La decisione del Giudice Sportivo di comminare una multa di 5.000 euro a Marco Bellich lascia più di qualche perplessità. Non tanto perché si voglia mettere in discussione il lavoro degli organi di giustizia sportiva, quanto perché la contestazione mossa al difensore della Juve Stabia appare, per le modalità con cui viene descritta, difficilmente conciliabile con il carattere, la professionalità e il comportamento sempre mostrato dal calciatore.
Il provvedimento, adottato dall’avvocato Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal rappresentante A.I.A. Moreno Frigerio, è relativo alla gara Palermo-Juve Stabia e riguarda un episodio avvenuto al termine della partita, all’altezza del tunnel che conduce agli spogliatoi.
Nel comunicato si legge:
“CALCIATORI NON ESPULSI – AMMENDA DI € 5.000,00 – BELLICH Marco (Juve Stabia): per avere, al termine della gara, all’altezza del tunnel che adduce agli spogliatoi, sputato in direzione dei sostenitori della squadra avversaria; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale.”
Una ricostruzione che, inevitabilmente, lascia spazio alle domande.
Conoscendo Bellich, difficile pensare a un gesto plateale
Chi conosce Marco Bellich, dentro e fuori dal campo, sa bene quale sia il profilo umano e professionale del calciatore. Un ragazzo generalmente corretto, misurato, mai protagonista di atteggiamenti sopra le righe e che ha sempre dimostrato grande rispetto per la maglia che indossa e per gli avversari.
Proprio per questo risulta difficile immaginare che, al termine di una partita intensa e combattuta, possa aver volutamente rivolto uno sputo verso i sostenitori del Palermo con l’intento di offenderli o provocarli.
Attenzione: se il gesto fosse stato realmente compiuto con quella precisa intenzione, sarebbe giusto che venisse sanzionato. Il punto, però, è proprio questo: siamo sicuri che si sia trattato di un gesto volontario e indirizzato deliberatamente verso il pubblico?
Perché esiste anche un’altra possibilità, decisamente più banale: quella di un calciatore che, al termine di una gara, si libera dalla saliva in eccesso, come accade quotidianamente sui campi di calcio.
Il precedente della semifinale Palermo-Catanzaro
Ed è qui che la vicenda diventa ancora più curiosa, soprattutto alla luce di quanto accaduto nella scorsa stagione al termine della semifinale di ritorno dei playoff tra Palermo e Catanzaro.
In quell’occasione furono proprio le segnalazioni degli organi preposti a far scattare provvedimenti disciplinari nei confronti di tesserati coinvolti nelle intemperanze post gara. Lo stesso commissario di campo che, a suo tempo, aveva segnalato i comportamenti di tesserati di Palermo e Catanzaro è oggi chiamato in causa nell’attuale vicenda.
E allora una domanda sorge spontanea: se gli occhi degli organi federali erano stati così attenti in quell’occasione, perché ancora oggi si attende di conoscere fino in fondo l’esito degli approfondimenti relativi a quei gravi episodi?
Il paradosso diventa quasi quello del celebre gioco “Aguzzate la vista”, storico appuntamento de La Settimana Enigmistica: bisogna individuare ogni minimo dettaglio, anche il più nascosto.
Peccato che, in determinate circostanze, questa vista sembrerebbe funzionare meglio che in altre.
Il supplemento di istruttoria che stiamo ancora aspettando
Nel caso degli incidenti verificatisi al termine di Palermo-Catanzaro, il Giudice Sportivo, dopo aver letto il rapporto della Procura Federale, aveva disposto un supplemento di istruttoria.
Il provvedimento prevedeva l’acquisizione, anche attraverso testimonianze e documentazione audio/video, di ulteriori elementi “circa quanto accaduto al termine della gara”, riservandosi successivamente di assumere le decisioni relative alle eventuali sanzioni.
Una procedura assolutamente condivisibile, perché quando accadono episodi controversi è giusto approfondire, verificare e cercare di ricostruire i fatti nel modo più preciso possibile.
Ed è proprio per questo che ci chiediamo: che fine ha fatto quella relazione? Quali sono stati gli esiti di quel supplemento di istruttoria? Quali provvedimenti sono stati eventualmente adottati?
Domande che, a distanza di tempo, meriterebbero una risposta.
La sproporzione tra il gesto contestato e la certezza della sanzione
Nel caso di Bellich, invece, sembra esserci una certezza granitica: sputo indirizzato verso i sostenitori avversari, 5.000 euro di ammenda.
Eppure, davanti a un’immagine o a una segnalazione di questo tipo, dovrebbe essere fondamentale stabilire l’intenzionalità del gesto.
Un calciatore può sputare mentre cammina verso gli spogliatoi. Può farlo per un gesto fisiologico, può farlo senza alcuna intenzione di rivolgersi a qualcuno. Se quello sputo finisce nella direzione di una tribuna o di un gruppo di tifosi, diventa automaticamente un gesto offensivo?
È questo il punto sul quale sarebbe auspicabile maggiore chiarezza.
Perché qui non si vuole difendere Bellich a prescindere. Si vuole semplicemente evitare che un possibile malinteso venga trasformato in una certezza disciplinare senza che siano disponibili elementi tali da dimostrare inequivocabilmente la volontarietà del gesto.
Due pesi e due misure? No, chiediamo soltanto chiarezza
Non pretendiamo trattamenti di favore e Marco Bellich non ha bisogno di essere giustificato se realmente ha commesso un’infrazione.
Quello che chiediamo è semplicemente uniformità di giudizio, trasparenza e proporzionalità.
Se esistono immagini, testimonianze o elementi inequivocabili che dimostrano che Bellich abbia sputato volontariamente contro i tifosi del Palermo, allora il provvedimento sarà comprensibile e dovrà essere rispettato.
Ma se l’unico elemento è l’interpretazione di un gesto che potrebbe avere una spiegazione completamente diversa, allora qualche dubbio è più che legittimo.
Soprattutto conoscendo il calciatore.
E soprattutto ricordando che, nel calcio, la giustizia deve vedere tutto, non soltanto ciò che è più semplice da vedere.
Per questo continueremo ad aspettare anche le risposte sugli episodi della semifinale Palermo-Catanzaro. Perché se esiste una Procura Federale chiamata a osservare, segnalare e ricostruire i fatti, sarebbe bello che la sua vista fosse sempre altrettanto acuta.
Aguzzate la vista, dunque. Ma questa volta davvero.
Amodio a “Il Pungiglione”: “Guerri ha fatto un capolavoro, la Serie B è un lusso per la città”