Rende-Siracusa: il tiro mancino di Re Mancino
Terza giornata di campionato di lega Pro girone C disputata allo stadio comunale āMarco Lorenzonā di Rende.
Il Siracusa, con una partita in meno, porta i primi tre punti nella tana aretusea.
Il gioco si apre con un tentativo immediato di Scardina che cerca di scalfire la porta degli avversari.
Il tiro però non va a segno e da quel momento in poi sembra che il gioco sia stato trasportato in Era Uroniana, infatti in campo si registra un congelamento delle azioni.
Poche emozioni da parte dei leoni, ma anche degli avversari, che faticano ad attaccare la porta rendese. Pochi tiri sul āportaleā avversario, lenti e troppo lunghi.
Sembra una squadra ben diversa da quella apparsa contro il Trapani, con meno grinta e capacitĆ tattica soprattutto a centro campo. Come se il Leone avesse dimenticato la propria natura.
Il primo tempo non regala molte emozioni, nĆ© da parte del Rende, che fanno un poā meglio degli aretusei, nĆ© da parte dei leoni.
Lāarrivo del secondo tempo porta tante novitĆ , la squadra si sveglia e diventa padrone del terreno da gioco.
Forse aiutati da un uomo in meno del Rende o forse la carica di Mister Bianco ĆØ stata sufficiente, il Siracusa inizia a scendere in campo come un unico corpo tattico.
Qui la frase di Oscar Wilde è la più azzeccata:
āUno dovrebbe giocare sempre lentamente – quando si hanno le carte vincenti.ā
Anche se con un avvio lento, il Siracusa, con un sorprendente tiro mancino del Re Mancino porta il Siracusa in vantaggio.
Il Rende ha più volte cercato di conquistare la roccaforte siracusana, ma la difesa ha ben tappato ogni punto debole.
La vittoria ĆØ per i leoni: 0-1





