“Saremo io e te per sempre, legati per la vita“. D’altronde è una dichiarazione d’amore, eterno, quella che il tifoso fa alla propria squadra del cuore. E quale miglior introduzione, per Napoli–Torino, se non quella che sta cantando tutt’Italia, che è partita dal cuore di Partenope, e che è risuonata per la prima volta da uno spicchio di Liguria. Sal Da Vinci fa cantare tutto lo stadio e fa il giro di campo con il trofeo più importante della sua carriera: il Leone di Sanremo, cui è stato vittorioso appena la settimana scorsa. In barba a sedicenti giornalistoni criticoni espertoni, che accusano il colpo così tanto che non vengono neanche invitati ai matrimoni…
All’annuncio delle formazioni, applausi per De Bruyne, che ritorna fra i convocati di mister Conte dopo sei mesi di assenza. Come lui, anche Anguissa, che è in panchina. Fra le file del Toro, duo attacco dal sapore di nostalgia formato da Zapata e Simeone, che non sarà mai un avversario. Proprio gli ex sono stati decisivi in questa partita, ma in favore degli azzurri: Buongiorno ritorna leader difensivo, Elmas torna alla rete. La vittoria del Napoli è preziosa in vista del derby di Milano, e dei match delle concorrenti alla Champions. Migliore della partita, in questo 2-1 di Fuorigrotta, Alisson Santos, alla seconda rete in campionato, la seconda consecutiva in casa, che sembra già essersi pienamente inserito nei meccanismi Contiani.
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Napoli-Torino, la sintesi del match
Il primo tiro è del Napoli: difesa del pallone di Hojlund, al limite dell’area avversaria, passaggio a Politano che, rasoterra, non impegna, Paleari. Anche se non impegnativo, questo tiro è il prologo al vantaggio dei padroni di casa. Sull’azione di calcio d’angolo – dopo deviazione eccezionale dell’estremo difensore granata su un tiro a botta sicura di Olivera – viene servito Alisson Santos, che evita un avversario guadagnandosi lo spazio per tirare insidiosamente ed infilare Paleari. Dopo otto minuti di gioco, Napoli 1 Torino 0. Reagisce il Toro, con un tiro di Vlasic, che l’ex Milinkovic-Savic para in due tempi. Ancora il portiere serbo, si disimpegna bene prima su un corner battuto sul secondo palo, e poi su una pronta deviazione ancora su Vlasic.
La rete del vantaggio, consente agli azzurri di abbassare il ritmo del gioco ma comunque di non rinunciare al pressing. Al 25°, un’azione ragionata, finisce con un diagonale di Hojlund sul fondo. La curiosità del gioco del Napoli è che a seconda di dove si muova il pallone, il trequartista dell’altra fascia si allarga per consentire l’accentramento dell’esterno. Ad esempio, se l’azione scorre a sinistra, Spinazzola si accentra e Alisson si allarga, così come succede a destra per Politano e Vergara. Poco dopo la mezzora, è proprio l’esterno mancino a servire una bella palla per Hojlund, che, di testa, spedisce alto.
All’inizio della ripresa, si rivede Anguissa, accolto dagli applausi dei suoi tifosi; il Napoli parte bene, è di Alisson – in piena forma, e già inserito – a scaldare i guanti di Paleari. Su un capovolgimento di fronte, il Torino tenta un contropiede ben controllato dalla difesa azzurra. Poi, con netto ritardo, l’arbitro fischia una posizione irregolare. Al 52°, una serie di fraseggi corti e precisi, portano al tiro Hojlund: sebbene ben marcato, il danese va al tiro e trova il corner; dalla relativa battuta, il signor Fabbri fischia un fallo in attacco ai danni del portiere granata. Lungo l’arco del secondo tempo, gli azzurri mantengono il pallino del gioco, impostando ancora un ritmo basso. Al 67°, i padroni di casa raddoppiano: Elmas in semi rovesciata, trova il suo primo gol del campionato, contro la sua ex squadra, nella sua seconda vita in maglia azzurra: Napoli 2 Torino 0. Dopo pochi minuti, ci prova Gilmour, ma il suo tiro centrale è facile per il portiere.
Ovazione anche per De Bruyne che ritorna in campo dopo sei mesi dall’ultima partita. Nel periodo decisivo della stagione, Conte ritrova gradualmente gli uomini migliori. Il campione belga prende il posto di Alisson, il migliore in campo, anche lui salutato con un applauso da tutto lo stadio. All’81°, calcio di punizione per il Napoli: alla battuta va Politano, che impegna Paleari in una deviazione in corner. Dall’altro lato, si fa vedere il Torino: punizione sulla trequarti, palla in area, c’è Anjorin pronto al taglio ma Milinkovic-Savic allontana il pericolo. Il portiere azzurro però non può far niente sul colpo di testa di Casadei che all’87° accorcia le distanze: Napoli 2 Torino 1.
L’esiguo vantaggio del Napoli spaventa la squadra in campo ed i tifosi sugli spalti: De Bruyne sale in cattedra, e su un ripiego difensivo anticipa un avversario e scarica su Milinkovic. Poi, dopo, su un contropiede, fa un cross per Lukaku – entrato per Hojlund insieme a Mazzocchi per Politano -, che però viene deviato. Nei cinque minuti di recupero si mantiene il pressing e non si pensa al palleggio: è bravo Buongiorno a guadagnare fallo a centrocampo dopo una giocata di classe. Ancora De Bruyne, nel finale di partita, tenta il diagonale che rotola lontano dalla porta avversaria.






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