Juve Stabia, Abate in vista del Cesena: “Il Menti sia una bolgia, difendiamo il nostro sogno con i denti”

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Castellammare di Stabia si prepara a vivere un sabato di passione e grande calcio. Alla vigilia dell’attesissima sfida tra la Juve Stabia e il Cesena, valevole per la trentaquattresima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, l’atmosfera attorno all’ambiente gialloblù è carica di aspettative. Il match, in programma domani 11 aprile 2026 alle ore 15:00 nella storica cornice dello stadio Romeo Menti, rappresenta uno snodo cruciale per la stagione delle Vespe. Raggiunto con pieno merito l’obiettivo primario della salvezza, la squadra gialloblù si trova ora a poter alzare l’asticella, cullando il sogno dei playoff. A presentare la gara in sala stampa è stato mister Ignazio Abate, che ha tracciato la rotta con la consueta lucidità e grinta, invitando tutto l’ambiente a stringersi attorno alla squadra in questo rush finale.

Il fattore emotivo e l’approccio alla gara

Per il tecnico della Juve Stabia, il confronto con i romagnoli, attualmente distanti una sola lunghezza in classifica, non deve rappresentare un peso psicologico, ma un vero e proprio trampolino di lancio. Abate ha sottolineato come la vicinanza del Cesena non sia percepita come una minaccia, bensì come una scintilla necessaria per alimentare un sogno e credere in qualcosa di grande. Fin dal ritiro estivo del 10 luglio, il gruppo ha lavorato duramente per conquistarsi il privilegio di vivere sfide di questa caratura, e ora c’è tutta l’intenzione di difendere questa posizione con le unghie e con i denti. La richiesta alla squadra è chiara: non farsi schiacciare dalla tensione dell’alta posta in palio, ma trarre da essa l’esaltazione necessaria per scendere in campo con il fuoco dentro, mantenendo intatta l’identità di gioco che ha contraddistinto la stagione.

L’analisi dell’avversario e la nuova guida tecnica

Il focus si è poi spostato sull’avversario. Il Cesena si presenta al Menti con una nuova identità, frutto del recente cambio di guida tecnica in corsa. Abate ha espresso parole di grande stima per il nuovo allenatore dei bianconeri, definendolo un personaggio dal passato importante e sottolineando come sia un piacere incrociarlo sui campi italiani. Dal punto di vista tattico, il mister gialloblù ha evidenziato come il Cesena proponga un buon calcio, forte di giocatori di gamba e di grande qualità, specialmente sulla trequarti. La capacità dei romagnoli di rendersi pericolosi sulle ripartenze richiederà massima attenzione, ma la ricetta del tecnico stabiese rimane invariata: rispetto per l’avversario, ma concentrazione massima su se stessi e sulla propria espressione calcistica.

Nessun alibi per l’emergenza infortuni

Un tema centrale della conferenza è stato lo stato di salute della rosa. Abate non ha nascosto le difficoltà, ammettendo che la squadra arriva a questo appuntamento “ridotta all’osso”, ma ha categoricamente rifiutato ogni tipo di alibi. La situazione infermeria vede Zeroli e Maistro tornare finalmente ad assaporare l’atmosfera della panchina dopo due mesi di stop, pur avendo alle spalle un solo allenamento di gruppo. Pesante sarà invece l’assenza di Leone, che non verrà recuperato, mentre le condizioni di Burnete, alle prese con un fastidio legato a una vecchia cicatrice, restano in forte dubbio. Nonostante l’impossibilità di attingere a piene mani dalle rotazioni, in particolare in alcuni reparti nevralgici, l’allenatore ha ribadito la totale fiducia negli undici che scenderanno in campo. Le difficoltà, secondo Abate, sono spesso l’humus ideale per far emergere spunti tattici inaspettati e dare spazio a chi è pronto a vendere cara la pelle, come dimostrato dalla duttilità di Carissoni, schierato recentemente in posizione più centrale per sfruttarne le abilità negli inserimenti e nei duelli.

Mentalità, sacrificio e la cultura del lavoro

Stimolato dalle domande dei cronisti su eventuali rinnovi normativi legati all’impiego dei giovani, Abate ha preferito glissare sugli aspetti burocratici, ribadendo un concetto a lui carissimo: la meritocrazia assoluta. Per il tecnico, nel calcio professionistico devono scendere in campo i migliori, indipendentemente dalla carta d’identità. Ha ricordato come la professione del calciatore richieda sacrifici enormi fin dalla tenera età, imponendo una maturità precoce e una dedizione totale anche al di fuori del terreno di gioco. Quello che viene definito “allenamento invisibile”, fatto di riposo, corretta alimentazione e gestione delle pressioni, è oggi più che mai fondamentale, soprattutto nell’era dei social media. Solo chi dimostra questa abnegazione può ambire a calcare determinati palcoscenici.

L’appello al popolo gialloblù

In chiusura, il pensiero di Ignazio Abate si è rivolto al cuore pulsante del tifo stabiese. Con la consapevolezza che a cinque giornate dal termine i valori tra le squadre tendono a livellarsi e i margini di errore si assottigliano drasticamente, il fattore ambientale diventa decisivo. La Juve Stabia avrà il vantaggio di giocare tre di queste ultime cinque battaglie tra le mura amiche, e il tecnico ha lanciato un vero e proprio appello affinché lo stadio Romeo Menti si trasformi in una bolgia. Abate ha chiesto a tutte le componenti dell’ambiente, dalla stampa alla società fino ai tifosi, di dimostrare di essere da playoff. La spinta del pubblico può garantire quel qualcosa in più, quell’energia vitale necessaria per spingere i ragazzi oltre i propri limiti e trasformare le ambizioni in realtà, iniziando a scrivere, a partire da domani, un pezzo importante del proprio destino.


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