Sarà Edoardo Mazzoni della sezione AIA di Prato a dirigere Juve Stabia-Arezzo, gara in programma sabato 7 novembre allo stadio Romeo Menti, valida per il campionato di Serie B. Per il direttore di gara toscano, 32 anni, si tratta di un nuovo appuntamento nel percorso appena iniziato in CAN, dopo la promozione arrivata al termine di tre stagioni in Serie C. Una carriera costruita passo dopo passo, tra sacrifici, passione e ambizioni, che lo ha portato oggi a confrontarsi con il calcio cadetto. In vista della sfida tra Vespe e amaranto, conosciamo meglio l’arbitro designato dall’AIA, il suo percorso professionale e i suoi obiettivi.
Chi è Edoardo Mazzoni designato per la prima volta a dirigere la Juve Stabia che affronterà l’Arezzo
Una vita divisa tra il lavoro di agente di commercio e la passione per il calcio, con un fischietto che, ogni domenica, lo accompagna sui terreni di gioco italiani. Edoardo Mazzoni, 32 anni, arbitro appartenente alla sezione AIA di Prato, ha raggiunto un importante traguardo professionale con la promozione in CAN, entrando così nel gruppo dei direttori di gara destinati a dirigere le partite di Serie B e, potenzialmente, anche quelle di Serie A.
Un risultato che premia un cammino costruito attraverso anni di sacrifici, esperienze e crescita costante. La sua avventura arbitrale comincia nel 2015, quando muove i primi passi nei campionati provinciali e nelle competizioni giovanili. Successivamente arriva la chiamata del CRA Toscana, primo passaggio significativo verso il calcio nazionale. Nel 2018 entra nella CAI, mentre dodici mesi più tardi conquista la promozione in CAN D.
In Serie D Mazzoni consolida la propria esperienza, ottenendo anche designazioni per gare delicate come playoff e playout. Il 2023 segna un’altra svolta: arriva l’ingresso in CAN C e il conseguente debutto nel calcio professionistico. Tre stagioni nella terza serie nazionale, con la possibilità di dirigere anche incontri della fase playoff nel 2026, prima della nuova promozione.
Adesso davanti a lui c’è una sfida ancora più impegnativa: confrontarsi con il livello della CAN e iniziare il proprio percorso nel campionato di Serie B. La Serie A resta un’ambizione da coltivare, senza però perdere di vista il presente.
Dalla diffidenza iniziale alla scelta che gli ha cambiato la vita
La storia arbitrale di Edoardo Mazzoni ha un’origine curiosa e, soprattutto, familiare. Tutto nasce da un suggerimento del padre, che gli propone di iscriversi al corso per diventare arbitro. Una proposta accolta inizialmente con poco entusiasmo, tanto da provocare una risposta decisamente colorita in dialetto toscano: «Ma te sei un grullo», ovvero «Ma sei matto».
A raccontare questo episodio è stato lo stesso Mazzoni nel corso di un’intervista rilasciata a Gianlucadimarzio.com. All’epoca giocava a calcio nei campionati provinciali, senza particolari ambizioni agonistiche, vivendo il pallone semplicemente come una passione. Il consiglio paterno, però, si è trasformato nell’inizio di un’avventura che lo avrebbe portato molto lontano.
Il padre aveva intuito le possibilità offerte da quel percorso, immaginando prima le trasferte in Toscana, poi quelle in giro per l’Italia e, chissà, anche traguardi ancora più importanti.
Ripensando a quella scelta, Mazzoni non nasconde la propria soddisfazione e considera l’esperienza arbitrale una straordinaria opportunità di crescita personale, oltre che sportiva. Un percorso che rifarebbe senza esitazioni e che consiglierebbe a chiunque, perché permette di maturare attraverso responsabilità, sacrifici e situazioni che insegnano molto anche al di fuori del rettangolo verde.
L’approdo in CAN e la nuova sfida della Serie B
Dopo tre campionati disputati in Serie C, per l’arbitro pratese è arrivato il momento di misurarsi con una categoria superiore. L’ingresso in CAN rappresenta un riconoscimento importante, ma anche l’inizio di una fase nella quale sarà necessario assimilare nuove dinamiche e confrontarsi con colleghi di grande esperienza.
Mazzoni affronta questa opportunità con entusiasmo e umiltà, consapevole che ogni nuovo ambiente richiede capacità di ascolto e disponibilità ad apprendere. Il suo approccio sarà quello di osservare, studiare e raccogliere insegnamenti da chi conosce già le difficoltà del campionato cadetto.
Le ambizioni non mancano, ma il direttore di gara preferisce procedere senza accelerare i tempi. Il suo obiettivo immediato è chiaro: dimostrare di essere all’altezza della Serie B, concentrandosi sulle singole designazioni e sulla qualità delle proprie prestazioni.
