Castellammare di Stabia, 8 ottobre 2026 – Una grande sinergia per restituire alla cittadinanza e alla comunità scientifica due tesori inestimabili della cultura locale. È questo l’obiettivo emerso dall’incontro che si è tenuto ieri, mercoledì 7 ottobre 2026, presso il Museo Diocesano in Piazza Giovanni XXIII. Al centro del dibattito, la valorizzazione e la reale fruibilità dell’Archivio Storico Stabiese e della Biblioteca privata di Annibale Ruccello.
L’iniziativa è stata promossa da “Identità stabiane”, il comitato di associazioni nato per valorizzare eccellenze, eventi e tradizioni negli otto comuni dell’Ager Stabianus. L’incontro ha visto una massiccia partecipazione di rappresentanti del mondo dell’associazionismo, istituzioni e privati cittadini, tutti uniti dalla volontà di creare un coordinamento stabile per tutelare questo patrimonio identitario.
Una delle notizie più rilevanti riguarda proprio il Fondo Ruccello, che comprende i manoscritti, i libri, le fotografie e la preziosa collezione di dischi del celebre e indimenticato drammaturgo stabiese.
Dopo essere stati custoditi presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, i materiali sono stati ufficialmente trasferiti al Museo Civico per trovare la loro collocazione definitiva nella Reggia di Quisisana, all’interno delle sale dedicate all’Archivio Storico Comunale. Il rientro nella città natale coincide significativamente con le celebrazioni ufficiali dedicate all’autore.
A monte di questo traguardo c’è il fondamentale lavoro di ricognizione e catalogazione dell’archivio privato firmato da Monica Citarella, giornalista e critica teatrale tra le massime esperte dell’opera di Ruccello.
In stretta collaborazione con il compositore Carlo de Nonno, la studiosa ha svolto una ricerca minuziosa che ha permesso di mappare le abitudini creative, la biblioteca e i carteggi del drammaturgo.
Se da un lato si celebra il trasferimento delle opere e la centralizzazione dell’Archivio Storico Comunale “Catello Salvati” nel polo culturale di Quisisana, dall’altro emerge una criticità logistica. Attualmente, infatti, la carenza di personale specializzato impedisce l’apertura della struttura al pubblico e agli studiosi.
Per sbloccare la situazione, la rete delle associazioni ha annunciato che chiederà a breve un incontro con i commissari prefettizi, alla guida del Comune da pochi mesi. L’obiettivo è offrire una soluzione ponte: in questa fase emergenziale, e in attesa di future assunzioni di archivisti, le realtà del territorio si sono dette pronte a lavorare in sinergia offrendo attività di volontariato per garantire l’apertura e la gestione provvisoria degli spazi.
Il tavolo di ieri ha visto la partecipazione di figure di spicco della cultura, della ricerca e della politica locale, a testimonianza della rilevanza della sfida. Tra i presenti:
- Annalisa Di Nuzzo, già assessore all’identità e marketing territoriale di Castellammare;
- Luigi Vicinanza, ex sindaco della città;
- Giovanni Petrone, presidente e socio fondatore di Casa del Contemporaneo (centro di produzione teatrale riconosciuto dal MiC);
- Monica Citarella, giornalista e critica teatrale tra le massime esperte dell’opera di Ruccello,
- Giuseppe Plaitano, ricercatore, collezionista e direttore dell’omonimo Archivio Storico;
- Carmen Matarazzo, presidente dell’Associazione Achille Basile Le Ali della Cultura;
- Enzo Esposito e Massimo Santaniello, rispettivamente Presidente e Past President di Archeoclub d’Italia APS Stabiae;
- Pierluigi D’Apuzzo, presidente della condotta Slow Food Penisola Sorrentina-Capri e Stabia;
- Vincenzo Amato, Presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (N.M.I.) di Castellammare;
- Enrico Orazzo, socio fondatore dell’Associazione “Terme per Stabia APS – Salus per Aquam” e catalogatore della Biblioteca del Clero della Chiesa del Gesù di Castellammare;
- Il direttore del MUDISS (Museo Diocesano Sorrentino Stabiese) ingegnere Egidio Di Lorenzo;
- Le professoresse Liliana Longobardi e Adele Tirelli, la nota cantante Anna Spagnuolo;
- I giovani della Fondazione “Centro Studi Padre Baldassarre Califano” e tante altre personalità di rilievo del mondo dell’associazionismo e della cultura.
A ricevere il folto pubblico intervenuto, l’architetto Gerarda Cimmino, responsabile dell’accoglienza, degli allestimenti e della gestione operativa del MUDISS.
La sfida è lanciata: trasformare la Reggia di Quisisana in un centro di ricerca vivo e accessibile. Ora la parola passa alla commissione straordinaria per accogliere la mano tesa dal mondo civile e associativo di Castellammare.
La scommessa non è solo quella di aprire finalmente le porte, ma di trasformare la memoria in energia viva. Solo un coordinamento stabile tra le varie realtà del territorio può evitare che l’Archivio Storico e il Fondo Ruccello restino cattedrali nel deserto.
La cultura non è un mosaico di isole separate, ma un disegno unico: restituire questi tesori alla comunità significa dare alle nuove generazioni le chiavi della propria identità, dimostrando che quando Castellammare fa rete, la sua storia torna finalmente a parlare al futuro.
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