SAMPDORIA – NAPOLI (0-2): Gli azzurri riprendono la marcia

Primo successo del 2023 per il Napoli che a Marassi batte per 2-0 la Sampdoria e consolida il primo posto in classifica

Serviva, assai più che una semplice vittoria, un segnale.

Una dimostrazione di forza e compattezza, un modo chiaro per dire ai rivali che la sconfitta di San Siro, contro l’Inter, ha rappresentato solo uno stop fisiologico che in un campionato così duro, e con un calendario così provante, era semplicemente uno scotto da pagare, prima o poi.

Le premesse prima della gara

Tanta era la pressione in casa Napoli dopo l’1-0 subito contro i nerazzurri e non soltanto per la sconfitta in sé per sé: la squadra era parsa col fiato corto, non certo al meglio del proprio stato di forma; peraltro, le concomitanti vittorie di Milan e Juventus, contro Salernitana e Udinese, avevano fatto riaccorciare le distanze nei confronti di rossoneri e bianconeri, giunti rispettivamente a meno 5 e meno 4 dal Napoli capolista.

Di contro, la sfida delle 18.00 di questa domenica 8 Gennaio, poneva il Napoli faccia a faccia contro una Sampdoria, che col successo al Mapei Stadium contro il Sassuolo, nella prima gara del nuovo anno, aveva provato a donarsi nuova linfa, invischiata com’era ( e com’è) in una lotta-salvezza che la vede pienamente coinvolta e seriamente indiziata a retrocedere, salvo clamorosi ribaltoni.

Il ricordo di Vialli e Mihajlović

Alle 18.00 di domenica 8 Gennaio, le squadre sono sul terreno di gioco del Ferraris. Commozione alle stelle per la recente dipartita di Gianluca Vialli, scomparso a Londra nella mattinata dell’Epifania, dopo aver a lungo battagliato contro un brutto male.

I tifosi blucerchiati hanno ben impresso nella memoria il ricordo di uno straordinario attaccante, che ha vestito la maglia della Samp dal 1984 al 1992, collezionando 141 reti in 328 apparizioni ufficiali, statistiche che fanno, del compianto bomber cremonese, il secondo miglior marcatore all time del club, dietro solo quel Roberto Mancini, alias “Bobby Goal”, che con lui formò un tandem d’attacco capace di portare la Samp alla conquista di uno storico scudetto (unito alla Supercoppa Italiana) nel 1991, a ben tre Coppe Italia ( nell’85, nell’88 e nell’89), a una Coppa delle Coppe nel ’90 e al raggiungimento di un altrettanto gloriosa finale di Coppa dei Campioni nel 1992, persa di misura contro il Barcellona a Wembley.

La scomparsa recentissima di Gianluca Vialli va a sommarsi a quella, giunta a metà Dicembre 2022, di un altro compianto campione in maglia Samp: quel Sinisa Mihaijlovic, che vestì blucerchiato dal 1994 al 1998.

Nel minuto ( abbondante) di raccoglimento, Dejan Stankovic, allenatore dei padroni di casa, stringe tra le mani la casacca numero 11 che fu di Mihaijlovic, mentre Marco Lanna, attuale presidente doriano nonché ex compagno di squadra e successi con Vialli, mostra la 9 che fu di Gianluca.

Tutto molto toccante.

Sampdoria – Napoli: In questo mercato di riparazione scambio di difensori e non solo

Sampdoria – Napoli, nel frattempo, è stato anche asse di mercato molto proficuo negli ultimi giorni; nella mattinata di sabato 7 Gennaio, i club hanno ufficializzato lo scambio che vede Alessandro Zanoli trasferirsi a Genova e Bartosz Bereszyński migrare all’ombra del Vesuvio.

Non si è ancora sbloccato, invece, l’affare Nikita Contini, con l’estremo difensore scuola Napoli che avrebbe voglia matta di tornare a casa.

