Editoriale Monopoli – Juve Stabia (1-0): Quando si gioca a palla avvelenata…

Il nostro editoriale vuole essere come sempre un commento post gara di Monopoli – Juve Stabia terminata con la sconfitta per 1-0 dei termali.

La gara di ieri sera disputata al Veneziani di Monopoli ha visto una rosa di Mister Colucci che era strutturata e ristrutturata.

In che senso?

Si fa un ritorno al passato.

La Juve Stabia infatti scende sul prato di gioco dello Stadio Vito Simone Veneziani utilizzando lo schieramento delle prime sette di Campionato.

Il tridente d’attacco, infatti, era composto da Zigoni, D’Agostino e Ricci.

Assenza totale di sviluppo di gioco nel recuperare il goal subito dai gabbiani, nonostante un equilibrio alquanto modesto che la rosa di Mister Colucci cerca di mantenere con azioni di attacco.

La partita viene persa su palla inattiva.

Nelle situazioni di palla inattiva si azzerano, o quasi, i valori di una squadra molto più debole dell’avversario e di  una posizione di classifica molto inferiore.

Il gap viene livellato quasi completamente. Nello specifico, il Monopoli conquista tre punti importantissimi.

Se è vero che occorre dare ad ogni giocatore un solo obiettivo, perché l’insieme degli obiettivi singoli porterà poi all’obiettivo collettivo, chi o cosa è mancato nel rispetto della difesa del suo ruolo?

Una Juve Stabia spenta e poco reattiva.

In un calcio sempre più fisico e giocato a ritmi veloci, la possibilità di far ripartire l’azione da fermi in zona offensiva offre la possibilità di sfruttare posizionamenti e blocchi e, quanto meno in quella specifica azione, ridurre al minimo il gap tecnico e atletico tra i giocatori.

Le caratteristiche fisiche dei giocatori che ricevono palla in area sono importanti ma non fondamentali: fondamentale, invece, è il tempismo con cui si stacca e la capacità di sottrarsi alla marcatura degli avversari.

Tempismo, un sostantivo che purtroppo non caratterizza più i movimenti delle vespe.

Regola di eccellenza per vincere i match anche del gioco “palla avvelenata!”

Editoriale Monopoli – Juve Stabia: una rosa sempre più magra

Si è soliti paragonare la rosa di Mister Colucci ad una pietanza preparata con gli ingredienti, a buon mercato, a sua disposizione. Eppure la partita di ieri è apparsa simile all’antico gioco di squadra che i bambini svolgevano all’aria aperta.

Difatti il sistema di gioco ha regole precise: esistono due modi per eliminare un giocatore, ovvero colpirlo con la palla o prendere al volo la palla che ha lanciato.

Esiste un unico modo per liberarsi se si viene colpiti: aspettare che il pallone entri nell’area dei prigionieri, raccoglierlo e colpire un avversario col pallone.

Basi essenziali, dunque, per uscire vittoriosi.

Il calcio è uno show e, come spesso accade anche ad Hollywood, i protagonisti del più grande spettacolo vengono ricordati, per i propri ruoli, ma anche per ciò che non fanno.

Serse Cosmi, allenatore ed ex calciatore, alla domanda di un giornalista: “Il problema sono le palle inattive?” rispose: “Sì, ma quelle dei miei giocatori”.

Un doppio senso realmente cucito addosso per le vespe.

Non sapremo mai fino in fondo cosa ha pensato Colucci sulla sconfitta di ieri, ma di certo le sue dichiarazioni post gara appaiono alquanto anomale.

D’altronde un allenatore come lui, così umanamente impregnato di dignità, non può e non vuole lamentarsi, anche se potrebbe.

Perché se gli ingredienti sono di una qualità non propriamente alta, è pur vero che si può cambiare mercato, o almeno acquistare prodotti specifici di reparto.

Chiudiamo l’editoriale di questa settimana con il passo di una canzone del maestro Giorgio Gaber: “Il mercato è un ordigno innescato un circuito completo è la grande invenzione è l’atomica dei più potenti è una competizione tra le più disumane senza pietà per il massacro dei perdenti.”

Perché, per varcare le soglie di qualsiasi mercato, c’è bisogno di soldi!

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