Nel corso di un’intervista ai microfoni di SerieBnews, l’estremo difensore della Juve Stabia, Alessandro Confente, ha tracciato un bilancio dell’ottima stagione vissuta dalle Vespe, lanciando uno sguardo anche alle sue prospettive future.
Testa al presente, ma con il sogno Serie A
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Riguardo alla sua permanenza in Campania, il portiere preferisce non sbilanciarsi troppo: “Ho ancora dodici mesi di contratto, ma in questo momento il mio pensiero non è rivolto al futuro. Siamo nel pieno dello sprint finale e ci attendono sfide cruciali”, ha precisato Confente. “A tempo debito mi siederò a tavolino con la dirigenza per individuare la strada migliore per entrambe le parti. Provo una profonda riconoscenza verso questo club per l’occasione che mi ha concesso. È naturale che l’ambizione di ogni calciatore sia il palcoscenico della Serie A, e chissà che non riesca a raggiungerlo proprio indossando questa maglia”.
Salvezza in cassaforte e la rincorsa ai Playoff
Passando all’analisi dell’annata della squadra, Confente celebra la permanenza aritmetica in categoria: “Il traguardo salvezza è stato centrato in pieno. Ora possiamo scendere in campo con la mente più sgombra dalle pressioni per affrontare queste ultime sei sfide come se fossero finali. Vogliamo difendere il nostro piazzamento in classifica per giocarci le nostre carte ai playoff, che rappresenterebbero il giusto premio sia per il lavoro della società che per l’intero spogliatoio”.
Una crescita costante al fianco del Mister
Guardando indietro, il numero uno gialloblù sottolinea come il cammino della squadra sia stato un processo di maturazione continua: “Non c’è stata una singola partita a fare da spartiacque, piuttosto è la consapevolezza della nostra forza a essere cresciuta settimana dopo settimana. Anche nei momenti di digiuno di vittorie, non abbiamo mai smesso di seguire le direttive dell’allenatore. Se nella prima metà del campionato il rendimento in trasferta è stato un po’ il nostro tallone d’Achille, oggi posso affermare con certezza che abbiamo superato quel limite, e questo cambio di passo ha fatto un’enorme differenza”.