La Samp, però, deve prima colmare la casella.

C’è chi dice sia solo questione di ore.

Le scelte in termini di formazioni e titolari

In campo, Napoli che si presenta a Genova col solito 4-3-3 e 3 cambi rispetto a Milano: Juan Jesus rinviene Rrahmani (non apparso ancora al meglio), Mario Rui sostituisce il pur ottimo Olivera ed Elmas gioca mezz’ala al posto di Zielinski.

Confermati i restanti 8 che partirono titolari già a Milano, con Meret tra i pali, Kim e Di Lorenzo alle loro consuete postazioni, Lobotka ed Anguissa a guidare il centrocampo, Kvara e Politano esterni d’attacco e avanti la furia Victor Osihmen. Padroni di casa che partono con un abbottonato 3-4-1-2: Audero tra i pali, retroguardia formata da Murillo, Nuytinck e Murru, Leris e Augello esterni di centrocampo, Vieira e Rincon in mediana e l’estroso Verre dietro il tandem Gabbiadini-Lammers.

Il racconto della partita

Rosario Abisso fischia l’inizio e non si ha ancora il tempo di riaversi dalla stupenda emotività del pre-partita che il match vive già la sua prima svolta.

Sul cronometro appena 1 minuto e mezzo, Napoli che manovra in metà campo Sampdoria, fin quando Elmas non illumina un’imbucata per Zambo Anguissa: inserimento del camerunense in area Samp, contatto con Murru che lo sbilancia franandogli sulla caviglia e Abisso viene già richiamato dal VAR, decretando, dopo circa 2 minuti di consultazione, il calcio di rigore per il Napoli. Sul dischetto va Politano, che in stagione aveva realizzato 2 rigori su 2 ( contro Milan e Rangers Glasgow).

Stavolta, però, l’esito è diverso: sinistro ben angolato alla sinistra di Audero, che intuisce e riesce a deviare la sfera sul palo, evitando così il goal.

Per l’estremo difensore doriano, invece, si tratta del terzo rigore parato su cinque avuti contro.

L’episodio, che avrebbe potuto consegnare l’immediato vantaggio al Napoli, finisce col sortire l’effetto di galvanizzare la Sampdoria, che sospinta dal calore di Marassi si affaccia due volte in area Napoli al nono: due “scippi palla” a danno di Di Lorenzo ( non ancora al top), provocano le conclusioni di Lammers prima e di Gabbiadini poi, che non sortiscono però alcun effetto pericoloso.

Altri due squilli Samp, il primo al 13esimo: bel sinistro a giro dal limite di Verre, deviato da Meret in corner; il secondo, proprio sul calcio d’angolo che ne segue, con zuccata di Nuytinck, da cross, che termina fuori non di molto.

Il Napoli torna a squillare al 16esimo, quando Osihmen indirizza di testa, verso la porta, un pallone che gli giungeva da cross da destra di Di Lorenzo: Audero smanaccia in corner.

Il vantaggio del Napoli

E’ solo il preludio al goal, che puntuale giunge al 19esimo: il Napoli recupera palla nella propria metà campo e spinge Mario Rui in posizione di cross, l’invito è perfetto per Osihmen che con una zampata di piattone anticipa tutti e batte un incolpevole Audero.

Ancora assist-man il terzino portoghese del Napoli, che con i suoi 6 passaggi decisivi è dietro solo a Milinkovic Savic nella classifica dei migliori rifinitori della serie A.

Numeri interessanti anche per Victor Osihmen: per il terzo anno consecutivo va in doppia cifra in serie A e per il terzo anno consecutivo, parimenti, fa goal a Marassi contro la Samp.

Il vantaggio scioglie il Napoli, che potrebbe raddoppiare già al 21esimo con Kvara: servito da un bel filtrante di Politano, il georgiano si presenta a tu per tu con Audero ma viene contrastato efficacemente da Leris, che gli evita la battuta vincente.

