Un romanzo distopico ambientato in un tempo non così tanto lontano da noi sotto ogni aspetto, tra usi e costumi sopratutto perché conosciuti da vicino dall’autrice, della pubblica amministrazione.
Tra venature comiche e ritratti “tragici” di una quotidianità quasi ovattata, pagina dopo pagina si dipinge il ritratto di una cosidetta “casta dominante” che ha il potere di osservare, manipolare e guidare verso i propri obiettivi, chi cerca di mettere al servizio del proprio Paese il personale bagaglio culturale e la propria onestà individuale e professionale.
Quello che accadrà è tutto da scoprire nelle pagine, ma bisogna stare attenti perché così come per Norma e Emma, si può essere travolti in veri e propri giochi e labirinti da cui non potrebbe essere semplice uscire.


