Elon Musk dalle uova d’oro: le aziende che hanno fatto la (sua) storia

L’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, fa parlare di sé: il sorpasso a Jeff Bezos da un lato, l’acquisizione di Twitter e la crescita annunciata e data già per certa del social network dall’altro; i guadagni legati a Tesla, la rivoluzione nel settore aerospaziale grazie a SpaceX; ogni cosa sembra destinata a nutrire il portafoglio di Musk e accrescerne la fama. Eppure, Musk non vive solo di queste sue aziende, per quanto queste possano essere in vista e al centro dell’attenzione mediatica: basta dare un primo sguardo su Top Trading all’analisi degli indici di borsa delle aziende di Elon Musk per rendersi conto di quanto l’uomo più ricco della terra debba molto anche ad altri settori.

Le principali aziende di Elon Musk

Che Tesla sia la principale risorsa ed entrata di Musk, è risaputo. Tuttavia, non molti sanno che dire Tesla non vuol dire parlare solo di auto, facendo riferimento al mezzo milione di veicoli venduti nell’ultimo anno: dire Tesla significa parlare anche del piano di pannelli fotovoltaici prodotti dalla stessa azienda di Musk. A differenza di altri prodotti, i pannelli solari Tesla si confondono con il tetto, dimostrando dunque un occhio di riguardo all’aspetto estetico della casa del consumatore, senza gravargli troppo sul portafoglio.

Si tratta di un aspetto non irrilevante, che porta il valore di Tesla a oltre 1.180 miliardi di dollari, per l’ovvia felicità di Musk, che ne detiene il 17% delle azioni, per un totale di 172,6 milioni di titoli. Tesla ricopre sempre il primo posto nelle entrate di Musk, ma vien da chiedersi se le cose non siano destinate a cambiare dopo l’acquisto del 9,2% delle azioni di Twitter, per un valore complessivo di 93,48 milioni di azioni.

Il valore di Twitter, social network che Musk si appresta a rivoluzionare, si assesta intorno ai 40 miliardi di dollari: SpaceX si aggiudica dunque il secondo posto per valore economico, con 74 miliardi di dollari all’attivo. Com’è noto, si tratta del programma aerospaziale desiderato da Musk, che nel giro di vent’anni è riuscito ad abbattere costi e spese nel settore, grazie anche a tecnologie innovative per il riutilizzo dei razzi.

Difendersi dall’intelligenza artificiale con NeuraLink

Non si vive di sole auto e razzi: non è un caso che Musk abbia esteso le sue mire ai social network acquisendo Twitter e che abbia investito anche in settori al limite della fantascienza, con un’azienda il cui valore di mercato non è stato ancora dichiarato. Il riferimento va qui a NeuraLink, il cui prodotto principale è una BCI, ossia una Brain Computer Interface.

Quello che si sa è che quest’azienda vanta una capitalizzazione di mercato pari a 360 milioni di dollari, che possono apparire poco in confronto ai miliardi di Tesla, Twitter e SpaceX, ma che probabilmente sono destinati a crescere in futuro: in fondo, investire in settori che dovrebbero tutelare l’uomo dallo strapotere delle intelligenze artificiali, oggi sempre più evolute, non può che far bene, nella visione di Musk.

I trasporti del futuro secondo Elon Musk

Social network, auto elettriche, ingegneria aerospaziale: all’agenda di Elon Musk sembra mancare un settore fondamentale, quale è quello dei trasporti e della mobilità. In realtà, anche questo ambito è egregiamente rappresentato dalla The Boring Company, il cui capitale ammonta a 920 milioni di dollari, il 90% dei quali in mano a Musk. Il piano è rivoluzionario, tanto per i trasporti pubblici tanto per quelli privati, e prevede un considerevole abbattimento di problemi quali traffico e congestioni nelle principali arterie cittadine.

L’idea di fondo della Boring Company è quella di creare una fitta rete di tunnel sotterranei, pensati appositamente per facilitare e velocizzare gli spostamenti pubblici e privati, garantendo un abbattimento dei tempi, spesso estremamente dilatati a causa dell’imponente traffico urbano. Forse qualcuno spera ancora in auto volanti, ma la realtà dei fatti, secondo Musk, è che bisogna investire in sicurezza e rapidità: la soluzione dunque sarebbe da ricercare sottoterra, in questi tunnel dalla lunghezza potenziale illimitata.

Nella visione di Musk, le città si svuoterebbero quasi di automobili, perché queste non dovrebbero fare altro che raggiungere i punti di accesso alla rete di tunnel sotterranei: lì, su delle pedane apposite, i mezzi verrebbero spostati da una parte all’altra, con una notevole riduzione anche dei costi di benzina, e dunque con un occhio di riguardo alla sostenibilità e alle emissioni di Co2.

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