“Tanto tuonò che piovve”, recita un vecchio e saggio detto popolare. Ed è esattamente quello che è successo: l’incubo che in molti temevano si è materializzato nel peggiore dei modi. La Nazionale Italiana non parteciperà al prossimo Mondiale di calcio negli Stati Uniti, in programma tra pochi mesi. Una sconfitta incredibile, clamorosa e dolorosa, maturata in un post-Bosnia da incubo, che ha lasciato una nazione intera sgomenta e una tifoseria giustamente inferocita.
Sul banco degli imputati, oggi, ci finiscono tutti: dal Presidente Gabriele Gravina, passando per la squadra e lo staff tecnico, fino al CT Gennaro Gattuso, finito inevitabilmente al centro della bufera.
È uno schiaffo che fa malissimo, una ferita che non passerà inosservata e di cui si discuterà a lungo. Ma il mondo del pallone, purtroppo o per fortuna, non ammette pause: lo spettacolo deve continuare. Il nostro dovere di cronaca ci impone di raccogliere i cocci e di proiettarci verso il futuro immediato, tornando a parlare della Juve Stabia e dell’imminente e delicata trasferta di Venezia.
Fa male, inutile nasconderlo, dover scrivere e ripartire con questo macigno sul cuore. Avere idealmente in tasca un biglietto per gli Stati Uniti ci avrebbe fatto iniziare questo racconto con un piglio e un entusiasmo decisamente diversi. Oggi non ha perso solo una squadra di undici giocatori; abbiamo perso tutti. Ora servono fatti concreti, non le solite parole forti di circostanza a cui siamo abituati in queste situazioni. La palla passa alle autorità competenti in materia, chiamate all’arduo compito di guidare per davvero la rivoluzione del nostro calcio.
Risulta davvero difficile, oggi, trovare la lucidità e le parole giuste per concentrarsi sul prato del “Penzo”, ma il calcio è questo: nel bene e nel male, dobbiamo accettarne i verdetti, anche i più spietati.
A proposito di profonda amarezza, è facile immaginare il dispiacere del nostro Mister Ignazio Abate. Chissà se in queste ore non abbia già alzato la cornetta per una telefonata all’amico ed ex compagno di mille battaglie Gennaro Gattuso, per rincuorarlo e stagli vicino dopo questa brutta avventura sportiva.
È una sconfitta triste e pesante anche per la nostra Castellammare di Stabia, privata del vanto e dell’orgoglio di poter portare al Mondiale americano due figli di questa terra. Un dettaglio, questo, che rende la pillola ancora più amara da mandare giù per la nostra comunità.
Venezia non è lontana. Tutti i tifosi hanno già segnato quella data sul calendario con la penna rossa, pronti a sostenere i ragazzi. Ma il fischio d’inizio può aspettare. Oggi è solo il momento delle riflessioni e delle lacrime amare; da domani, un passo alla volta, si proverà a dimenticare.






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