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Fabian Ruiz, un bruco quasi farfalla pronto a spiccare il volo

Un inizio complicato

Era il luglio del 2018 quando Adl, su precisa indicazione di Ancelotti, decide di sborsare i 30 milioni della clausola rescissoria per ingaggiare un giovanissimo Fabian Ruiz. Lo spagnolo era stato seguito nei mesi precedenti da Ancelotti e il suo staff e rimasero stregati dalla classe e dall’eleganza di quel mancino che incantava. L’inizio della sua avventura azzurra non è stato dei più semplici, complice il fisico esile e il folto centrocampo azzurro capitanato all’epoca da Hamsik. Passa i primi mesi in panchina, con mister Ancelotti che cercava di trovare una quadra a quella squadra ricca di talenti. La svolta nell’avventura azzurra di Fabian avviene quando il tecnico emiliano decide di optare definitivamente per il 4-4-2.

Primo fase di apprendimento da Hamsik

Agisce inizialmente nel ruolo di esterno, dove riesce a sfoggiare la sua classe e giocate da alta scuola, anche in partite importanti di Champions League. Dopo i primi mesi per ambientarsi al calcio italiano, completamente differente da quello spagnolo, Fabian diventa un perno del centrocampo partenopeo. La cessione di Hamsik a mercato invernale concluso segna il passaggio di consegna delle chiavi del centrocampo azzurro, dopo oltre 10 anni di dominio slovacco. Nei mesi successivi Ancelotti prova diversi schemi e coppie a centrocampo alla ricerca del partner migliore da affiancare allo spagnolo. Le grandi prestazioni di Fabian permettono allo spagnolo di ricevere la prima convocazione in nazionale maggiore. La prima stagione napoletana si conclude positivamente con la vittoria degli Europei under 21 con la nazionale spagnola, impreziosita dal premio di miglior giocatore del torneo.

 Periodo difficile per la squadra e per Fabian

Il secondo anno napoletano sembra inizialmente essere quello della possibile consacrazione personale e della squadra, ma la storia è stata molto diversa. La squadra si allontana dall’allenatore e i risultati non arrivano. Lo spagnolo gioca con continuità al centro del campo e le chiavi della regia azzurra sono in suo possesso, ma la squadra gira male e Ancelotti viene esonerato. Gattuso sostituisce il tecnico emiliano e inizialmente decide di non cambiare modulo. In seguito agli acquisti del mercato invernale l’assetto tattico della squadra cambia e si passa da un 4-4-2 ad un 4-3-3. Fabian gioca con continuità come mezz’ala e questa nuova posizione gli permette di essere più propositivo in fase offensiva. Nel frattempo, la continuità nel Napoli gli permette di entrare stabilmente nel giro della nazionale maggiore spagnola, nonostante la folta concorrenza.

L’arrivo del partner perfetto

La terza stagione nel capoluogo campano comincia con un cambio modulo determinato dagli acquisti importanti effettuati dalla società durante la sessione estiva. Il Napoli gioca con un 4-2-3-1 super offensivo che prevede Fabian in cabina di regia affiancato dal neo arrivato Bakayoko. L’arrivo del francese sembra essere una benedizione non solo per il tecnico azzurro, ma anche per lo spagnolo che viene svincolato dai compiti in fase difensiva che lo spremevano psicologicamente.

Le critiche dell’ambiente partenopeo

Nonostante abbia rappresentato una pedina fondamentale nello scacchiere azzurro delle ultime 3 stagioni lo spagnolo è spesso vittima di numerose critiche, spesso provenienti anche dai tifosi azzurri. Si legge molto spesso di un Fabian lento, impacciato, impreciso e superficiale. Come capita molte volte, soprattutto nell’ambiente partenopeo, riusciamo ad apprezzare il reale valore dei nostri giocatori solo quando questi migrano verso altri lidi.

La grandezza di Fabian

Fabian è un giocatore dalla classe sopraffina, si è sempre sacrificato per il bene della squadra, ha ricoperto magistralmente ruoli nei quali l’organico azzurro era carente senza mai dire una parola. Non è un caso che rappresenti uno dei titolari del fortissimo centrocampo delle furie rosse, così come non lo sono le lusinghe di Real Madrid e Barcellona. Il suo contratto scade nel 2023 e il suo rinnovo dovrebbe rappresentare una priorità per evitare situazioni spiacevoli. Il prossimo Europeo sarà sicuramente una vetrina importante per lo spagnolo e torneranno ancora più insistenti le richieste delle big spagnole e trattenerlo ancora sarà impresa ardua. Arrivato a Napoli all’età di 22 anni e con un fisico esile, l’anno prossimo compirà 25 anni e la sua evoluzione fisica, tecnica e tattica è stata di quelle importanti. A Napoli molti lo vedono ancora come un bruco, diventerà farfalla per tutti solo quando andrà altrove?

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Francesco Saverio Aprea

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