamo la classifica”
Nonostante il rassicurante +13 sulla zona salvezza, Torrasi tiene i piedi per terra, consapevole delle insidie che il campionato cadetto nasconde, specialmente nel girone di ritorno.
“Ritrovo la Serie B dopo qualche anno e so che è un campionato dove, se approcci bene, puoi vincere con tutti, ma se cali l’intensità rischi grosso. Non guardiamo la classifica; siamo in un momento di grande fiducia e io sono qui per dare consapevolezza e supporto. Arrivo in una realtà dove si fa calcio ad alto livello e questo è fondamentale per la mia crescita personale.”





