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Calcio - Eccellenza campana Ischia

Promozione-Il Dg Lubrano: questo Procida riporterà i tifosi allo stadio”

Articolo Tratto dal Il Dispari a cura di Francesco Leone
PROMOZIONE – Il neo Direttore Generale procidano parla della sue prime settimane dietro la scrivania. Lubrano: “Questo Procida riporterà i tifosi allo stadio, l’obiettivo? Non abbiamo assilli” “Con passione ed idee chiare stiamo ripartendo mettendo a punto tutti i tasselli per cercare di portare avanti questo progetto e farlo durare nel tempo. La Promozione credo sia il campionato giusto per ripartire e fare ottime cose” “Sono legato al Procida dalla mia passione ma anche dalla gratitudine. Proprio per questa gratitudine, nel momento più difficile della storia del Procida, sono stato contento di poter dare una mano sostanziosa a questo progetto del presidente Muro” “Abbiamo solo due calciatori che provengono dalla terra ferma, Russo e Lamarra, e solo tre ischitani, Telese, Di Spigna e Ciro Saurino. A questi va aggiunto Micallo. L’obiettivo è quello di riportare i procidani allo stadio creando entusiasmo” Il nuovo Procida di Promozione ha assunto davvero una bella fisionomia. La passione e la concretezza del presidente Muro non ha lasciato l’isola di Arturo senza calcio, dopo la cessione fatta del titolo di Eccellenza, ma ha invece creato una realtà che mira a tornare ai fasti appena lasciati in non molto tempo. Sia dal punto di vista tecnico, con l’arrivo dei mister Giovanni Iovine, Biagio Lubrano Lavadera e Michele Castagliuolo, che da quello societario, il sodalizio biancorosso pare essere pronto per la nuova avventura. Di questa ne abbiamo parlato con Mario Lubrano Lavadera, giovane Direttore Generale del club procidano, che fino a poche settimane fa agiva all’interno della società come addetto stampa. Sono poche settimane che è passato dal ruolo di addetto stampa dell’Isola di Procida a quello di Direttore Generale del nuovo club procidano di Promozione. E’ stato facile o difficile calarsi in questa nuova veste? Che sensazioni ha provato? Forse il tutto è stato stimolante… “E’ stato sicuramente stimolante. Perché, anche a livello giornalistico, sono nato a Procida e cresciuto nel Procida. Ora questo sta diventando il mio lavoro e spero che continui ad esserlo. Sono legato al Procida dalla mia passione ma anche dalla gratitudine, che avrò per sempre. Proprio per questa gratitudine, nel momento più difficile della storia del Procida, sono stato contento di poter dare una mano sostanziosa a questo progetto del presidente Muro. Perché si è passati dalla stagione scorsa, in cui c’erano tutte le condizioni per fare calcio ad un certo livello, ad una situazione nella quale siamo dovuti partire da zero. Piano piano, con difficoltà, ma con passione ed idee chiare, sia dal punto di vista tecnico che societario, stiamo ripartendo mettendo a punto tutti i tasselli per cercare di portare avanti questo progetto e farlo durare nel tempo”. Cosa ha provato nei giorni in cui il titolo del Procida stava passando in mani ischitane? Il presidente Muro comunque aveva già dichiarato che il calcio sulla sua isola non sarebbe sparito, però magari in quel momento si prendeva coscienza che i sogni fatti fino a poco prima stavano svanendo del tutto… “C’è stato molto dispiacere, perché questo titolo lo abbiamo visto nascere circa 15 anni fa. Siamo stati ripescati in Promozione, abbiamo vissuto tantissime pagine storiche, che ho tutte davanti agli occhi. Dalla salvezza all’ultima giornata a Lacco Ameno contro il Forio, alla promozione ottenuta l’anno successivo dalla squadra allenata da Citarelli, alla finale di Coppa Italia di Eccellenza contro l’Ippogrifo Sarno, alla finale del campionato Juniores e tutte le stagioni post Crisano. Ricordo anche quella sfortunata retrocessione a cui seguì il ripescaggio dovuto a meriti. Era nel nostro destino. Tutte queste immagini le avevo davanti agli occhi in quei giorni e le ho viste sfumare. Ero comunque convinto che il presidente non avrebbe mollato, come ero convinto – quando si diceva che saremmo ripartiti dalla Prima Categoria – che il presidente sarebbe voluto ripartire dalla Promozione. Luigi Muro è un appassionato che vuole fare il calcio in un determinato modo e la Promozione credo sia il campionato giusto per ripartire e cercare di ricostruire le basi che dovranno portare il Procida dove era fino a qualche mese fa”. Il Procida, infatti, è ripartito dalla Promozione e – anche grazie al suo ottimo lavoro – ha allestito davvero una bella squadra. Sono arrivati tanti calciatori procidani e tanti di ottimo livello, con grande esperienza in queste categorie. C’è qualcosa che manca alla rosa biancorossa per essere definita completa, oppure va bene così? “Noi siamo partiti con la convocazione di tutti i ragazzi procidani. Abbiamo convocato tutti quelli che potenzialmente potevano giocare a calcio in Promozione, anche se fermi da due anni, sono stati richiamati sul campo. Il primo segnale abbiamo voluto darlo ufficializzando l’arrivo dei fratelli Costagliola, che insieme a Fabrizio Muro sono il massimo di quello che oggi può offrire Procida a livello calcistico. Anche