Gennaro Monaco, uno dei difensori più amati nella storia della Juve Stabia, è intervenuto a Juve Stabia Talk Show per condividere i suoi ricordi indelebili legati a Castellammare e per dare la sua benedizione alla squadra attuale, che vede proiettata verso traguardi ambiziosi.
Gli anni d’oro e il legame con Roberto Fiore
Monaco ha descritto i suoi due anni in gialloblù come “bellissimi”, vissuti fianco a fianco con un altro “guerriero” e icona del club, Roberto Amodio. Un pilastro fondamentale di quell’epoca fu il presidente Roberto Fiore, che Monaco definisce “un emblema” e una figura quasi paterna (o “un nonno”, vista l’età) che lo volle fortemente a Castellammare dopo l’esperienza a Ischia.
L’ex difensore ha ricordato con nostalgia l’atmosfera del Menti, definendolo una “bolgia” e paragonando l’esperienza di gioco a quella degli stadi inglesi. Secondo Monaco, la pressione e il calore degli 8-10.000 tifosi stabiesi facevano sentire i calciatori come “gladiatori nell’arena”, investiti della responsabilità di onorare la maglia.
Aneddoti di un calcio d’altri tempi
Durante l’intervista sono emersi diversi episodi che testimoniano il carattere “verace” di Monaco:
- La “battaglia” in campo: Monaco ha ricordato un episodio contro l’Acireale in cui, nonostante una ferita alla testa che richiese 15 punti di sutura, continuò a lottare finché fu in campo, esortando i compagni a non mollare.
- Il duello con Miccoli: Ha rievocato la sfida contro un giovanissimo Fabrizio Miccoli (all’epoca diciottenne nel Casarano), sottolineando come la forza mentale e il carisma gli permettessero di vincere i duelli anche contro talenti destinati alla Serie A.
- I premi di Fiore: Un simpatico aneddoto ha riguardato le trattative per i premi partita. Monaco ha raccontato di come usasse la scusa del “latte e dei pannolini per i bambini” per convincere il presidente Fiore a raddoppiare i bonus in caso di vittorie importanti contro Ternana o Palermo.
L’elogio alla Juve Stabia di Abate e Lovisa
Passando al presente, Monaco si è detto entusiasta della squadra attuale, definendo il gioco espresso dai ragazzi di Abate come un vero “spettacolo”. Ha espresso parole di profonda stima per il direttore sportivo Matteo Lovisa, definendolo un “top player” capace di non sbagliare un colpo nella scelta di calciatori e allenatori.
Monaco vede nel capitano Bellich il suo erede spirituale, definendolo un leader carismatico che gli somiglia molto per temperamento. Riguardo a mister Ignazio Abate, lo ha descritto come un “predestinato” capace di dare un’identità forte e propositiva alla squadra.
Il sogno Serie A
In chiusura, Monaco ha lanciato un messaggio di grande ottimismo per il finale di stagione. Con la salvezza ormai archiviata, ha esortato la squadra a giocare il “mini torneo” dei play-off con cuore e anima. Secondo l’ex difensore, la Juve Stabia può essere la “mina vagante” della competizione: “Se ci sono andati il Chievo o il Carpi, ci può andare anche la Juve Stabia in Serie A”. Monaco ha concluso promettendo di tornare al Menti per sostenere la squadra durante le fasi finali dei play-off.