Orsato, Banti e Rocchi: i grandi arbitri come modelli da seguire
Nel corso della carriera, Mazzoni ha avuto l’occasione di prendere come riferimento alcuni dei direttori di gara più rappresentativi del panorama arbitrale italiano. Tra i nomi che hanno alimentato la sua passione figurano Daniele Orsato, Luca Banti e Gianluca Rocchi.
Quando ha iniziato a frequentare i campi di calcio come arbitro, questi professionisti rappresentavano già un punto di riferimento ai massimi livelli. Per Mazzoni, in particolare, Banti e Rocchi avevano un valore speciale anche per le loro origini toscane. Osservarli in televisione e immaginare di poter seguire un giorno una strada simile ha rappresentato uno stimolo importante.
Con il passare degli anni, quella che inizialmente era soltanto ammirazione si è trasformata nella possibilità concreta di imparare direttamente da alcuni di loro. Mazzoni ha infatti avuto Banti in commissione durante la sua seconda stagione in Serie C e Orsato nel terzo anno, ritrovandolo anche nel nuovo percorso.
Un’occasione preziosa per confrontarsi con figure che hanno raggiunto risultati straordinari e dalle quali poter apprendere non soltanto gli aspetti tecnici della direzione arbitrale, ma anche quelli comportamentali e caratteriali.
Tra lavoro, famiglia e trasferte: la quotidianità di un arbitro
Il calcio non rappresenta l’unico impegno nella vita di Edoardo Mazzoni. Durante la settimana lavora come agente di commercio e rappresentante per la Toscana, collaborando con Il Sole 24 Ore. Una professione che richiede organizzazione e capacità di gestire il tempo, soprattutto quando agli appuntamenti lavorativi si aggiungono allenamenti, preparazione atletica e trasferte per le partite.
Dietro ogni designazione c’è infatti un lavoro che spesso rimane lontano dai riflettori. La preparazione di un arbitro non si limita ai novanta minuti sul terreno di gioco, ma comprende allenamento, studio, concentrazione e un’attenta analisi degli episodi.
Anche la sfera privata assume un ruolo fondamentale. Mazzoni racconta di essere particolarmente scaramantico e di avere un piccolo rituale prima di ogni partita: portare con sé in spogliatoio i messaggi dei propri familiari, leggerli al termine del riscaldamento e poi concentrarsi esclusivamente sulla gara.
Tra le passioni coltivate nel tempo libero c’è anche la musica, mentre sul piano professionale uno degli aspetti ai quali attribuisce maggiore importanza è la capacità di riconoscere i propri errori.
L’autocritica, soprattutto dopo una direzione di gara negativa, diventa uno strumento indispensabile per ripartire. In questo percorso, il sostegno della famiglia ha rappresentato una componente essenziale, soprattutto nei momenti più complicati, quando è necessario ritrovare le energie mentali per tornare in campo con determinazione.
Il grande obiettivo: dirigere la finale di un Mondiale
La promozione in CAN apre a Edoardo Mazzoni prospettive importanti, ma il sogno più grande resta quello di ogni arbitro che ambisce a raggiungere il vertice della propria professione: dirigere la finale di una Coppa del Mondo.
Un traguardo che oggi può sembrare lontano, ma che rappresenta una motivazione per continuare a lavorare e migliorarsi. Prima, però, ci sarà da conquistare spazio e credibilità nel calcio italiano, affrontando le difficoltà della Serie B e cercando di guadagnare, designazione dopo designazione, nuove opportunità.
La storia di Mazzoni dimostra come anche una proposta inizialmente accolta con scetticismo possa trasformarsi in una scelta decisiva per il proprio futuro. Dal calcio provinciale ai campi professionistici, passando per anni di gavetta e sacrifici, il direttore di gara toscano ha raggiunto un nuovo importante traguardo.
La CAN è il punto di partenza della prossima avventura. Il sogno, invece, non ha ancora conosciuto il suo fischio finale.
Le Statistiche di Edoardo Mazzoni prima di Juve Stabia – Arezzo
Edoardo Mazzoni della sezione AIA di Prato è nato il 12 giugno 1994. E’ al suo 1 anno alla CAN.
Ha diretto 127 partite con 30 espulsioni e 48 rigori.
In questa stagione finora ha diretto 6 partite (5 in Serie B e 1 in Coppa Italia) con questo bilancio: 3 vittorie interne, 2 pareggi e 1 vittoria esterna con 1 rigore e 0 espulsioni.
Non ha precedenti con la Juve Stabia
Con l’Arezzo conta 1 precedente con 1 vittoria
Assistenti
Primo Assistente: Sig. Lorenzo GIUGGIOLI della sezione AIA di Grosseto
Secondo Assistente: Sig. Matteo GENTILE della sezione AIA di Isernia
Quarto Ufficiale: Sig. Dario MADONIA della sezione AIA di Palermo
Var: Sig. Daniele RUTELLA della sezione AIA di Enna
Avar: Sig. Aleandro DI PAOLO della sezione AIA di Avezzano


