La lunga sosta è finita. Per la Juve Stabia è arrivato il momento di tornare a fare sul serio, con una trasferta a Chiavari che rappresenta molto più di una semplice ripartenza del campionato. Dopo settimane di lavoro, tre amichevoli e una crescita progressiva culminata nel 3-3 contro la Lazio, le Vespe tornano a giocarsi punti pesanti e lo fanno con una classifica che impone di accelerare.
Pietro De Giorgio lo sa bene. Il tecnico gialloblù non nasconde la necessità di dare una svolta anche numerica a un percorso che, sul piano delle prestazioni, ha raccontato una Juve Stabia spesso superiore rispetto a quanto raccolto. «Riparte il campionato, che è la parte più interessante e quella che ci interessa di più. Sappiamo che oggi siamo ultimi in classifica e che dobbiamo muoverla con più urgenza possibile», ha spiegato alla vigilia della sfida con la Virtus Entella.
Una posizione condizionata dalla penalizzazione, ma che non deve diventare un peso mentale. «Sappiamo che è una classifica che sul campo non ci appartiene, ma oggi non dobbiamo guardare quello che realmente è la classifica. Dobbiamo fare una partita importante e cercare di fare risultato, come stiamo facendo da sempre».
Virtus Entella, una squadra da affrontare con attenzione
Di fronte ci sarà una Virtus Entella che ha saputo rimettere in carreggiata il proprio campionato dopo un avvio complicato. La vittoria contro il Pisa e i quattro punti conquistati nelle ultime due trasferte contro Pisa e Cremonese testimoniano una squadra in crescita, capace di fare dell’organizzazione e dell’intensità le proprie armi principali.
De Giorgio conosce bene le insidie della formazione ligure. «È una squadra di categoria, che gioca insieme da tanto tempo e che fa dell’umiltà la sua forza. Mette in difficoltà gli avversari per intensità e per la voglia di non prendere gol. Attacca immediatamente la profondità. È una squadra da affrontare con la massima attenzione».
Un avversario che può anche concedere l’impressione di lasciare il pallino del gioco, prima di colpire improvvisamente. «Sembra a un certo punto che ti facciano fare la partita, quando meno te lo aspetti riescono però a farti male».
La Juve Stabia, però, arriva all’appuntamento con una condizione diversa rispetto a quella dell’inizio della stagione. Il lavoro della sosta ha permesso di recuperare diversi giocatori e di inserire maggiormente chi era arrivato nelle ultime settimane di mercato. Restano indisponibili Vismara, Scuderi e Pietrangeli, mentre il resto del gruppo è a disposizione.
«Lo stesso vestito, ma con interpreti diversi»
La sosta ha permesso a De Giorgio di lavorare finalmente con maggiore continuità sulla sua Juve Stabia. Il sistema di riferimento resta quello annunciato fin dall’inizio: il 4-3-3. Non cambia l’identità, cambiano gli interpreti.
«L’abito della Juve Stabia lo abbiamo già indossato. Parlavo di maggiore qualità, di aggiungere qualche giocatore arrivato dopo», ha spiegato il tecnico, citando in particolare Giuseppe Sibilli e i giovani inseriti a fine mercato.
Sandrucci e Saná Fernandes sono tra i giocatori sui quali il tecnico ha lavorato maggiormente per permettere loro di entrare nei meccanismi di una categoria impegnativa come la Serie B. «Arriviamo alla partita con l’Entella con lo stesso vestito, ma con interpreti diversi».
E proprio alcuni di questi interpreti potrebbero diventare decisivi nella seconda parte del campionato.
Sibilli e Maistro verso una maggiore autonomia
Tra i giocatori più attesi c’è sicuramente Giuseppe Sibilli, arrivato per aumentare qualità e imprevedibilità nel reparto offensivo. Accanto a lui c’è Fabio Maistro, altro elemento chiamato a incidere dopo un avvio condizionato dalla necessità di recuperare la migliore condizione.
De Giorgio ha fornito un’indicazione importante: entrambi hanno ormai nelle gambe 70 minuti, con la possibilità di arrivare anche più avanti nella gestione della gara. «Ad oggi hanno almeno 70 minuti sulle gambe. Abbiamo fatto queste amichevoli ravvicinate proprio per arrivare a non avere soltanto meno di un tempo».
Un passo avanti significativo per una squadra che nelle prime giornate ha dovuto fare i conti con una rosa ancora da completare e con diversi giocatori da riportare alla migliore condizione.
Perin e Fernandes, la linea verde che cresce
Tra le note più positive della sosta c’è anche la crescita dei giovani. Daniel Perin ha lasciato un’impressione particolarmente positiva contro la Lazio, tanto da attirare l’attenzione dello stesso De Giorgio.
«È un 2007, credo sia un giocatore di prospettiva. In questi due mesi di lavoro lui, come tanti altri, è cresciuto tanto». Il tecnico ha però sottolineato un particolare: Perin è stato utilizzato da terzino, pur non essendo il suo ruolo naturale. «È un centrocampista, è un giocatore molto utile, sa fare più ruoli nonostante la giovane età».