riguardo gli under, abbiamo fatto una tabella con un numero degli stessi che potesse essere adeguato alla Promozione. In base a questa, abbiamo convocato tutti gli under procidani. Con piacere, abbiamo visto che la maggior parte di questi ha aderito, cosa che ha fatto si che la nostra squadra fosse composta quasi esclusivamente procidani. Infatti abbiamo solo due calciatori che provengono dalla terra ferma, Russo e Lamarra, e solo tre ischitani, Telese, Di Spigna e Ciro Saurino. A questi va aggiunto Micallo, che ormai ha eletto Procida a sua residenza da anni ed ha sposato il progetto calcistico. Quindi abbiamo puntato a delle certezze, come alcuni dei nomi che facevo poc’anzi, alcuni dei quali – come Saurino e Di Spigna – hanno lavorato per anni con mister Giovanni Iovine. Siamo contenti di essere riusciti a portarli tutti qui, come ovviamente i fratelli Costagliola e tanti ragazzi. A partire da Giò Cibelli, che sto vedendo particolarmente concentrato e disponibile, quindi credo che possa davvero farci divertire. Venendo alla sua domanda, forse potrebbe mancarci una punta di peso, visto che i Costagliola e Cibelli non lo sono, anche se Lorenzo potrebbe adattarsi al ruolo di centravanti. Però, abbiamo deciso – anche per ragioni di budget – di puntare su altri ruoli e dare una alternativa in più a centrocampo. Se, prima dell’inizio del campionato, il Procida dovesse effettuare dei nuovi movimenti, questi sarebbero relativi al pacchetto under, in quanto siamo un po’ corti per quanto riguarda le classi ’99-’00. Vogliamo offrire una alternativa in più ai mister in quelle categorie in vista della stagione che sarà lunga”. In questo momento storico, un po’ tutte le realtà che ci sono a Procida ed Ischia stanno facendo riferimento alla isolanità, ovvero alla ricerca ed alla valorizzazione del prodotto locale, anche per questione di costi. Questo, quindi, per le squadre nostrane, è l’unico modo di sostentarsi? “Certamente è una ancora di salvezza importante in questo momento, soprattutto per il Barano ed il Real Forio che non hanno grandi budget per fare l’Eccellenza. Lo è anche per il Procida, che lo ha fatto anche per riportare i procidani sul campo. Paradossalmente, sono convinto che in questa stagione avremo molte più presenze sugli spalti rispetto a quella passata in cui il Procida ha ottenuto un risultato storico, proprio perché la squadra rispecchia la procidanità. Ad Ischia c’è più scelta, essendo il territorio più vasto e con calciatori che hanno una cultura diversa. Quindi fare una squadra competitiva ad Ischia, fatta da ischitani, è più semplice. Ma anche a Procida sta crescendo la cultura e siamo convinti che ci toglieremo delle soddisfazioni nei prossimi anni”. Alla luce della rosa che avete costruito, quale può essere l’obiettivo realistico per la squadra nel prossimo campionato? Forse i play off sono un target realistico… “In sincerità non lo so. Sia negli incontri col presidente che in quello coi mister non abbiamo mai parlato di un obiettivo. Un po’ perché siamo partiti tardi ed eravamo impegnati in mille cose, un po’ perché siamo curiosi anche noi di vedere dove può arrivare questo Procida. Veramente la squadra è stata costruita dal nulla e con tante difficoltà. La Promozione è un campionato che il Procida non fa da anni, quindi abbiamo pochi termini di paragone. Però, in base alcune gare della Nuova Ischia che ho seguito l’anno scorso, posso dire che la Promozione odierna non è quella che c’era alcuni anni fa, il livello è un po’ calato. Sicuramente, ci saranno squadre che faranno un campionato a parte, come potrebbe fare l’Afro Napoli. Noi abbiamo come primario obiettivo quello di riportare i procidani allo stadio creando entusiasmo, poi se dovessero arrivare anche i play off saremmo contentissimi. Però un vero e proprio obiettivo da raggiungere non è stato prefissato”. Credo che lei abbia molti amici ad Ischia per tanti motivi, quindi sicuramente è stato toccato da quanto accaduto, mi riferisco al terremoto. Quale è il suo sentimento oggi rispetto a tutto ciò? “Il terremoto che ha colpito Ischia, dove ho tanti amici ed ho lavorato tanti anni, mi ha scosso parecchio. Amo Ischia e mi ci sono sempre trovato benissimo. Dopo la scossa, la prima cosa che ho fatto è stata mandare dei messaggi ai miei migliori amici ischitani. In questo momento, comunque, è difficile trovare le parole, ma sono convinto che Ischia si sia già rialzata anche se l’episodio è tragico. Ischia è talmente grande e bella che non si farà abbattere dal terremoto. Ciò che posso fare è esprimere la mia solidarietà per chi ha perso molto nel sisma. Calcisticamente, se non erro Davide Trofa ha avuto tanti danni insieme a tanti altri giovani calciatori, quindi il mio pensiero va a loro ed a tutte le persone che hanno perso i propri cari, che hanno subito danni alle proprie abitazioni e che metteranno tempo per superare tutto. Resto convinto che Ischia sia ripartita alla grande e che dal punto di vista turistico non risentirà di tutto ciò, anche se molti temono il contrario sui social. C’è stata tanta disinformazione ma Ischia sarà più forte anche di tutto questo”.
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