Dopo il pareggio rocambolesco di Copenaghen e la sconfitta di domenica a Torino contro la Juventus, il Napoli si gioca una fetta importante della propria stagione, in casa contro il Chelsea. Dentro o fuori.
Primo tempo
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Dopo una prima fase di studio, arriva a freddo il vantaggio del Chelsea, su punizione dal limite dell’area, Juan Jesus, saltando in barriera, colpisce la palla di mano, calcio di rigore. Dal dischetto va lo specialista Enzo Fernandez, Meret intuisce, ma l’argentino calcia a due dita dal palo, 0-1 a freddo.
Il Napoli alza la testa e reagisce, pressing asfissiante e costantemente il pallino del gioco, al trentatreesimo, Vergara con un’iniziativa personale, entra in area, si gira e calcia in diagonale, 1-1 e primo gol in maglia azzurra per il Napoli.
Il Napoli insiste e trova il vantaggio, al quarantatreesimo, Olivera passa sulla fascia, arriva sul fondo e serve sul primo palo, dove trova il taglio di Hojlund che calcia di prima e con l’ausilio del palo la ribalta, 2-1 e Napoli momentaneamente qualificato.
Secondo tempo
Il Napoli comincia il secondo tempo così come l’ha finito, fin qui è forse la miglior partita stagionale a livello caratteriale.
Al sessantunesimo, in un momento di totale gestione, Juan Jesus fa girare Joao Pedro, dalla distanza si gira e calcia e s’inventa il 2-2, mazzata per il morale del Napoli, con il Chelsea che non sembrava più in partita.
Gli Azzurri perdono d’animo e non riescono più ad essere pericolosi, all’ottantaduesimo arriva la doccia gelata, Joao Pedro si invola a tu per tu con Meret e non sbaglia, 2-3. Mancano dieci minuti ma oramai la qualificazione è andata, un pareggio non basterebbe, visti i risultati degli altri campi.
Al novantatreesimo arriva la palla del pareggio, cross a rimorchio sul dischetto, la palla arriva a Lukaku, che calcia di prima intenzione di destro ma colpisce Sanchez, che era già praticamente battuto.
Termina qui il ritorno in Champions del Napoli, con una sontuosa prestazione contro il Chelsea Campione del Mondo.
L’eliminazione non arriva di certo questa sera, ma è frutto degli inciampi lungo il percorso. Il rimpianto più grande, arriva di sicuro da Copenaghen, dove gli Azzurri vincevano 0-1 e con l’uomo in più per più di 45 minuti, ma poi, quel rigore concesso, frutto della distrazione, ha pesato come un macigno.
Giusto citare gli infortuni che hanno afflitto il Napoli, ma ora gli obiettivi diventano due: con lo scudetto oramai quasi scucito dal petto; è obbligatorio puntare alla qualificazione in Champions League anche per l’anno prossimo, come secondo obiettivo c’è la Coppa Italia; che porterebbe in bacheca il secondo trofeo stagionale.






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