Celeste arriva in Calabria, al Paese Nuovo, da Napoli per amore di Tonio.
Si è spostata lì dopo che entrambi si sono accorti che il loro amore non poteva attendere.
Tutto ciò che porta Celeste nei luoghi della vita di Tonio fa parte della vita che ha costruito con lui a Napoli, in città.
L’amore che li lega da subito non viene accettato dalla madre di lui.
Celeste è più grande di Tonio, Celeste insegna alla scuola che ora è obbligatoria anche per “i bambini delle medie” e lei è “vecchia” per insegnare e per amare Tonio.
Celeste trova in quel luogo lo specchio di una tradizione spietata verso un progresso che, come spesso accade, arriva troppo tardi rispetto alle radici dei pregiudizi e di una cultura che non vuole andare oltre quelle montagne che chiudono il Paese Nuovo dal resto del mondo.
Eppure chi più e chi meno, chi prima e chi dopo, ognuno della famiglia di Tonio (e non solo) sogna di scappare o ha provato a farlo anche per la maledizi0ne che incombe su di loro.
Tante e così profondamente vere le tematiche che ci fa esplorare Erica Cassano in questo suo nuovo romanzo che ho adorato dall’inizio alla fine.
Ogni personaggio, ogni scena, ogni oggetto ha qualcosa da dirci, persino una cabina telefonica che arriva come un temporale nel deserto, tra lo stupore dell’inconcepibile e la gioia della novità.


