Juve Stabia, Mainolfi: “La crescita dei giovani e delle scuole calcio, serbatoio dei club”

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Le parole di Mainolfi prima dell’inizio della stagione

Anima del settore giovanile della Juve Stabia, il responsabile Saby Mainolfi ha parlato della stagione che comincia da qui a breve e di tanti, interessanti, argomenti:

Ancora un po’ di riposo e poi si ripartirà con la nuova stagione, 2019/2020. Il settore giovanile si rifà il look, tanti arrivi…
“Il nostro lavoro è iniziato il 21 Aprile, dopo la gara contro la Vibonese. Con l’acquisizione matematica della Serie B, abbiamo dovuto virare verso una direzione diversa. Il gap giovanile tra la Lega Pro e A-B è molto ampio, quindi il 60-70% di ogni rosa lo si è dovuto modificare. Abbiamo cercato di poter acquisire nuove leve prospetticamente promettenti, tenendo come principio l’idea di coinvolgere le società del territorio regionale nel nostro progetto di settore giovanile. Tutte le rose che abbiamo formato, al loro interno, vedono atleti provenienti dalle migliori società campane e il nostro primo ringraziamento va proprio a loro. Ora i ragazzi devono godersi questi 7 giorni di relax, poi riprenderemo con le visite mediche. Voglio, però, ringraziare i responsabili delle scuole calcio campane che hanno fornito i ragazzi al nostro settore”.

Mainolfi cosa ci può dire sui prossimo obiettivi del settore giovanile?
“Il nostro primo obiettivo riguarda la formazione sia dei ragazzi che dello staff tecnico: cerchiamo di essere un punto di partenza per tutti i nostri tesserati. Per l’aspetto prettamente tecnico, lotteremo nelle categorie nazionali per arrivare in una ipotetica zona salvezza, per noi sarà un anno di apprendimento e di esperienza”.

Quale il budget per le squadre giovanili?
“La nostra filosofia è quella di creare, certamente dobbiamo essere accorti e bravi nel vedere a medio-lungo termine. Ci sono società che investono cifre enormi per ogni singola squadra, noi ad oggi non abbiamo speso un euro per nessun atleta tesserato, ma ripeto abbiamo coinvolto le società”.

Sono diversi i ragazzi del settore giovanile arrivati in prima squadra…
“Rischio di essere ripetitivo, in un’azienda ognuno deve svolgere il proprio dovere: il mio è quello di cercare elementi calcistici che possano provare il calcio dei grandi. Io sono solo una piccola parte di un percorso che prevede: i direttori Amodio e Polito seguire durante l’anno le nostre attività, e soprattutto la grande umanità e capacità di Fabio Caserta di carpire le qualità degli stessi giovani, dando loro la possibilità di poterle dimostrare”.

Mainolfi, sei una persona di poche parole, ma quanto ti soddisfa il rinnovo contrattuale?
“Ho ringraziato privatamente ogni singolo componente della società che ha creduto e crede in me, l’allora Presidente Manniello ed il Direttore Filippi sono stati coloro che hanno puntato su di me in un momento difficile, spero di aver ricambiato la loro fiducia. Ho la fortuna di avere un direttore sportivo come Ciro Polito che ha puntato su di noi, facendoci sentire tanta fiducia. Mi sento fortunato, sono all’interno di una gloriosa società, ho un rapporto cordiale con il nuovo asset Presidente Langella e vice Presidente D’Elia. Facciamo i dovuti scongiuri per un fiorente 2019-2020”.

Le scuole calcio serbatoio da curare e da far crescere

“Le Scuole Calcio sono le fondamenta essenziali per l’attività di un futuro atleta. La Figc regionale sia nell’attività agonistica, sia nell’attività di base, ha una governance di persone professionali che sta sviluppando nuove idee e soprattutto concede la possibilità ai partecipanti di confrontarsi anche con il mondo professionistico. Personalmente ho partecipato a 4 corsi e ho trovato interessante il dibattito, non nego di aver appreso anche da semplici ragazzi che si trovano ad operare, in un mondo che al momento vede molto lucro e poca prospettiva. C’è bisogno di aggiornarsi quotidianamente, non vivere dei bei fasti, il calcio come la vita è in continua evoluzione, i ragazzi di oggi non sono quelli di 30 anni fa ed il nascere di scuole calcio per raggirare i genitori e i ragazzi, con la promessa di farli diventare campioni, è un danno irreparabile al sistema calcio. Leggo depliant illustrativi di scuole calcio che fanno rabbrividire. Voglio rivolgermi direttamente ai ragazzi e dire loro che se hanno qualità devono stare tranquilli perchè saranno visti e all’occorrenza anche seguiti. Dovete vivere il vostro sport come un divertimento e affidarvi solo a persone abilitate dal settore tecnico della Figc. Come la Figc, noi professionisti, abbiamo l’obbligo morale di differenziare l’operato delle Scuole Calcio, premiare con la nostra collaborazione le meritevoli e, laddove non si abbia la capacità economica di elargire contributi alle stesse, bisogna coinvolgerle nel progetto societario. In questa stagione che andrà ad iniziare, come nelle precedenti, ho inserito nei tecnici un mister proveniente da un Scuola Calcio, ciò dimostra che, oltre a vedere gli atleti, durante il monitoraggio scouting, seguiamo anche i tecnici. Voglio menzionare, per esempio, mister Fabio Ferrara, inserito a gennaio 2018 nello staff, oggi è al fianco di mister Caserta come match-analyst”.