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Roma - news Roma Calcio

In difesa di Lorenzo Pellegrini (…e di Fonseca che lo schiera)

Va difeso Lorenzo Pellegrini?

Come tutti i giocatori romani e romanisti sanno, alla fine ognuno deve passare le forche caudine di una critica spietata e crudele.

Lorenzo sta giocando male e al di sotto delle sue capacità?
Si, assolutamente.

Se Zaniolo fosse al 100% giocherebbe lui nei due trequartisti alle spalle di Dzeko, probabilmente si.

Pellegrini attraversa un periodo se non di crisi, sicuramente di involuzione, sbaglia stop e passaggi facili per un giocatore come lui dotato di ottima tecnica. Sembra sfiduciato e stanco fisicamente e forse nonostante l’età deve maturare ancora caratterialmente per poter militare in una piazza esigente come Roma.

Queste possono essere non critiche ma osservazione e riflessioni che alla luce delle ultime prestazioni del giocatore si possono e devono fare, per cercare di pungolarlo e per compiere le giuste valutazione in un ottica generale della rosa.

La svolta tecnica di mister Fonseca che dal 433 è passato al 3421, che ha sicuramente ridato equilibrio e solidità alla disastrosa Roma post Udinese, non sembra però essere il massimo per le caratteristiche tecniche e tattiche di Lorenzo Pellegrini. Dopo aver sacrificato Kluivert e Under, proprio in seguito al cambio di modulo, Pellegrini potrebbe essere il prossimo ad accomodarsi in panchina.

Nonostante queste considerazioni di cui i giornali, i siti, le trasmissioni radiofoniche fanno incetta in maniera sempre un po’ esasperata ed esasperante, mister Fonseca lo continua a schierare costantemente.

Perché lo fa?

Come sempre accade gli allenatori non considerano le prestazioni dei calciatori in ottica individuale, ossia quanti passaggi ha fatto, assist, goal etc.

O meglio non considerano solo questi dati.

Il calcio è uno sport di squadra dove l’armonia dei movimenti degli 11 spesso e volentieri determinano la riuscita della tattica. Fonseca vede e carpisce situazioni che a noi forse sfuggono.

Pellegrini ha la giocata risolutiva nei piedi e nella testa?

Si, sicuramente, anche se in queste ultime gare sbaglia spesso e volentieri.

Lorenzo è anche un centrocampista aggiunto che dedica le sue energie in fase di non possesso garantendo la copertura di una zone critica del campo, fra Diawara e Bruno Peres.

Dargli fiducia in questo momento ha due benefici:

Tutti i ragazzi sanno che l’allenatore crede in loro anche e soprattutto in momenti di difficoltà e contemporaneamente allena la mentalità del singolo a “tenere botta”, a crescere mentalmente ed emotivamente quando le cose non funzionano, le gambe sono pesanti e la mente non aiuta.

Per Lorenzo Pellegrini questa fiducia significa anche altro, lui è uno di quelli che indosserà la fascia di capitano e noi che abbiamo criticato De Rossi, Totti, Giannini, Florenzi e tanti altri forse dovremmo imparare ad avere un po’ più di pazienza per permettere che la difficoltà di un periodo non diventino crisi, che la crisi individuale non crei l’ennesima polemica e spaccatura anche in seno ad una tifoseria spesso divisa.

 

Di Antonio Bonansingo

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