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na serata effervescente al Teatro Karol con la presentazione del libro “Scusatemi…Sono ancora rinchiuso nel vate”, un testo umoristico di straripante comicità di Gigi Longobardi.
A conversare con l’autore il bravo giornalista Pierluigi Fiorenza, che lo definisce: “Un immaginifico artigiano della parola, specializzato in meccanismi comici a suon di calembour, freddure e scioglilingua ma, al tempo stesso, attore scanzonato e impertinente, garbato e disincantato.”
Il vate è ovviamente Gabriele D’annunzio a cui titolo e copertina alludono, utilizzando la somiglianza con Gigi, evidenziata dalle “magie di foto shop” di Nicola D’ammora, che ne ha curato l’immagine.
Quali sono le affinità tra Gigi e il Vate?
“Il vate usa a suo piacimento le parole come lo fa Gigi Longobardi. – ha affermato l’autore – Nasco con la passione per la parola, per il suono della parola. Alle scuole elementari forse ero l’unico bambino che amava studiare le poesie a memoria, perché mi piaceva scoprire il ritmo interno delle rime, giocando con le parole.”
La satira di Gigi Longobardi “spazia dall’amore alla famiglia, dal lavoro al cibo, dal tempo libero al cellulare” e, con le potenzialità espressive e liberatrici della comicità, riesce a trasmettere contenuti di grande interesse.
“Il vate stabiese – ha sottolineato Pierluigi Fiorenza – mette a nudo l’ipocrisia nonché i vizi e le virtù dell’uomo della strada e col sorriso sulle labbra lo spinge a riflettere sulla qualità della vita. Insomma, invita la gente a pensare, a riflettere su tanti avvenimenti che ormai fanno parte del nostro vivere quotidiano.”
Maurizio de Giovanni nella sua prefazione al libro ha scritto: “Il genio è un modo di guardare la realtà, un modo a volte surreale, un modo a volte perfido, un modo sempre intelligente. Un modo di giocare tra le parole, sul senso delle parole e sul senso stesso dei pensieri e dei modi di affrontare la vita.”
Il comico, inutile dirlo, è una chiave importante per relazionarsi col mondo, sviluppare il senso del comico significa possedere un valore aggiunto, un’inconsueta capacità di interpretare la realtà, una forma di protesta contro l’appiattimento culturale.
L’autore ha poi spiegato come sia partito il progetto del libro: con l’invito di Pierluigi Fiorenza a recitare un suo testo alla presentazione al Teatro Karol del libro di Maurizio de Giovanni “Pioggia”.
L’invito era del giorno precedente e Gigi Longobardi il giorno dopo si presentò con il testo comico “La metamorfosi di un impiegato di banca” e Maurizio de Giovanni e il pubblico in sala si divertirono moltissimo.
“Gli ispiratori di Gigi Longobardi – informa Pierluigi Fiorenza – sono soprattutto lo strepitoso Achille Campanile, con il suo umorismo stralunato, e i graffianti Marziale e Giovenale attualizzati come autori del ventunesimo secolo.”
“Un altro artista che ho sempre amato, conosciuto attraverso il grande Gigi Proietti, è Ettore Petrolini. – ha precisato Gigi – La canzone delle cose morte, che fa riferimento alla sciocchezza umana che devasta l’uomo, mi piace molto. Egli attraverso l’uso della parola rompeva col conformismo e la banalità che spesso governa il linguaggio artistico, ma anche quello comune.”
Petrolini era molto amico di Raffaele Viviani, tra i due c’erano molte affinità: “Studiare Viviani è fondamentale proprio per il senso del ritmo, della musicalità che si riscontra anche in Petrolini. I testi di Viviani suggeriscono il ritmo.”
Alla domanda di Pierluigi fiorenza: “La satira permette di individuare vizi e difetti. Quali sono quelli della società stabiese?” La risposta sarebbe un po’ lunga. – ha detto l’autore – I vizi sono tanti e sono visibili ad occhio nudo: si riassumono nella chiusura delle Terme di Stabia.”
A seguire, la lettura di una delle sue poesie, dal titolo “Cessa” che parla della fine di un amore e che ha suscitato grande ilarità tra il folto pubblico intervenuto.
È salito poi sul palco il noto attore e amico dell’autore, Peppe De Rosa, che tra il divertimento generale ha letto la poesia dell’amico Gigi “Scrissi patate su un foglio.”
Il bravo attore e scrittore stabiese, per la gioia dei presenti, ha interpretato altri esilaranti microracconti e, in coppia con l’attrice Giulia Conte, ha recitato alcune divertentissime “Commedie in tre battute”.
Il testo, diviso in quattro sezioni, raccoglie: Poesie, Nanoracconti, Commedie in tre battute dell’amore e Commedie in tre battute dell’incomprensione, sulle quali “domina il gusto della battuta fortemente cercata e preparata con un lento meccanismo comico che esplode nel finale travolgente.”
Attraverso l’utilizzo di codici QR scansionabili nel testo, oltre alla lettura, è possibile assistere alle belle performance audiovisive dell’autore e di altri amici attori: un’esperienza immersiva da non perdere.
Una serata al Teatro Karol di Castellammare di Stabia all’insegna della cultura ma anche della risata e dell’allegria con la presentazione-spettacolo del libro “Scusatemi…Sono ancora rinchiuso nel vate” di Gigi Longobardi, Edizioni Il Papavero – Marketing d’autore.
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