Discorso simile per Saná Fernandes, altro giovane che contro la Lazio ha mostrato qualità nell’uno contro uno e nell’attacco della profondità. Tre gol nelle amichevoli della sosta hanno acceso ulteriormente i riflettori sull’esterno portoghese.
«È un esterno che mi piace tanto per caratteristiche. È bravo nell’uno contro uno e ha grande frequenza di passo. Adesso è pronto: sicuramente lo vedremo in campo con più frequenza».
Battistella, un recupero gestito con attenzione
Tra i giocatori sui quali il tecnico sta lavorando con particolare attenzione c’è anche Alessandro Battistella. Il centrocampista è reduce da un percorso fisico complesso e la gestione del suo minutaggio è stata necessariamente prudente.
«Viene da due crociati, è stato fermo più di un anno e mezzo. Lo abbiamo rimesso in sesto facendo un lavoro straordinario con lo staff, anche individuale». De Giorgio ha spiegato che il giocatore viene monitorato quotidianamente e che il calo accusato dopo il ritiro era legato proprio alla sua particolare situazione fisica.
Ora, però, Battistella sta bene ed è nuovamente candidato a una maglia da titolare. «È uno di quelli che potrebbe partire titolare a Chiavari, come Kumi e tanti altri ragazzi che oggi stanno bene».
Un problema, in questo caso, quasi piacevole per De Giorgio: scegliere.
«Siamo una squadra viva»
È forse questo il concetto che più di tutti il tecnico ha voluto ribadire. La Juve Stabia è ultima in classifica, ma non si considera una squadra ultima per quello che ha mostrato sul campo.
«L’unico dato che non mi piace è che siamo andati sempre sotto, non siamo mai riusciti ad andare in vantaggio. Però è una squadra viva, che ha sempre recuperato e addirittura ribaltato il risultato a Genova».
Palermo, Vicenza, Genova: De Giorgio rivendica un percorso fatto di prestazioni e reazioni. Il problema è che i punti raccolti non sono ancora sufficienti a raccontarlo.
«Questa squadra ha raccolto meno di quello che ha mostrato sul campo. La classifica ci trasmette un pizzico di nervosismo perché abbiamo voglia di uscirne il più velocemente possibile».
E per farlo serve la vittoria. Non soltanto per la classifica, ma anche per restituire entusiasmo a una piazza che continua a stare accanto alla squadra.
«Mi auguro davvero di arrivare prima possibile alla vittoria. Credo sia il giusto merito per questa piazza e per questi ragazzi. Sarebbe il modo giusto per riaccendere quell’entusiasmo che stiamo provando a trasferire a tutti».
«La Juve Stabia siamo tutti»
Il passaggio forse più forte della conferenza riguarda il senso di appartenenza. De Giorgio racconta di aver incontrato i tifosi durante la settimana e di aver ricevuto un’ulteriore conferma della vicinanza della piazza.
«Ci hanno manifestato la loro vicinanza, il loro calore e la loro passione. Ci hanno confermato che saranno sempre al nostro fianco».
Da qui la frase che racchiude il momento della Juve Stabia: «In questo momento la Juve Stabia siamo tutti».
Una compattezza che dovrà accompagnare la squadra anche nell’ultima trasferta vietata ai tifosi. Dopo Chiavari, infatti, il divieto di trasferta dovrebbe lasciare spazio al ritorno dei sostenitori gialloblù al seguito della squadra.
«Non è una cosa bella per noi, perché i tifosi sono un valore aggiunto. Mi auguro che queste trasferte possano farle fino a fine campionato».
Gattuso, l’incontro con un campione
Infine il racconto dell’incontro con Gennaro Gattuso, al termine dell’amichevole contro la Lazio. Due calabresi, due percorsi differenti, ma una comune passione per il calcio.
De Giorgio racconta di essere rimasto colpito soprattutto dall’umiltà dell’attuale allenatore biancoceleste. «Mi ha stupito molto la sua conoscenza calcistica. Mi ha invitato nel suo ufficio dopo la partita e abbiamo avuto modo di parlare di calcio».
Gattuso aveva seguito alcune partite della Juve Stabia e ha fatto i complimenti alla squadra per l’approccio mostrato contro la Lazio.
«È un campione del mondo con un’umiltà quasi fuori dal comune. È una persona, al di là del professionista, umanamente importante. Ha lasciato un bel ricordo».
Poi la riflessione personale del tecnico gialloblù: «Credo che sia stato un esempio importante per me. Il campione deve venire prima fuori dal campo e poi in campo».
Adesso, però, i ricordi e le amichevoli lasciano spazio al campionato. La Juve Stabia riparte dalla gara con la Virtus Entella, da una classifica che non le piace e da una certezza: per cambiare la storia servono punti e il primo passo passa da Chiavari.