Il direttore tecnico gialloblù interviene dopo il pareggio per 1-1 contro la Virtus Entella: nel mirino il rigore non concesso al 95′, ma anche la beffa finale con l’errore di Boer al 96′. «Si può anche perdere, ma non così. State vicino alla squadra».
La rabbia è tanta, la delusione altrettanto, ma il messaggio che arriva dalla Juve Stabia è chiaro: nessuna intenzione di arrendersi. Al termine della gara pareggiata per 1-1 contro la Virtus Entella, il direttore tecnico Vincenzo De Vito si presenta davanti ai microfoni per esprimere tutta l’amarezza della società gialloblù per quanto accaduto negli ultimi minuti della sfida del Sannazzari.
Una partita che ha lasciato in dote alle Vespe un punto e tanti rimpianti. Dopo essere passata in vantaggio, la squadra di mister De Giorgio ha gestito la ripresa con personalità, comandando il gioco e dando la sensazione di poter portare a casa una vittoria preziosa. A pesare sul risultato finale, però, sono stati gli episodi: soprattutto il rigore non concesso alla Juve Stabia al 95′, giudicato clamoroso dalla società, e l’errore di Boer al 96′, quando il portiere non è riuscito a trattenere il pallone nell’ultima azione della gara, permettendo all’Entella di trovare il pareggio.
De Vito non nasconde il proprio stato d’animo e chiarisce subito le ragioni della sua presenza davanti alla stampa: «Sono qui per rispetto per le persone che lavorano e hanno diritto di ascoltare le parole della società».
Poche parole, ma sufficienti a delineare il clima che si respira in casa gialloblù. Il dirigente sceglie di non entrare nel dettaglio di ogni singolo episodio, affidando alle immagini il compito di raccontare quanto accaduto sul terreno di gioco. «Sono disgustato, parlano le immagini, prendiamo atto di questo», afferma senza nascondere la propria indignazione.
Il riferimento è inevitabilmente rivolto al contatto in area di rigore nel finale, con la Juve Stabia che si è vista negare la possibilità di calciare dal dischetto proprio quando la partita sembrava ormai arrivata al suo epilogo. Un episodio destinato ad alimentare discussioni e polemiche, soprattutto per il peso che avrebbe potuto avere sul risultato. La società chiede che le immagini vengano analizzate con attenzione, anche alla luce della disponibilità del VAR, e manifesta tutta la propria contrarietà per la decisione arbitrale.
«Si può anche perdere, ma non così. Ci sono le immagini e il VAR», prosegue De Vito, spiegando di essere intervenuto personalmente per evitare che a esporsi fosse l’allenatore: «Intervengo io per preservare il mister e la società».
Parole che testimoniano la volontà della dirigenza di assumersi direttamente la responsabilità di rappresentare il malcontento del club, proteggendo al tempo stesso il lavoro dello staff tecnico e dei calciatori. La Juve Stabia ritiene di avere motivi sufficienti per chiedere chiarezza su quanto accaduto e intende approfondire ogni aspetto della vicenda.
Ma al di là della rabbia per gli episodi arbitrali e della beffa maturata nell’ultimo minuto, il direttore tecnico vuole soprattutto lanciare un messaggio alla squadra e all’ambiente stabiese. Il pareggio non deve trasformarsi in un colpo psicologico, né intaccare la fiducia nel percorso intrapreso. Anzi, secondo De Vito, quanto accaduto deve diventare una spinta ulteriore.
«La Juve Stabia è viva, oggi lo abbiamo confermato. Abbiamo voglia e fame e il mondo intero del calcio deve sapere che tutto ciò che è accaduto oggi ci carica ancora di più!».
È questo il passaggio più significativo del suo intervento. La prestazione offerta nel secondo tempo, con le Vespe protagoniste sul piano del gioco e capaci di mettere sotto pressione gli avversari, rappresenta per la società un segnale incoraggiante. Resta l’amarezza per treq punti che sembravano ormai alla portata, ma la squadra ha mostrato carattere e determinazione, elementi sui quali costruire la reazione.
De Vito invita quindi a esaminare con attenzione le immagini degli episodi contestati: «Le immagini vanno viste, sviscerate e valutate». Nessuna intenzione, tuttavia, di cambiare rotta o lasciarsi condizionare da quanto successo a Chiavari: «La nostra strada non cambia e non abbiamo paura».
La chiusura è dedicata al popolo gialloblù, chiamato a stringersi ancora una volta attorno alla squadra in un momento particolarmente delicato. La delusione è inevitabile, così come la sensazione di aver subito una beffa difficile da digerire, ma il direttore tecnico chiede di trasformare la rabbia in sostegno e fiducia.
«State vicino alla squadra, siamo dispiaciuti e disgustati, ma da domani ancora più carichi».
Un messaggio diretto alla tifoseria e a tutta Castellammare di Stabia. La Juve Stabia torna da Chiavari con un pareggio che lascia l’amaro in bocca, tra le proteste per il rigore non concesso e l’errore decisivo nell’ultima azione. Ma la promessa della società è chiara: le Vespe non intendono fermarsi davanti alle difficoltà. La risposta dovrà arrivare dal campo, con la fame e la determinazione che De Vito ha voluto rivendicare con forza al termine di una giornata destinata a far discutere.