Castellammare, nuovo lungomare: un successo che crea altri ”problemi” ed esaspera vecchi vizi

Cassarmonica sul lungomare a Castellammare di Stabia

Gli stabiesi mostrano di non aver mai perso il loro affetto per il lungomare della propria Città ed anzi, dopo la sua ri-apertura, eccoli lì tutti a goderlo quasi come chi, dopo un’attraversata in un deserto, assetato giunge finalmente ad un’oasi dove potersi abbeverare e rinfrescare.

E’ così che appaiono gli stabiesi in questo periodo, che poi torna ad essere quello di sempre: famiglie intere a passeggio, ragazzi che tornano a fare gruppo e ad incontrarsi sulla passeggiata, bambini che corrono festosi, anziani che si riposano gustandosi a pieni polmoni la brezza marina e l’incommensurabile panorama del golfo di Napoli con il Vesuvio sullo sfondo.

Tutte cose belle quindi, delle quali gli stabiesi stanno mostrando di averne sempre bisogno e di goderle come meritano, ma che stanno anche facendo emergere un nuovo (in realtà vecchissimo) problema: quello del traffico, e quindi della circolazione e poi della sosta, che fa risaltare ancor più la “pessima abitudine” all’uso dell’auto anche per fare, magari, pochi passi che cozza con un vivere bene e con la cronica deficienza logistica della Città.

Sarebbe opportuno non dimenticare mai che la Città è quella che è: un territorio antichissimo nato secoli fa e subito sviluppatosi per quanto lo stesso consentiva e cioè, ben poco (se rapportato alla fame di spazi sia abitativi che di viabilità) vista la sua posizione chiusa tra il mare da un lato e le colline/montagne dall’altro (Quisisana, monte Faito, monti Lattari in genere).

Una bomboniera quindi con necessità di cesto (ed anche ben capiente). Cose, chiaramente, inconciliabili per cui sarebbe, sarà, necessario far di necessità virtù, accettare la situazione territoriale e cambiare il proprio stile deambulatorio senza farsene una croce ma pensando, invece, alla fortuna che hanno di avere a disposizione un territorio, una Città, che è una vera bomboniera: una perla nel golfo di Napoli (appellativo che aveva alle sue origini), e godersela senza essere infingardi e senza martoriarla e mortificarla per il proprio vizio di volere e dover arrivare ed andare ovunque in auto o moto. Cosa che da tempo ormai accade nella nostra Città (in realtà ovunque: è il vizio derivante dalla simbiosi con l’auto che ormai affligge gli italiani), e si è acuita dalla riapertura del lungomare. Tutti vogliono godersela ma, nel contempo, tutti, per arrivarci, non rinunciano a giungerci con l’auto ingorgando così il traffico e creando problemi di parcheggio sia per la mancanza fisica degli spazi idonei che per la “fantasia” (infingardaggine) con cui in troppi parcheggiano (in realtà “lasciano il mezzo”) come capita e più gli aggrada e fa comodo.

Sulla nota dolente dei “parcheggi” è intervenuto anche il consigliere Zingone che così scrive:

“Bisogna assolutamente rivedere, alla luce dei disagi lamentati dai cittadini, il piano parcheggi. E’ sotto gli occhi di tutti che, durante i fine settimana, con l’apertura di un tratto di villa comunale, la città non regge l’afflusso di auto mancando di parcheggi. Noi proponiamo di chiedere subito a Ferrovie dello Stato un incontro per raddoppiare il parcheggio nell’area alle spalle di piazza Matteotti. Così come è indispensabile una nuova ztl e la rimodulazione delle tariffe di sosta nell’area Fs prevedendo delle agevolazioni durante i fine settimana. Come opposizione chiediamo un intervento urgente in questo senso prima dell’arrivo dell’estate “.

Bene che ci siano proposte nel merito ed attenzione al problema ma ancora meglio sarà comprendere che questo, ed eventuali altri suggerimenti, sia pur post in essere NON saranno mai risolutivi del problema. Sarà e resterà sempre una semplice aspirina messa a disposizione di un ammalato cronico di cefalea e quindi …. palliativa e per niente realmente utile e risolutiva.

L’unica vera “medicina” sta nel ri-educare i cittadini al moto, ad usare gambe e piedi al posto di auto e moto, a tutto vantaggio della Città e di tutti i cittadini oltre che della propria salute.

Due passi a piedi non hanno mai ucciso nessuno: smog e stress SI’.

Meditiamo e aiutiamoci per essere aiutati.