E’ ancora Napoli un minuto più tardi: conclusione di Anguissa dal limite dell’area, Audero resta immobile ma la palla termina a lato.

Unico ulteriore segnale di vita della Samp al 24esimo: recupero palla alto di Augello su Anguissa, che aziona Lammers, il cui destro dal limite dell’area non riesce neanche ad inquadrare la porta.

Il piano partita della Samp, a questo punto, è evidente: i padroni di casa, incassato lo svantaggio, restano corti e compatti nella propria metà campo e aspettano di recuperare palla per azionare i contropiedi, cercando di coinvolgere gli uomini di maggiore qualità.

Non è un caso, infatti, che i pochi spunti offensivi della Sampdoria nascano praticamente tutti da intercetti di manovra del Napoli, effettuati o nella metà campo azzurra o in quella doriana.

Il Napoli, d’altro canto, gestisce la regia della partita, ritrova mole di gioco e soluzioni offensive varie ed interessanti.

Al 38esimo, altro momento clou del match: Kim lancia Osihmen in profondità, il nigeriano supera di slancio Nuytinck e si invola, pur defilato a destra, verso la porta doriana, venendo però falciato in malo modo da Rincon, appena all’ingresso dell’area avversaria. Abisso non ha dubbi ed espelle il mediano venezuelano della Samp, probabilmente decidendo di non considerare il fallo quale intervento da ultimo uomo ma intendendo punire la gravità e la cattiveria dello stesso.

Decisione confermata dal VAR e Samp in inferiorità numerica, sul finire della prima frazione. Doria nervoso, tant’è che al 43esimo viene ammonito anche Murillo ( in precedenza era stato rifilato il giallo anche a Murru).

Napoli che dal canto suo sfiora il raddoppio al 47esimo: da corner doriano parte la controffensiva azzurra, con Lobotka che aziona Politano, il quale serve Kvara appena dentro il vertice sinistro dell’area: il diagonale è fuori.

Dopo 5 minuti di recupero, dovuti all’episodio del rigore assegnato al Napoli e all’espulsione inflitta a Rincon, termina il primo tempo, che vede il Napoli in vantaggio per una rete a zero, grazie al timbro di Osihmen.

Azzurri in sostanziale controllo del campo, ma gara che tuttavia, in virtù dello striminzito vantaggio, non può ancora dirsi chiusa.

Il merito dei padroni di casa è stato infatti quello di saper restare nella partita e di arroccarsi nella propria metà campo evitando ulteriori guai e sperando, con una gara accorta, nell’episodio favorevole.

Il secondo tempo di Sampdoria – Napoli

Le prime sostituzioni giungono già dal primo minuto della ripresa: nel Napoli, Rrahmani sostituisce Kim, tenuto a riposo precauzionale per un risentimento avvertito al ritorno negli spogliatoi; nella Samp, Zanoli ( fresco ex) e Duricic entrano in luogo di Murillo e Gabbiadini (il primo già ammonito, il secondo quasi mai pericoloso).

Stankovic cambia l’assetto tattico dei suoi ed opta per un 4-4-1: Zanoli terzino a destra, Augello a sinistra, con Murru e Nuytinck centrali; Duricic esterno a sinistra, Leris a destra, con Vieira e Verre in mediana, dietro l’unica punta Lammers.

Le intenzioni doriane sono dunque pienamente riconfermate: tutti accorti, chiusi e compatti, nella speranza di capitalizzare la prima occasione che possa mandare il Cielo.

Troppo poco, ad ogni modo, per impensierire seriamente il Napoli, che di rischi non ne vede neanche l’ombra; tuttavia, l’atteggiamento volutamente rinunciatario dei padroni di casa, produce l’effetto di “narcotizzare” praticamente tutto il secondo tempo, che scorre via con una trama scontata e ripetuta fino alla noia: il Napoli è padrone del campo, produce un possesso palla di imbarazzante superiorità ma non riesce ad affondare.

