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Portici: Carabinieri arrestano 56enne per atti persecutori

Portici: Non accetta la fine della relazione con la ex compagna. Carabinieri arrestano 56enne conducendolo alla casa circondariale di Napoli Poggioreale.

Portici: Carabinieri arrestano 56enne per atti persecutori

I Carabinieri della Stazione di Portici hanno arrestato per atti persecutori un 56enne della provincia di Napoli già noto alle ff.oo. .
A causa della fine della loro relazione sentimentale, l’uomo ha minacciato e insultato più volte l’ex compagna che, esasperata e impaurita, lo ha denunciato ai carabinieri locali.
Non si tratta di un episodio singolo. La donna ha rappresentato ai militari che già in passato ha sporto diverse denunce contro il compagno per le continue vessazioni subite.
L’uomo è stato subito rintracciato e controllato dai Carabinieri. Perquisito nascondeva nella tasca dei pantaloni un cavatappi e un coltello di 15 centimetri di cui solo la lama lunga 7.
Arrestato dai militari della Stazione di Portici, è stato tradotto alla casa circondariale di Napoli Poggioreale.

 

Episodi del genere sono purtroppo molto frequenti al giorno d’oggi. Ciò dimostra quanto ci sia ancora da lavorare sul piano culturale. Non è semplicemente un problema delle donne l’essere vittima di uomini violenti, ma riguarda tutti: è necessaria una presa d’atto di questo problema da parte di tutti, affinché ci si renda conto che è indispensabile una “rivoluzione culturale” che porti all’abbandono di stereotipi maschili derivati da secoli e secoli di patriarcato.

La fine di una relazione, l’essere respinto, sono visti come una lesione alla “virilità”… Questo, più un livello culturale molto scarso, portano a reazioni violente che mirano a ledere, umiliare, spaventare, uccidere la parte femminile.
La donna “appartiene” al maschio, la relazione/fidanzamento/matrimonio, viene vissuto come una proprietà del maschio, unico detentore/gestore della volontà di entrambe le parti, che con l’uso della forza fisica e verbale (molto spesso interminabili insulti velenosi che distruggono l’autostima della donna) rende succube la vittima, che ha come unica reazione possibile -per sopravvivere- il silenzio.

Fortunatamente sempre più donne -di tutte le età- riescono, seppur dopo anni, a trovare il coraggio di chiedere aiuto, al di là dell’imbarazzo e della vergogna che si prova nel dover raccontare Verità taciute per anni. Bisogna aggiungere, che sussiste anche la paura di non essere credute, questo perché molto spesso, questi “uomini” si mostrano in pubblico come persone per bene…
Le Forze dell’ Ordine in questi anni sono sempre più impegnati in interventi di soccorso delle vittime, fortunatamente le richieste di aiuto, o quantomeno le segnalazioni avvengono “in tempo” prima che si arrivi ad un punto di non ritorno.
Resta il fatto che sono ancora molte coloro che restano in silenzio.

La paura, la vergogna e l’imbarazzo sono molto forti, in più incredibilmente, esistono persone ignoranti che considerano l’atto di coraggio di una donna di denunciare i soprusi di una vita come ” un’ improvvisa alzata di testa “…
Questo spiega perché nel 2020 ancora ci troviamo in situazioni del genere, dove si rischia di morire tra le mura di casa.
E’ necessario che gli Uomini quelli veri, facciano sentire il proprio dissenso rispetto a questi comportamenti maschilisti che mirano all’annientamento della donna, che le donne abbiano fiducia nelle istituzioni e non abbiano paura e vergogna nel chiedere aiuto.

Solo così ci si potrà evolvere, sperare in futuro migliore.
Ai parenti, ai conoscenti, ai vicini di casa, a coloro che dinanzi ad episodi del genere hanno preferito tacere, “farsi i fatti propri”, perché aggrappatisi al vecchio detto, obsoleto “tra moglie e marito non mettere il dito”, o ancora “quello che succede in casa d’altri non mi riguarda” , sappiate che anche l’INDIFFERENZA è un grave peccato …
Viviamo tutti in uno Stato, il cui componente è il Popolo, i Cittadini dunque.

Per Cittadini intendiamo gli uomini e le donne, che con il loro potenziale e il loro lavoro, rendono forte e fanno crescere uno Stato.
Uno Stato in cui ci sono uomini che si arrogano il diritto di vita e morte su una donna è destinato a marcire.

 

Stéphanie Esposito Perna
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