Il “Renzo Barbera” non spaventa la Juve Stabia. In una gara dalle mille emozioni, le Vespe strappano un 2-2 preziosissimo contro il Palermo di Filippo Inzaghi. Un match vibrante, in cui la squadra gialloblù ha aperto i giochi con Leone su rigore e poi ha risposto colpo su colpo alle reti rosanero di Pohjanpalo (su rigore) e Bani, con l’eurogol di Mosti. Per quest’ultimo si tratta del sesto centro stagionale, una rete fondamentale che fissa il risultato sul pari e regala un punto di platino a una squadra arrivata in Sicilia in piena emergenza infortuni.
Al termine della gara, il tecnico gialloblù Ignazio Abate ha espresso tutta la sua soddisfazione per la prestazione di carattere dei suoi ragazzi, analizzando il momento della squadra tra orgoglio, rimpianti legati alla gioventù della rosa e ambizioni future.
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Un primo tempo perfetto e la capacità di soffrire
La partita ha visto una Juve Stabia arrembante nella prima frazione, capace di sorprendere l’organizzazione del Palermo, per poi stringere i denti nella ripresa davanti alla reazione dei padroni di casa.
“Affrontavamo una trasferta difficile in uno stadio da Serie A,” ha dichiarato Abate. “Avevo chiesto coraggio ai miei ragazzi. Credo che abbiamo fatto un grande primo tempo; nel secondo è uscito il Palermo, specialmente nei primi 25 minuti. Abbiamo saputo soffrire, non siamo mai usciti fuori dalla partita e credo che abbiamo conquistato un punto importante e meritato”.
Il tecnico ha voluto sottolineare l’eccezionale spirito di sacrificio del gruppo, sceso in campo con gli uomini contati:
“Eravamo in emergenza totale, con ragazzi che rientravano dall’infortunio, e hanno fatto una partita di cuore. Faccio i complimenti a Torrasi: era al debutto dal primo minuto dopo due mesi di lavoro intenso per recuperare fisicamente, e oggi ci ha dato qualità di palleggio. Lo stesso vale per Leone. Okoro ha preso una botta dopo un quarto d’ora ed è restato in campo 90 minuti. C’è gente che si è adattata: questa è l’anima che voglio. Non avevo tanti cambi in panchina, questa è l’anima di questo gruppo”.
Un piccolo passaggio anche sull’allenatore avversario, in cerca di riscatto dopo il passo falso di Monza: “Pippo (Inzaghi, ndr) è un amico, nessuna rivincita”.
La gioventù al potere in un campionato “sporco”
Nonostante il punto d’oro, Abate non nasconde un pizzico di rammarico per i risultati dell’ultimo periodo, in cui le prestazioni non sono sempre andate di pari passo con i punti raccolti. La colpa? Un po’ di inesperienza.
“Veniamo da un periodo negativo per i risultati, ma abbiamo ottenuto meno rispetto a quanto fatto vedere in campo. Siamo la terza squadra per età della rosa che gioca nel campionato. Abbiamo perso punti molto ingenui, tanti al novantesimo. Questo è lo scotto da pagare in questa categoria quando si è molto giovani, in un campionato difficile, dove regna l’equilibrio, un campionato sporco”.
L’obiettivo: prima la salvezza, poi l’appetito vien mangiando
Il pareggio di Palermo rappresenta un tassello fondamentale per la corsa all’obiettivo stagionale. Abate guarda al futuro con ottimismo e determinazione, fissando l’asticella a quota 45 punti prima di poter sognare in grande.
“Sono orgoglioso del coraggio che hanno messo in uno stadio bello come questo. È un punto che ci avvicina notevolmente all’obiettivo della salvezza e ci fa sperare per le prossime partite. La società mi ha chiesto di salvarci. È stata una prestazione importante su un campo importante. L’appetito vien mangiando: quando arriveremo ai 45 punti non ci tireremo indietro”.
Il prossimo ostacolo si chiama Spezia, una gara che si preannuncia lottata e decisiva.
“Pensiamo a una partita per volta. Sabato avremo lo Spezia, che è in una posizione di classifica non facile. A questo punto del campionato ogni squadra ha un obiettivo: le ultime 7-8 partite saranno tutte complicate. Affrontare squadre che lottano per la salvezza è difficilissimo, e per noi questa è una partita determinante se vogliamo ambire a qualcosa di più”.





