Non bastavano i due punti già sottratti alla classifica per le precedenti vicende amministrative. La Juve Stabia deve fare i conti con un’altra penalizzazione e, soprattutto, con l’ennesimo strascico di una primavera societaria che ha lasciato in eredità problemi destinati a pesare ancora a lungo sul presente del club.
Il Tribunale Federale Nazionale ha inflitto altri due punti di penalità alla Juve Stabia, da scontare nel campionato in corso, per una vicenda direttamente collegata al passaggio del 100% delle quote societarie alla Stabia Capital Srl, società costituita in occasione dell’operazione del 17 aprile 2026. La motivazione ufficiale riguarda la mancata produzione della documentazione necessaria per verificare i requisiti di onorabilità e solidità finanziaria, oltre alla copia dell’atto attraverso il quale era stata perfezionata l’acquisizione.
Una contestazione che, per quanto possa apparire distante dal terreno di gioco, finisce invece per incidere pesantemente sulla squadra di Pietro De Giorgio. I cinque punti conquistati sul campo nelle prime cinque giornate diventano infatti appena uno in classifica dopo le due penalizzazioni complessive. La Juve Stabia scivola così in ultima posizione, a pari punti con la Carrarese, mentre la zona salvezza diretta dista quattro lunghezze.
QUATTRO PUNTI CHE PESANO COME UN MACIGNO
È questo l’aspetto che fa più male al popolo gialloblù.
Sul campo le Vespe hanno costruito un bottino di cinque punti, frutto di un avvio certamente migliorabile ma anche caratterizzato da segnali di crescita. Oggi, però, la fotografia della classifica racconta tutt’altra storia.
Cinque punti conquistati, uno solo disponibile.
Quattro punti sono stati cancellati non da risultati negativi, ma da vicende amministrative maturate lontano dal rettangolo verde.
Il primo -2 era arrivato per il mancato pagamento dell’IRPEF relativo agli stipendi dei calciatori entro la scadenza del 16 aprile, in una fase nella quale la Solmate aveva comunicato il proprio disimpegno finanziario. La seconda penalizzazione, invece, nasce proprio dalle irregolarità documentali contestate in relazione alla cessione del 17 aprile a Stabia Capital. Gli amministratori giudiziari avevano già evidenziato, nei mesi scorsi, la complessità e la delicatezza del quadro societario nel quale si erano trovati a operare con Francesco Agnello proprietario della Stabia Capital che di fatto si era reso irreperibile.
LA VICENDA STABIA CAPITAL TORNA A PRESENTARE IL CONTO
Ed è proprio qui che la vicenda assume un significato che va oltre i due punti in classifica.
La Stabia Capital Srl, riconducibile all’imprenditore Francesco Agnello, era entrata in scena nel momento più delicato della storia recente della Juve Stabia, rilevando il 100% del capitale sociale. Oggi, a distanza di mesi, una parte di quella vicenda torna a incidere direttamente sulla squadra.
Non è corretto confondere le contestazioni amministrative accertate dal Tribunale Federale con un giudizio complessivo sulla persona o sulle intenzioni di chi aveva rilevato il club (chiaro a tanti), ma è altrettanto difficile non rilevare una conseguenza concreta: il passaggio societario del 17 aprile continua a produrre effetti negativi sulla Juve Stabia, fino a sottrarle altri due punti nel campionato che si sta disputando.
E il paradosso è ancora più evidente se si considera il percorso compiuto dalla società nei mesi successivi.
QUANDO LA JUVE STABIA RISCHIÒ DI NON ARRIVARE AL CAMPIONATO
La primavera del 2026 aveva infatti portato il club sull’orlo di una situazione estremamente delicata.
L’amministrazione giudiziaria aveva raccontato pubblicamente le difficoltà incontrate in quella fase, sottolineando anche l’assenza di un adeguato sostegno finanziario da parte del nuovo acquirente per garantire la sopravvivenza del club.
In quel contesto si inserisce anche la vicenda dell’allora presidente del CdA Fabio Scacciavillani e delle sue dimissioni. Secondo la ricostruzione maturata in quei giorni, proprio gli atti societari prodotti in quella fase contribuirono a far emergere la gravità della situazione e consentirono agli organi competenti di intervenire sulla gestione delle quote e sulla tutela del patrimonio della Juve Stabia.
Da lì sarebbe poi partita la strada che ha portato prima al sequestro delle quote societarie della Juve Stabia e poi all’aumento di capitale e, successivamente, all’ingresso di Alfredo Guerri che fu l’unico imprenditore disposto a versare i quasi 7 milioni di euro necessari per consentire al club di affrontare la nuova stagione.
Il passaggio decisivo è stato dunque quello di trasformare una situazione che rischiava di compromettere la continuità sportiva in una nuova struttura societaria capace di garantire l’iscrizione e la partecipazione al campionato.
IL CALCIO GIOCATO NON PUÒ PAGARE PER SEMPRE
Ed è proprio questo il punto che oggi dovrebbe far riflettere.
La Juve Stabia ha cambiato pelle, ha costruito una nuova squadra, ha affidato il progetto tecnico a De Giorgio e al direttore sportivo Stefano Stefanelli e sta cercando di vivere una stagione normale dopo mesi tutt’altro che normali.
Ma il passato continua a presentare il conto.
La speranza, naturalmente, è che esistano ancora margini per impugnare la decisione e far valere davanti agli organi competenti tutte le circostanze eccezionali che hanno caratterizzato quella fase.
Ma sarebbe sbagliato creare false illusioni: il precedente, riferito ai 2 punti di penalizzazione per mancato pagamento dell’IRPEF, lascia pensare a un percorso tutt’altro che semplice.
La giustizia sportiva applica i propri regolamenti sulla base degli adempimenti richiesti alle società e ha sempre mostrato di essere forte e irreprensibile con le piccole società, usate come esempio di rispetto delle regole, e debole con le grandi che muovono ingenti capitali e che hanno seguiti importanti di tifosi.
ORA SERVE VOLTARE PAGINA
Il sentimento della piazza, però, non può che essere di amarezza.
Perché Castellammare ha già vissuto mesi nei quali la sopravvivenza stessa della Juve Stabia è stata messa in discussione. La società è riuscita a superare quella fase, ha conservato il proprio posto in Serie B e oggi ha una proprietà che ha investito risorse importanti per garantirne la continuità.
Adesso bisogna impedire che gli strascichi di quella stagione societaria continuino a condizionare il presente.
La Juve Stabia dovrà combattere sul campo per recuperare quei punti che la classifica le ha tolto con il sostegno del proprio pubblico, che ora più che mai deve mettere da parte critiche e pensieri negativi.
Il campionato deve tornare a essere deciso dai gol, dalle prestazioni, dalle vittorie e dai pareggi. Non dalle vicende delle scrivanie.
Il popolo gialloblù ha già pagato un prezzo altissimo per le turbolenze degli ultimi mesi. Ora merita di poter guardare soltanto al campo e a una squadra che, nonostante tutto, ha ancora davanti a sé un intero campionato per cambiare la propria storia.
Juve Stabia, momento della svolta: Francesco Agnello si tira indietro, corsa a due per il futuro delle Vespe
Juve Stabia, Agnello rinuncia alla ricapitalizzazione: Il 10 giugno sarà ufficiale un nuovo proprietario
Juve Stabia, Alfredo Guerri non ha mai abbandonato le Vespe: dal sostegno economico all’amore per la piazza