C’è chi passa e chi resta, e poi c’è chi, come William Jidayi, entra in simbiosi con una città fino a diventarne un figlio adottivo. Intervenuto durante l’ultima puntata del Juve Stabia Talk Show, l’ex centrocampista e difensore delle Vespe ha aperto il cassetto dei ricordi, regalando parole cariche di commozione e stima verso una piazza che non lo ha mai dimenticato.
Un legame che va oltre il campo
Punti Chiave Articolo
Per Jidayi, l’esperienza a Castellammare non è stata una semplice parentesi professionale, ma un incrocio di vita fondamentale.
“Per me è stato un onore indossare quella maglia. Mi ha regalato momenti bellissimi e mi ha permesso di vivere da vicino i miei parenti campani. Ogni volta che riguardo le immagini della curva, mi tornano alla mente i brividi di quegli anni.”
L’ex calciatore ha sottolineato come la Juve Stabia attuale meriti ampiamente la categoria superiore, elogiando il lavoro della società: “Castellammare è una piazza importantissima. Merita la Serie B per la gente, per la tifoseria e per una società che oggi sta dimostrando programmazione e continuità. Vivendo a Ravenna, so quanto sia difficile vincere e salire di categoria, anche con club solidi alle spalle.”
Lo spirito del “Guerriero”
Interrogato su chi, nella rosa attuale, possa ricordare le sue caratteristiche, Jidayi ha fatto il nome di Buglio (o Correia), non tanto per doti tecniche, quanto per l’atteggiamento:
-
Impegno e sacrificio: “Mi rivedo nello spirito. Se sei un guerriero, la gente di Castellammare lo riconosce e ti ricorda nel tempo. È fantastico sentire ancora questo affetto.”
-
L’uomo spogliatoio: William ha ricordato con orgoglio il periodo post-retrocessione quando, insieme a Fabio Caserta, rimase come veterano per ricostruire: “Sentivo la responsabilità di incarnare l’anima della squadra. La stima del Presidente mi faceva sentire un secondo capitano.”
Aneddoti e cuore: il gol alla Salernitana
Tra i momenti impressi nella memoria, spicca il gol segnato contro la Salernitana: un’emozione amplificata dall’atmosfera elettrica di un “Menti” ribollente di passione.
Ma oltre al calciatore, gli ospiti in studio hanno voluto celebrare l’uomo. È emerso il ritratto di un professionista sempre disponibile, pronto a strappare un sorriso con una foto simpatica o a inviare video messaggi di incoraggiamento ai tifosi nei momenti di difficoltà personale. Un legame umano che ha superato i confini del rettangolo verde.
L’augurio finale
In chiusura, Jidayi ha lanciato un messaggio d’amore a tutto il popolo stabiese, confermando che certi legami non conoscono distanze chilometriche:
“Credo fermamente che creare legami e sentimenti valga più della distanza che oggi ci separa. Auguro il meglio al popolo stabiese: il vostro entusiasmo trascinerà la Juve Stabia verso i palcoscenici che merita.”
Un arrivederci, più che un addio, da parte di chi ha lottato con il coltello tra i denti per i colori gialloblù e che, ancora oggi, si sente uno di noi.