Domina, la squadra di Spalletti, arriva con estrema facilità fino al limite dell’area di rigore doriana e poi la Samp si arrocca, chiude tutti gli sbocchi e gli azzurri son costretti a ricominciare.

Da una parte, a causa di una manovra, quella del Napoli, comunque ancora non del tutto fluida e veloce, dall’altra per la capacità, da parte della Sampdoria, di serrare la linea difensiva, così costringendo il Napoli a ripartire ogni volta con pazienza.

La capolista crea tante potenziali situazioni pericolose, che però non riescono mai a tramutarsi in conclusioni vere e proprie, principalmente per le ragioni già spiegate appena prima.

Al 53esimo, ammonito Jesus e nello stesso minuto la Samp sostituisce Verre ( adattato in mediana) con Villar.

Il dominio territoriale degli azzurri cresce e si riconferma minuto dopo minuto, ciononostante la Samp persegue nella scelta di rinunciare a prendere alto l’avversario, richiamandolo a sé, per poi stringerlo nella propria muraglia difensiva.

Al 60esimo, registriamo la seconda ammonizione azzurra, che giunge a carico di Anguissa ( in lenta ripresa ma ancora non al meglio, tant’è che al 65esimo lascerà il campo in luogo di Ndombelè).

Al 62esimo, altri due cambi per Spalletti, con gli ingressi di Lozano e Zielinski, per Politano e Kvara.

Il georgiano, da par suo, ancora lontano parente del talento cristallino ammirato prima dell’infortunio di Anfield.

Al minuto 65, Lobotka sferra una conclusione dal limite dell’area, con palla di poco fuori alla destra di Audero. Altro giallo al 71esimo, stavolta a danno di Leris.

Stankovic modifica, per la seconda volta in corso d’opera, l’assetto dei suoi: 4-3-2 con Lammers avanzato a punta vicino a Duricic.

La fotografia della “pericolosità” della Samp sta in un episodio su tutti: al minuto 74, punizione praticamente sul cerchio di centrocampo per i padroni di casa e tutte le torri che salgono a saltare tentando di popolare disperatamente l’area azzurra.

E’ la prova, su tutte, di quanto inconsistente sia stata la mole offensiva del Doria, resa ancor più evidente dall’inferiorità numerica.

Il raddoppio del Napoli

Il raddoppio azzurro è nell’aria e il minuto buono è il 78esimo: Elmas è liberato in area avversaria dopo un gioco a due ravvicinato con Osihmen, la conclusione del macedone sbatte sul braccio troppo largo di Vieira e Abisso viene nuovamente richiamato dal VAR: secondo penalty di giornata concesso al Napoli, con Elmas stesso che si presenta dagli 11 metri.

Stavolta, la fama di para-rigori di Audero non gli vale il secondo miracolo: secco destro del numero 7 azzurro sul sette di destra dell’estremo difensore, che aveva invece battezzato il lato opposto. Il 2-0 è cosa fatta, la partita è praticamente finita.

All’82esimo, altre 2 sostituzioni per la Samp, che inserisce Paoletti e Montevago per Vieira e Lammers.

Esaurisce i cambi anche il Napoli all’87esimo, con l’ingresso di Raspadori per l’ottimo Elmas.

Dopo quattro minuti di recupero, Abisso decreta la fine del match: Sampdoria – Napoli è storia, l’ha vinta il Napoli per 2 reti a zero.

Con pieno merito, con forza e con autorevolezza. Non è ancora il Napoli brillante che si era fatto ammirare fino a metà Novembre, ma quantomeno torna ad essere un Napoli vincente.

Tanto basta per dare un segnale a sé stessi e agli altri: la capolista è ancora saldamente la squadra all’ombra del Vesuvio.

In attesa di ricevere, venerdì 13, la Juventus al “Maradona”.

Ma quella è storia ancora da scrivere.

A cura di Antonio Ingenito

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